Prestiti alle imprese, gli interessi possono arrivare al 25 percento

Pubblicato il: 02/04/2014
Autore: Redazione ChannelCity

Per gli scoperti di conto corrente si supera il 24% e per gli sconti commerciali delle fatture si arriva oltre il 15%. Per i mutui si può arrivare fino al 10,46%, per il credito al consumo quasi al 20%. Lo rivela il centro studi di Unimpresa.

Allo stato attuale delle cose possono sfiorare il 25% i tassi di interessi praticati dalle banche per i prestiti erogati alle imprese. Ad appesantire il mercato del credito, già fiaccato dalla serrata dei rubinetti da parte degli istituti, contribuiscono pure tassi quasi sempre a doppia cifra. L’abbassamento del costo del denaro deciso dalla Bce – che ha confermato il tasso al livello record dello 0,25% – non ha effetti positivi allo sportello. Per gli scoperti di conto corrente si supera il 24% e per gli sconti commerciali delle fatture si arriva oltre il 15%. Per i mutui si può arrivare fino al 10,46%, per il credito al consumo quasi al 20%.
Lo rileva il Centro studi Unimpresa che ha analizzato i dati del ministero dell’Economia e delle Finanze relativi alla determinazione della soglie d’usura.
Quanto alle aziende, gli anticipi e gli sconti commerciali vengono concessi con tassi medi all’8,90% (fino a 5mila euro), all’8,06% (da 5mila euro a 100mila euro) e al 5,49% (oltre 5mila euro); la soglia d’usura è rispettivamente fissata al 15,13%, 14,08%, 10,86%.
Per il factoring (cessione dei crediti) sono stati registrati tassi medi al 7,43% (fino a 50mila euro) e al 4,67% (oltre 50mila euro), con la soglia d’usura rispettivamente al 13,29% e al 9,84%.
“Il drastico taglio del costo del denaro allo 0,25%, confermato dalla Banca centrale europea, non ha effetti positivi allo sportello: famiglie e imprese continuano a ottenere finanziamenti, sempre meno, a prestiti e condizioni insostenibili: l’inasprimento dei tassi, peraltro, è una tattica praticata dalle banche anche per ridurre la stessa domanda di crediti”, commenta amaramente il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi.

Categorie: Attualità

Tag: Analisi

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