Obbligo del POS, critica anche Unimpresa

Pubblicato il: 03/07/2014
Autore: Redazione ChannelCity

Secondo Unimpresa l'introduzione dell'obbligo del POS non avrà lo scopo di far emergere il nero ma l’unico concreto vantaggio sarà quello delle banche e dei produttori dei device Pos che vedranno ingrassare in un colpo solo il loro giro d’affari.

Continua a far discutere l'introduzione dell'obbligo del Pos e dopo la protesta della Confederazione libere associazioni artigiane italiane, ecco la voce di Unimpresa.
"L’obbligo del Pos in vigore è una misura inutile che non porterà alcun vantaggio sul versante della lotta all’evasione fiscale. La misura, infatti, che per l’altro non è agganciata ad alcuna sanzione in caso di violazione, è facilmente aggirabile: professionisti, artigiani e commercianti potranno proporre uno sconto ai clienti che pagano in contanti e aggireranno il pagamento elettronico, evitando così la tracciabilità della transazione. Né più né meno di quanto non avviene già quando non si emette lo scontrino o non si rilascia la fattura. È inutile prendersi in giro. Sorprende, pertanto, che una banale analisi di questo tipo non sia stata fatta dal legislatore che, alla fine, ha varato l’ennesima norma pasticciata e senza senso”.
Lo sostiene il Centro studi Unimpresa, in relazione all’obbligo di Pos (point of sale) in vigore per professionisti, commercianti e micro imprese per importi superiori ai 30 euro.
“L’unico concreto vantaggio – aggiunge il Csu – sarà quello delle banche e dei produttori degli stessi Pos che vedranno ingrassare in un colpo solo il loro giro d’affari. Non è certo questa la strada per contrastare i cosiddetti furbetti delle tasse, obiettivo perseguibile solo con un serio piano volto all’abbattimento della pressione tributaria che grava sia sulle famiglie sia sulle imprese”.

Categorie: Attualità

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