Symantec, luce e ombre sulla privacy

Pubblicato il: 23/03/2015
Autore: Ernesto Sagramoso

In Italia il 51% degli adulti è preoccupato per la sicurezza dei propri dati, il 46% accetta che le aziende li condividano con terze parti (contro un dato europeo del 14%) mentre il 25% ha dichiarato di inserire online indicazioni fasulle.

Un italiano su quattro fornisce informazioni false quando naviga in Internet Federico Pereno è un Sovrintendente della Polizia di Stato che si occupa di sicurezza informatica presso la squadra di Polizia Giudiziaria del C.N.A.I.P.I.C.

Uno dei problemi più importanti che si devono affrontare quando si naviga in rete riguarda la diffusione impropria dei propri dati. Esistono infatti moltissimi portali web, a partire da quelli dedicati al commercio elettronico per arrivare ai blog e ai siti di notizie, che richiedono l’accredito ma non proteggono adeguatamente le informazioni o, peggio ancora, le cedono ad altre realtà.
Per capire meglio la situazione del vecchio continente, Symantec ha commissionato il report State of Privacy 2015 che ha coinvolto settemila persone in tutta Europa.
I risultati di questa indagine evidenziano come il 57% degli intervistati sostenga che i propri dati non siano al sicuro, mentre il 59% dichiara di aver riscontrato problemi legati alla protezione degli stessi. Interessante come il 70% del campione ritenga che le istituzioni mediche siano le più affidabili sotto il profilo della privacy mentre solo il 10% pensa che i social media siano sicuri.
Per quanto riguarda la responsabilità della salvaguardia si scopre che viene equamente distribuita tra istituzioni (36%), aziende (30%) e consumatori (33%). Un altro aspetto evidenziato da questa ricerca riguarda la crescente consapevolezza del valore di queste informazioni, che vengono valutate più di 10.000 euro dal 24% del campione.

Privacy all'italiana
Passando all’Italia, il 51% degli adulti è preoccupato per la sicurezza dei propri dati, il 46% accetta che le aziende li condividano con terze parti (contro un dato europeo del 14%) mentre il 25% ha dichiarato di inserire online indicazioni fasulle.
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Un italiano su quattro fornisce informazioni false quando naviga in Internet



giampiero-nanni.jpgGiampiero Nanni, Government Affairs di Symantec EMEA, ha affermato che “le aziende devono essere più trasparenti con i clienti in merito alla protezione dei dati personali. La sicurezza deve essere parte integrante dei valori dell’azienda e deve essere vista come un elemento necessario per conquistare clienti, non solo come un costo. L’industria informatica ha l’opportunità di assistere i consumatori nelle loro decisioni riguardo la privacy. Il report State of Privacy mostra come molti consumatori prendano in considerazione il valore che i loro dati possono avere per gli altri. Le aziende dovrebbero agire per dimostrare la sicurezza dei dati personali in loro possesso”.
Interessante anche l’intervento di Federico Pereno, Sovrintendente della Polizia di Stato presso la squadra di Polizia Giudiziaria del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (C.N.A.I.P.I.C.), che ha descritto un caso di attacco reale ai danni di sistemi informatici di Enti istituzionali. La strategia adottata dall’hacker è stata quella di inviare mail infette a migliaia di dipendenti di amministrazioni periferiche, contando sulla presenza di computer non protetti adeguatamente.
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Federico Pereno è un Sovrintendente della Polizia di Stato che si occupa di sicurezza informatica presso la squadra di Polizia Giudiziaria del C.N.A.I.P.I.C.

Il malware che infettava i PC catturava le credenziali per l’accesso ai principali database istituzionali e li inviava a un server in Malesia. In questo modo il malintenzionato era in grado di accedere alle informazioni con delle regolari credenziali. Questo esempio ha evidenziato alcune problematiche importanti, come la difficoltà dei gestori delle banche dati di rilevare questo tipo di attacchi in quanto vengono condotti con credenziali lecite e l’importanza di proteggere in toto una rete informatica poiché i malintenzionati sono in grado di sfruttare anche la più piccola falla.

Categorie: Attualità

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