Assinform, l'ICT in Italia torna a crescere

Pubblicato il: 03/07/2015
Autore: Piero Macrì

Tornano a crescere tutti i comparti hardware e software ma il gap del paese in ambito digitale resta ancora elevato.

In base alle stime Assinform il 2015 dovrebbe essere l’anno della svolta. Si prevede che il mercato ICT possa uscire dalla fase recessiva che lo ha caratterizzato dal 2008, archiviando così il 2014 come ultimo anno di decrescita. Se il 2014 si è chiuso a -1,4%, in forte recupero rispetto all’anno precedente terminato a -4,4%, la previsione per il 2015 è di una crescita prossima all'1%.
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Tutte le componenti sono in recupero, ma con ritmi diversi.
Trainano software e applicativi +4,2%, contenuti digitali + 8,5%, piattaforme gestione web + 13,8%, cloud +37,4%, Iot +13,3%.
Netta ripresa anche per i Pc le cui vendite crescono del +12,5% (-16,5% nel 2013), ma tablet per la prima volta in calo (con vendite in contrazione del -8,2%).
Le vendite di Smartphone registrano un incremento del +14,6%. I servizi di Tlc, che coprono un terzo del mercato, ancora sotto pressione dalle dinamiche regolamentari e tariffarie, registrano, seppure in miglioramento, valori negativi (-7,1%).
"Sono numeri incoraggianti, perché segnano una ripresa degli investimenti, ma siamo in piena emergenza digitale", avverte Giancarlo Capitani presidente di Netconsulting, intervenuto all'’evento Assinform di Expo. L’ausipicio è che il microscomo digitale della manifestazione milanese possa diventare un modello per l’Italia. "In questi ultimi cinque anni abbiamo accumulato ritardi nei confronti degli altri Paesi. Nell’Unione Europea siamo al 25mo posto per quanto riguarda gli investimenti che fanno riferimento all’economia digitale".
Dati, quelli citati da Capitani, che testimoniano la fragile condizione italiana e le dinamiche di trasformazione che (non) hanno finora interessato  il nostro Paese.
"Nel corso del 2014 il processo di digitalizzazione ha conosciuto una fortissima accelerazione a livello globale e ha influenzato sistemi economici di tutti i paesi. La crescita dell’economia digitale mondiale è stata del +3,6%, ma è stata caratterizzata da una forte disomogeneità. In Europa si evidenziano evidenziano difficoltà a recuperare nuovo slancio e nuovi investimenti. Mai come in questo momento, afferma Capitani, si manifestano differenze sostanziali nell’acquisire nuova competitività grazie all’utilizzo di nuove tecnologie. Se è vero che anche in Italia si evidenzia una nuova domanda trainata dall’utilizzo sempre più diffuso di device mobili, questa domanda è di natura spontanea. Il problema, conclude Capitani è che non si è ancora riusciti a contestualizzare la digitalizzazione all’interno di una crescita strutturale, di sistema".
In sintonia con quanto affermato da Capitani l’opinione di Agostino Santoni, presidente di Assinform: "Nel 2014 si rafforza la domanda di innovazione tecnologica in Italia, ma la trasformazione digitale del Paese è un processo ancora troppo lento e ben lontano dall'essersi affermato. E' fondamentale velocizzare sull'attuazione di tutti gli interventi, le azioni, i progetti messi in campo dal Governo e dalle organizzazioni imprenditoriali. Per ottenere effetti misurabili sull'economia bisogna puntare a uno sviluppo del mercato digitale più ampio e più rapido. Questo processo richiede un forte commitment delle imprese del settore e una governance stabile ed efficace. All'Esecutivo chiediamo continuità di leadership, determinata a far accadere le cose, stabilendo e facendo rispettare scadenze e obiettivi".
Quello che è importante, aggiunge Santoni, è avere la consapevolezza che digitalizzazione significa rivistazione del proprio modello di business. Se il tutto si riduce a piccoli progetti di natura infrastrutturale non si cambia la sostanza delle cose.
Santoni indica quindi la strada da seguire individuando le priorità che possono consentire a una vera e propria modernizzazione dell'Italia. Obiettivi e azioni che sono contenute nel Manifesto Assinform per l’Italia che ci crede e che in sintesi si possono riassumere nei seguenti punti:

  1. Cultura digitale diffusa, in quanto condizione di sviluppi di domanda di nuovi servizi digitali;
  2. Sviluppo di ecosistemi digitali, a tutti i livelli: imprese, Pa, università, centri di servizio, comunità sociali;
  3. IoT, ovvero opportunità smart city e Industry 4.0;
  4. Pa Digitale, per la modernizzazione della Pa a livello si sistema;
  5. Impresa digitale, ovvero estensione di attività di e-Business (B2B, B2G, ecc.) e di e-Commerce in tutti i settori produttivi e manifatturieri
  6. Ricchezza digitale, dati e informazioni come premessa per creare nuova imprenditorialità, lavoro, e innovazione;
  7. Sicurezza digitale, in quanto prerequisito per lo sviluppo dei servizi in rete.

Categorie: Attualità

Tag: Analisi

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