Controllo mail dei dipendenti, la parola all'avvocato

Pubblicato il: 13/01/2016
Autore: Redazione ChannelCity

Il commento dell’Avvocato Vittorio De Luca in merito alla sentenza della Corte di Giustizia europea del 12 gennaio 2016 sul licenziamento a seguito del controllo dell’email aziendale.

“Tanto rumore per nulla!”. Questo il commento di Vittorio De Luca, dello Studio De Luca & Partners in merito alla sentenza della Corte di giustizia europea del 12 gennaio 2016, sul licenziamento di un ingegnere romeno che ha utilizzato il sistema di messaggistica dell’ufficio per comunicare con fidanzata e fratello.
vittorio-de-luca.jpg“L’account di posta elettronica assegnata ad un dipendente per l’espletamento della propria attività lavorativa ha sì carattere personale, ma tale ‘personalità’ non significa ‘privatezza’ dello stesso - continua De Luca -. Detto account, infatti, rappresenta uno strumento di lavoro. Ovviamente occorre considerare attentamente le esigenze di un ordinato svolgimento dell'attività lavorativa con la prevenzione di inutili intrusioni nella sfera personale dei lavoratori, nonché violazioni della disciplina sull'eventuale segretezza della corrispondenza”.
Ed è ciò che ha fatto la Corte di Giustizia, con la sua sentenza del 12 gennaio scorso, considerando legittimo il licenziamento intimato ad un dipendente che aveva utilizzato lo strumento aziendale, alias l’account aziendale, per fini privati, ossia inviare messaggi di natura personale a propri familiari.
D’altronde in Italia lo stesso Garante Privacy, con le Linee Guida per l’utilizzo di posta elettronica ed internet del 2007, ha disciplinato la materia prevedendo per il datore di lavoro l’onere di regolamentare l’utilizzo degli strumenti informatici in azienda attraverso una policy aziendale e fissando modalità e condizioni per il legittimo controllo della posta elettronica da parte del datore di lavoro.

Categorie: Attualità

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