Avaya in cerca di acquirenti

Pubblicato il: 01/06/2016
Autore: R.B.

I due principali azionisti della società, i fondi Silver Lake Partners e Tpg Capital, sarebbero orientati per la vendita, da quanto è trapelato da fonti interne. Il prezzo indicativo dovrebbe oscillare tra i 6 e i 10 miliardi di dollari, debito compreso.

La Direzione Generale di Avaya, specialista di reti e telecomunicazioni d'impresa, ha incaricato i consulenti Goldman Sachs e Center View Partners Holding di supportarla nella ricerca della miglior via per ridurre il debito mentre i due principali azionisti della società, i fondi Silver Lake Partners e Tpg Capital, sarebbero orientati per la vendita totale dell'azienda, da quanto è trapelato da fonti interne. Il prezzo indicativo dovrebbe oscillare tra i 6 e i 10 miliardi di dollari, debito compreso.
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Ma anche la cessione di alcune specifiche attività farebbe parte degli scenari possibili. Il business dei contact center, le reti locali wireless e gli switch potrebbero interessare a potenziali acquirenti.
Da qualche tempo, è in corso per Avaya un percorso di trasformazione verso la fornitura di software e servizi di unified comunication, che però richiede nuovi investimenti. Per altro verso, il debito complessivo ammonta a qualche miliardo di dollari ed è relativamente urgente la disponibilità di 600 milioni per rimborsare una quota in scadenza nel ottobre del 2017.
Nel secondo trimestre fiscale, l'azienda ha generato un volume d'affari pari a 904 milioni di dollari, contro i 995 milioni dell'anno precedente. Anche l’Ebitda è calato di 3 milioni di dollari nel periodo, raggiungendo i 205 milioni di dollari però il vero problema, tuttavia, è che esercizio dopo esercizio le perdite nette crescono a causa del pagamento degli interessi sul debito, che da soli ammontano ogni anno ha circa 400 milioni di dollari.
Già alla fine del 2013, erano circolate voci sulla possibile cessione a Oracle. Questa operazione era stata considerata come alternativa l'introduzione in Borsa, per la quale era stata depositata nel 2011 un'offerta iniziale, in seguito costantemente rimandata a causa delle incertezze che pesavano sul successo dell'operazione.

Categorie: Attualità

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