Brexit o non Brexit, l'inglese ARM (CPU smartphone ) se la comprano i giapponesi

Pubblicato il: 19/07/2016
Autore: Redazione ChannelCity

Softbank, conglomerata nipponica di tecnologia e telecomunicazioni, ha rilevato il colosso inglese dei processori Arm Holdings per circa 30 miliardi di euro (24,3 miliardi di sterline).

Il Giappone entra nella disputa Brexit SI, Brexit No, facendo il gioco dell’ampia fetta di opinione pubblica uscita vincente dal referendum dello scorso 23 giugno.
Softbank, conglomerata nipponica di tecnologia e telecomunicazioni, ha annunciato  di aver rilevato il colosso dei processori Arm Holdings per circa 30 miliardi di euro (24,3 miliardi di sterline).
Immediata la reazione di una parte del governo britannico, che ha sottolineato come la Gran Bretagna resti comunque attrattiva per gli investitori. Secondo quanto si apprende dai dettagli dell’accordo, il numero uno di Softbank, Masayoshi Son, avrebbe chiuso la trattativa con gli inglesi concordando un premio per gli azionisti dell’azienda di Cambridge pari al 43 per cento rispetto al valore del titolo in Borsa. Si tratta di un plusvalore di circa 1.700 pence in contanti per ogni titolo posseduto.
La cessione della società è già stata approvata dal board di Arm, motivando la decisione repentina anche col fatto che le intenzioni di Softbank sono quelle di raddoppiare il personale nel Regno Unito nei prossimi cinque anni, lasciando inoltre il quartier generale sull’isola con lo stesso management. Per la holding nipponica è la più grande operazione finanziaria di sempre e il gruppo del Sol Levante si può posizionare ora come uno dei principali attori nel mercato dei processori.
Il vendor di Cambridge, che a differenza di altri produttori non realizza i chip, ma vende le licenze dei propri design a terzi, è ad oggi il primo nome al mondo nel campo degli smartphone e sta battagliando duramente con Intel anche nel comparto server.

Categorie: Attualità

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