Arrow, nel 2016 focus sull’ambito infrastrutturale. Partita la sfida della Business Analitycs

Pubblicato il: 01/11/2015
Autore: Barbara Torresani

Il business storico guida le performance positive del VAD nel 2015. Infrastruttura e software le nuove frontiere. Federico Marini, alla guida di Arrow Italia, racconta l’andamento aziendale nel corso della 2° Arrow University.

A due anni dall’entrata di Arrow ECS nella compagine aziendale del distributore a valore Computerlinks, in Italia sono ancora i business tradizionali a trainare le performance più che positive del VAD, che nel 2014 ha registrato un risultato pari a 72 milioni di euro, in crescita a doppia cifra.
La svolta attesa per il 2015 verso i fronti infrastrutturali su cui il VAD mondiale vanta competenze e una divisione dedicata e verso cui si orientano i nuovi brand entrati nel paniere societario dovrebbe arrivare verosimilmente nel 2016; una volta, cioè, che il VAD avrà sviluppato le competenze necessarie per abilitare questi concetti sul mercato e portato a bordo dei brand di un certo peso.
E’ Federico Marini, Managing Director di Arrow in Italia, in occasione della 2° edizione della Arrow University (da sommare alle 13 di Computerlinks) a fare un primo bilancio dell’esercizio 2015, non prima di aver commentato con entusiasmo il successo dell’evento in corso, ambientato nella cornice di Villa Quaranta a Pescantina, alle porte di Verona, che ha registrato il record di iscrizioni (600), con a consuntivo circa 450 partecipanti.
“Sono molto contento dell’andamento del 2015, si sta dimostrando un anno molto positivo, ancora in forte crescita. E’ il business storico, quello legato al mondo della sicurezza e della network security a guidare la crescita aziendale, ma l’attenzione al mondo infrastrutturale e al software stanno crescendo, ed è qui che si gioca la scommessa futura”, dichiara a margine dell’evento.
federico-marini-1.jpg
Federico Marini, Managing Director di Arrow in Italia
E prosegue: “Un grande cambiamento e probabilmente la sfida ma anche il tentativo più grande riguardano l’entrata nel nostro portafoglio di SAS, di cui siamo distributore esclusivo a livello mondiale, che ci proietta nel mondo software, in particolare in quello della Business Analytics. E’ una scelta dell’headquarter che si riverbera in Europa e, ovviamente, in Italia. Un mondo completamente nuovo per noi, in termini di prodotti, clienti e partner che richiede skill specifici e un atteggiamento graduale e ponderato. Una strategia che ha richiesto la creazione di know-how interno alla struttura con l’assunzione di personale proveniente da SAS. Quando entriamo in mercati nuovi lo facciamo in punta di piedi. Come stiamo già facendo nell’area infrastrutturale, contigua a quella tradizionale in cui operiamo, che ci sta portando in nuovi mercati con nuovi clienti”. Marini racconta di trattative in corso con vendor infrastrutturali, ma gli iter si sono allungati rispetto alle aspettative iniziali: “Siamo pronti ma vogliamo creare la giusta credibilità per entrare nel modo corretto in questo mercato”. I nomi attribuibili a questa sfera sono quelli di Hitachi, Huawei e, più di recente, Splunk lo scorso febbraio e FireEye, quest’ultimo salito a bordo a ottobre.
Guardando al business storico, Marini racconta di risultati tendenzialmente buoni per tutti i brand a listino (oggi circa 35). In particolare, nella security e nella network security vanno segnalate le performance di nomi noti quali Check Point, Citrix, F5 Networks, HP (la parte di networking – si tratta di capire come si delineerà la parte relativa ad Aruba Networks), Juniper, McAfee (Intel Security) e Trend Micro. Non abbiamo vendor in crisi e, finché il mondo della security crescerà Arrow può stare tranquilla”, commenta Marini. 

Cosa pensi di questa notizia?

Area Social

Vota