Vmware, il canale propone il Software Defined Data Center

Pubblicato il: 22/10/2013
Autore: Barbara Torresani

Matteo Uva, Channel Manager Vmware Italia, racconta le principali novità relative a programmi e iniziative per l’ecosistema dei partner.

Strategia buona non si cambia; è quella relativa al modello di go-to-market di Vmwareorientato al canale. Nel corso dell’esercizio 2012 il 95% del fatturato societario, infatti, è stato realizzato attraverso il canale distributivo nelle sue diverse forme. Nel 2013, quindi, la strategia portata avanti dal vendor non può che essere di continuità con il passato: un modello distributivo che da una parte passa da distributori e rivenditori e dall’altra da partner Oem
E se il canale negli anni ha via via assunto un ruolo fondamentale nel portare sul mercato la proposizione societaria di virtualizzazione server,  a cui si sono aggiunti storage, networking e sicurezza - i tre principali servizi infrastrutturali relativi ai data center - oggi appare adatto e pronto a spingere il concetto innovativo di Software Defined Data Center – l’ultima frontiera tecnologica seguita da Vmware - e di cloud computing, come racconta Matteo Uva, Channel Manager Vmware Italia“Da qualche anno i server virtuali hanno superato i server fisici. E in quest’ambito Vmware la fa da padrona, con un parco installato enorme che facilita il lavoro dei partner. Ogni server virtuale si porta dietro anche altri servizi, per esempio quelli storage. In media ogni server virtuale, infatti, è associato a una capacità di storage di circa 200 GB. Se si pensa che nel mondo ci sono circa 36 milioni di server virtuali che girano si capisce quanto possa essere lo storage coinvolto. Di conseguenza, Vmware ma anche i rivenditori nel momento in cui vendono un progetto di virtualizzazione hanno un ruolo importante anche nella definizione dello spazio storage, diventando il naturale referente non solo per la virtualizzazione. E questo discorso vale anche per le componenti di networking e sicurezza. La rete collega i server che oggi sono in prevalenza macchine virtuali. Ogni macchina virtuale si porta dietro minimo 1,5 porte. Ne risulta che 36 milioni di server hanno circa 50 milioni di porte di rete associate. Oggi, quindi, il rivenditore Vmware può proporre al cliente la trasformazione complessiva dell’intera infrastruttura data center o dei singoli tasselli che la compongono”.

Cosa pensi di questa notizia?

Area Social

Vota