Ict Trade 2012, le premesse firmate Sirmi

Pubblicato il: 23/04/2012
Autore: Redazione ChannelCity

Gli spunti declinati da Sirmi che faranno da filo conduttore al Convegno di Apertura "L'ICT come Industria, nell'Agenda Digitale italiana", che si terrà a Ferrara il prossimo 8 maggio.

Si avvicina la prossima edizione di ICT Trade 2012, evento dedicato al Sistema d'Offerta della Digital Technology, che si terrà l'8 e 9 maggio a Ferrara, presso Ferrara Fiere.
Il programma della manifestazione diventa sempre più ricco ed articolato e l'undicesima edizione di ICT Trade si aprirà con il Convegno di Apertura "L'ICT come Industria, nell'Agenda Digitale italiana" (martedì 8 maggio, ore 14.30-19.30), presso l'Auditorium di Ferrara Fiere.
E' in quest'ambito che si approfondiranno i temi più attuali del mondo della Digital Technology e saranno dettate le linee guida del mercato, alla presenza di guest speaker di eccezione e rappresentanti qualificati di tutto il comparto ICT.
Nella stessa occasione, un anno fa, avevamo teorizzato una sorta di "inizio della fine" del cinquantennio dell'IT artigianale, e preannunciato una nuova fase "industriale" della Digital Technology; ovviamente, non in riferimento ai prodotti, ma al modo in cui le Tecnologie Digitali permettono di trasformare segnali, dati, input in Informazioni che consentono alle Organizzazioni di cambiare passo; e di conseguenza, abbiamo sottolineato come nuovi modelli alla base della fruizione dell'ICT si sarebbero progressivamente affermati.
Oggi, la realtà ci sta addirittura superando: la pressione sul pricing e la commoditizzazione dei prodotti continua, i servizi tradizionali mostrano la corda in ricavi e marginalità, la caccia all'ottimizzazione è la prassi; il Cloud Computing è il più evidente segnale di come l'attenzione si sposti dal possesso alla fruizione, dai Capex agli Opex, dagli sviluppi alle parametrizzazioni, dall'acquisto al servizio; e l'ICT si orienta decisamente verso un modello "post – industriale", con sempre minore attenzione per le Tecnologie, peraltro indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi.
Fra qualche anno probabilmente non parleremo più nemmeno di Cloud Computing; lo daremo per scontato, sarà talmente diffuso e pervasivo che il termine non farà notizia; e raggiungeremo nuovi livelli di maturità della Domanda, che valuterà i Fornitori e le loro proposte sulla base di quanto sapranno portare di realmente innovativo ai Processi e non all'ottimizzazione dei budget tradizionali.
In un clima di recessione, non è pensabile recuperare fatturati e margini con le regole in uso, né mantenere le posizioni con modelli che si stanno dimostrando logori ed inadeguati; ed il passaggio deciso di molti Utenti al "post – industriale" avrà impatto diretto su tutti gli attori del Sistema di Offerta, che potranno e dovranno trovare collocazioni e valori aggiunti diversi da quelli conosciuti.
Tutti i numeri di Mercato rendono oggi difficile intravedere una decisa ripresa, anche se nuove ondate di adozione di prodotti e servizi innovativi, eccellenze tecnologiche, nuove competenze, ridisegno dei processi organizzativi e di go to market fanno emergere realtà di successo nell'ICT italiana, e balzano all'occhio entusiasmo ed energia di giovani e anche meno giovani imprenditori che con genialità, estro e applicazione permettono la crescita di singole realtà.
Prendiamo atto tuttavia di un dato di fatto: il Sistema Italia è incapace di fare squadra, di investire organicamente, di replicare sistematicamente casi di successo, di trarre insegnamento dai suoi vantaggi competitivi; e sono veramente poche le multinazionali che guardano all'Italia come ad un Mercato in cui la vera sfida non è raggiungere gli obiettivi di budget del trimestre, ma alimentare una nuova corrente di opinione e nuove competenze che portino le nostre imprese a spendere ed investire di più in ICT, riallineando la nostra spesa media con quella delle principali nazioni europee.
Ciascuno gioca la sua partita, ed in un clima in cui persino la Politica ha reputato opportuno fare un passo indietro facendo gestire l'emergenza ai Tecnici, nella Digital Technology nostrana non si fa leva su elementi atti a portare le imprese a spendere di più, oltre che meglio.
Colmare anche solo al 50% il gap di spesa media per IT delle imprese italiane rispetto a quelle europee genererebbe un business addizionale di oltre 6 miliardi di euro l'anno; una cifra enorme, di cui si dovrebbe fare in modo che fruiscano prioritariamente Player realmente in grado di dare reale Valore Aggiunto al Sistema Italia, non investitori che guardano solo alle Borse internazionali come strumento di moltiplicazione dei propri profitti.
Colpa probabilmente di nessuno, responsabilità di tanti, se il perseguire l'Italia Digitale con le tante Agende sul tappeto si configurerà ancora una volta come raccolta senza semina, come trasferimento all'estero di risorse economiche ed energie con ricadute modeste sul Paese, come somma di azioni di rinnovamento infrastrutturale non sempre motivate da reali ragioni tecnologiche ma più probabilmente dalla ricerca dell'ennesimo ammortizzatore sociale indiretto.
Partendo da tutti questi presupposti, SIRMI si accinge a dare il via ad un momento di incontro indipendente e costruttivo nel quale cercherà di dare risposte concrete a molti quesiti e confrontarsi con gli articolati e complessi scenari del mondo della Digital Technology, per capire quali siano le reali sfide, le vere opportunità e quali le prospettive concrete per l'ICT e per il Sistema Italia.
Per tutte le informazioni su ICT Trade 2012, contattare SIRMI – Tel. 02-876541 o inviare una mail a icttrade@sirmi.itPer effettuare direttamente la pre-registrazione come Ospite, accedere alla sezione "ICT Trade" dalla home page del sito www.sirmi.it,
oppure collegarsi al seguente URL: http://2012.icttrade.it/wapp/partecipa.php

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