Riduzione delle tasse e crescita gli obiettivi primari per la crescita

Pubblicato il: 18/09/2012
Autore: Redazione ChannelCity

Confesercenti: "Senza crescita del PIL – e le nostre previsioni, almeno per il 2013, sono ancora negative: -0,4% – lo Stato si troverebbe a prelevare per diversi anni tra i 70 e i 90 miliardi in più rispetto a quello che poi verrebbe restituito ai cittadini in termini di spesa pubblica".

La Confesercenti mette nero su bianco che così come stanno le cose rientrare nel diktat della BCE è quasi un'impresa disperata e scrive la sua "ricetta" per uscire dalla crisi.
"Le stime della BCE vedono per l'Italia – in caso di rispetto del programma di stabilità – un rientro del rapporto debito/Pil sotto il 100% entro il 2020. Una previsione importante, che conferma le prospettive di stabilità finanziaria del Paese.  Il raggiungimento dell'obiettivo, però, ha un elevatissimo costo fiscale: come illustrato nel rapporto Confesercenti-Ref, sostenere per altri 8 anni un avanzo primario del 5%-6%, necessario a ridurre il debito, è un'impresa senza precedenti storici". 
L'associazione ha poi aggiunto che: "Senza crescita del PIL – e le nostre previsioni, almeno per il 2013, sono ancora negative: -0,4% – lo Stato si troverebbe a prelevare per diversi anni tra i 70 e i 90 miliardi in più rispetto a quello che poi verrebbe restituito ai cittadini in termini di spesa pubblica. Una prospettiva che ripropone con urgenza non solo la necessità del rilancio dello sviluppo economico dell'Italia, ma anche quello di un confronto complessivo tra parti sociali ed esecutivo sulla delega fiscale. Un tema che è la vera priorità e che va collegato strettamente agli sforzi fatti per tagliare la spesa pubblica.
A questo proposito, Confesercenti ribadisce la propria posizione: "Dobbiamo incidere con più determinazione su costi istituzionali e politici, cedere partecipazioni del Tesoro e immobili e intervenire sulle società partecipate da Regioni ed enti locali. In questo modo potremmo liberare rapidamente 20 miliardi da usare per ridurre l'impatto fiscale su imprese e cittadini, stabilizzare l'occupazione che c'è e rilanciare la crescita economica".

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