Termini di pagamento. Per Confesercenti le imprese potrebbero rimetterci 1 mld di euro

Pubblicato il: 24/10/2012
Autore: Redazione ChannelCity

Continua il pressing Confesercenti che puntualizza: "Bene chiarimento sulle modalità applicative sui termini di pagamento, ora però serve interpretazione ufficiale".

Confesercenti ha accolto con soddisfazione il chiarimento ministeriale sulle modalità applicative dell’articolo 62 del DL 1/2012 sui termini di pagamento, che stabilisce che l’ambito di applicazione debba essere circoscritto a “relazioni economiche tra gli operatori della filiera connotate da un significativo squilibro nelle rispettive posizioni di forza commerciale”. 
Ne conseguirebbe, infatti, che nei rapporti e nelle relazioni non riconducibili alle fattispecie sopra elencate, non vi sarebbe obbligo di applicazione dell’art. 62. Così, secondo Confesercenti, il provvedimento torna al suo obiettivo originario, ovvero la tutela dei piccoli fornitori dai ritardi della grande distribuzione.
Adesso, però, secondo Confesercenti, serve modificare la norma per rendere ufficiale l’interpretazione del provvedimento, per confermarla dal punto di vista giuridico. Se così non fosse, il provvedimento si tradurrebbe in un aggravio per le imprese di circa 1 miliardo di euro
Secondo l'associazione, gli imprenditori della filiera agricola, i produttori artigianali e i più di 540mila piccoli e medi imprenditori del turismo, della ristorazione, dell’alimentare e persino i fioristi si troverebbero infatti a sostenere le spese ingenti della rimodulazione di migliaia di contratti di fornitura, per la quale saranno necessari mesi di tempo. Verrà inoltre meno l’autonomia negoziale: un importante strumento che ha permesso ai piccoli di arrivare ad accordi con i fornitori vantaggiosi per entrambi, garantendo la necessaria flessibilità per superare una fase economica difficile come questa.

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