Confesercenti, molto preoccupati per la crescita del debito pubblico

Pubblicato il: 17/12/2012
Autore: Redazione ChannelCity

I duemila miliardi del debito pubblico diventano un totem a cui sacrificare presente e futuro del paese.

“I dati sul debito pubblico non possono che destare una profonda preoccupazione: nonostante l'aumento record della pressione fiscale e la conseguente crescita delle entrate tributarie, il 'rosso' dello Stato continua ad espandersi, superando la soglia - non solo psicologica - dei 2000 miliardi di euro”.
Così, in una nota, Confesercenti commenta i numeri diffusi dalla Banca d'Italia che hanno sancito lo scavalcamento a oltre duemila miliardi di euro del nostro debito pubblico.
In sintesi nel mese di ottobre il livello di indebitamento complessivo delle amministrazioni finanziarie dello Stato si è attestato a 2.014 miliardi di euro, in crescita dai 1995,1 miliardi di fine settembre.
Si tratta, in valori assoluti, del livello più alto mai registrato.
Dal mese di gennaio 2012, quando era pari a 1.943,455 miliardi, il debito è aumentato di 71,2 miliardi, registrando una crescita in termini percentuali del +3,7%.

"Alla fine di un anno di austerità – continua Confesercenti - ci troviamo stretti tra un sempre più sensibile impoverimento delle famiglie e un debito sempre più alto. Si sta innescando una spirale di declino per l'intero Paese, da evitare assolutamente. In caso contrario, il debito pubblico diventerà il totem a cui dovremo continuare a sacrificare tutte le nostre risorse: questo vuol dire che non avremo mai i margini necessari per investire nella crescita, nello sviluppo e quindi nel futuro dell'Italia".
Secondo Confesercenti si deve procedere con più coraggio nella direzione del taglio di spesa pubblica e dei costi della politica: invece, ancora una volta, sulla riduzione delle province si profila un passo indietro.
"Il futuro dovrà segnare un'inversione di marcia, con tagli ed ottimizzazioni adeguati, che permettano un calo significativo della pressione fiscale su famiglie e imprese. Di questo – conclude Confesercenti - dobbiamo in primo luogo rassicurare gli italiani, che hanno sempre meno fiducia nel futuro".

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