IVA, senza riduzione rischio buco da 10 miliardi

Pubblicato il: 22/05/2013
Autore: Redazione Channelcity

Se il ritmo delle entrate erariali legate all’imposta sui consumi registrato nei primi tre mesi del 2013 dovesse restare stabile, infatti, alla fine dell’anno ci sarebbe una riduzione dei flussi nelle casse dello Stato pari a 9,91 miliardi.

Potrebbe sfiorare i 10 miliardi di euro il buco nei conti pubblici derivante dal calo del gettito IVA. Se il ritmo delle entrate erariali legate all’imposta sui consumi registrato nei primi tre mesi del 2013 dovesse restare stabile, infatti, alla fine dell’anno ci sarebbe una riduzione dei flussi nelle casse dello Stato pari a 9,91 miliardi.
Lo prevede il Centro studi Unimpresa che ha elaborato una proiezione annuale delle entrate IVA sulla base dei dati del ministero dell’Economia relativi al periodo gennaio-marzo 2013. Periodo in cui è stata rilevata una flessione dell’8,6%, pari a 1,90 miliardi, che ha fermato il totale del gettito Iva a 20,12 miliardi, mentre nello stesso periodo dello scorso anno il totale era stato di 22,02 miliardi.
Nel 2012 l’imposta sul valore aggiunto ha fruttato complessivamente 115,22 miliardi all’Erario. Se il trend dell’Iva restasse invariato, il 2013 si chiuderebbe, pertanto, con un gettito complessivo di 105,31 miliardi, in calo di 9,91 miliardi rispetto allo scorso anno. Dando per stabile la diminuzione per i restanti tre trimestri dell’anno in corso, la tassa sui consumi porterebbe nelle casse dello Stato, rispettivamente, 25,69 miliardi, 26,17 miliardi e 33,13 rispetto ai 28,11 miliardi, 28,63 miliardi e 36,45 miliardi del secondo, terzo e quarto trimestre 2012.
“E’ chiaro – commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi – che aver innalzato, lo scorso anno, l’aliquota Iva dal 20% al 21% si è rivelata una mossa boomerang: al posto dei 4 miliardi di euro in più stimati dal vecchio Governo, ora si è costretti a fare i conti con un buco da 2 miliardi nel solo primo trimestre che potrebbe portare il mancato gettito, alla fine dell’anno, a quota 10 miliardi. E se il nuovo Esecutivo non correrà ai ripari, non solo evitando l’ulteriore stangata prevista a luglio con un nuovo rialzo al 22% ma anche con una auspicabile riduzione al livello dello scorso anno, il minor flusso di entrate legato alla tassa sui consumi potrebbe essere ancora più ampio delle nostre proiezioni”.

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