Symantec, il cybercrime diventa mobile

Pubblicato il: 10/05/2013
Autore: Barbara Torresani

Gli utenti mobili, pur attribuendo massima importanza ai propri dispositivi mobili non hanno ancora compreso appieno i rischi che corrono. Le principali evidenze del Norton Cybercrime Report.

Il mobile è un fenomeno sempre più pervasivo: un numero sempre crescente di consumatori, infatti, utilizza dispositivi mobili in modo sempre più esteso nella propria vita personale, professionale e sociale per navigare, comunicare, acquistare e socializzare. Proprio per questo il cybercrime è sempre più interessato a questo nuovo mondo. Gli utenti mobili, pur attribuendo massima importanza a questi dispositivi, non sembra abbiano compreso appieno i rischi che corrono poiché sono ancora in pochi ad aver preso le precauzioni necessarie per rendere sicuri tali dispositivi e il loro contenuto.
E’ ciò che emerge dal Norton Cybercrime Report, condotto da StrategyOne per conto di Symantec tra il 16 luglio 2012 e il 30 luglio 2012 attraverso interviste online a 13.000 adulti, di età compresa tra i 18 e i 64 anni, di 24 paesi (Italia compresa). Sono state intervistate 1000 persone negli Stati Uniti e in India e 500 in ognuno degli altri paesi.
Come detto, il mobile è un fenomeno sempre più diffuso: 9 utenti europei su 10 sono utenti mobili, che fanno un uso esteso dei dispositivi mobili sia nella propria vita professionale sia in quella personale: il 59% naviga su internet, il 41% accede ai social network, il 37% guarda video e ascoltano musica, il 30% condivide documenti, file e video; il 24% fa acquisti e il 10% effettua pagamenti. Il 37% degli utenti mobili italiani, e il 34% di quelli europei non rinuncerebbe mai al proprio dispositivo; sempre il 37% degli utenti del Belpaese, percentuale che scende al 24% tra gli intervistati europei, sostiene che sarebbe uno dei due effetti personali che metterebbe in salvo in caso di incendio.  
Nonostante la pervasività del fenomeno, in molti non adottano le misure necessarie per proteggere il dispositivo e il relativo contenuto. Sebbene il 69% degli utenti mobili europei dichiara di archiviare e consultare informazioni riservate sui propri dispositivi mobili, il 35% ammette di non utilizzare alcuna password per proteggere i dati personali.
La situazione italiana non diverge molto da quella europea: il 73% degli intervistati accede o salva informazioni sui dispositivi mobili, mentre il 36% non utilizza nessuna password per proteggere le proprie informazioni.
Lo studio rivela che 1 utente su 10 è stato vittima di cybercrime e il 20% degli utenti mobili italiani hanno ricevuto un messaggio di testo da un numero non conosciuto con la richeista di codice per raggiungere una casella vocale.
Il mondo delle frodi su questi dispositivi è un laboratorio di ricerca con ricavati accattivanti. Sui dispositivi mobili ci sono moltissime informazioni sensibili e personali. In caso di furto o smarrimento si rischia di fare cadere nelle mani sbagliate una grande quantità di dati personali, incluse le email presenti sul dispositivo, che rappresentano una potenziale porta d’accesso ad altre informazioni riservate, come documenti e corrispondenza di lavoro, password di altri account online ed estratti conto.
Perdere un dispositivo mobile è inoltre costoso e stressante. Il 36% degli utenti mobili europei ha smarrito o subito un furto del proprio dispositivo mobile, con un costo medio di 122 euro per la sostituzione o l’utilizzo temporaneo di un cellulare e quasi il doppio (233 euro) per la sostituzione di un tablet. Nel caso dell’Italia il 36% degli utenti intervistati ha dichiarato di aver perso o subito un furto di un device mobile, con un costo medio di 194 euro per la sostituzione o utilizzo temporaneo di un cellulare e 211 euro per la sostituzione di un tablet.
In seguito alla perdita del proprio cellulare o tablet, le principali preoccupaziono degli utenti europei vanno dai costi che potrebbero dover sostenere per le telefonate (43%), al fatto che vengano contattate le persone nella rubrica (26%) o che vengano effettuati acquisti con il telefono perso o rubato (26%). In Italia la preoccupazione maggiore per il 30% degli intervistati è che si possano contattare le persone presenti in rubrica.
Non ultimi i rischi associati all'utilizzo di dispositivi mobili e reti Wi-Fi non protette. L'utente medio europeo non protegge in modo adeguato i dispositivi mobili. Due utenti di dispositivi mobili su cinque in Europa ammettono di non scaricare sempre applicazioni da origini attendibili (la stessa cosa vale per circa il 41% degli utenti italiani) e più di un terzo ha dichiarato di non utilizzare metodi di pagamento protetti quando effettua acquisti dal proprio dispositivo mobile (31% degli italiani), mettendo a rischio informazioni riservate come i dati relativi alle carte di credito. Di fatto, in base ai risultati della ricerca, un utente mobile europeo su dieci è già rimasto vittima di crimini informatici su dispositivi mobili.

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