Stonesoft Hack the Lab, per sperimentare le tecniche di hacking

Pubblicato il: 10/05/2013
Autore: Daniele Preda

Hack the Lab è un'interessante iniziativa Stonesoft che propone un vero e proprio laboratorio, dove sperimentare le pratiche più diffuse di hacking e approfondire le complesse tematiche relative ai cyber-attacchi.

Stonesoft è un provider di soluzioni di sicurezza che opera sin dal 1990 e si rivolge alle aziende e alla PMI dei diversi segmenti di mercato. Per aiutare gli utenti e svolgere attività di formazione/prevenzione, la società ha scelto di mettere in campo le proprie conoscenze per l’iniziativa “Hack the Lab”.
stonesoft-hack-the-lab-il-laboratorio-dei-cyber-at-1.jpgAmbientato nella cornice del Teatro Franco Parenti di Milano, si tratta di un laboratorio a tutti gli effetti e permette ai partecipanti, opportunamente guidati dagli esperti in sicurezza, di verificare cosa significa un attacco hacker, il furto di informazioni.
Le simulazioni alle quali abbiamo partecipato sono state sviluppate e descritte con dovizia di particolari da Otto Airamo, Senior Network Security Specialist di Stonesoft, e Olli-Pekka Niemi, Head of the Vulnerability Analysis Group di Stonesoft. I due specialisti finlandesi ci hanno introdotto alle tematiche di sicurezza e alle più diffuse pratiche oggi adottate per recuperare informazioni, infiltrarsi nelle reti e abbattere i muri di protezione delle aziende, allo scopo di rubare dati e informazioni importanti, o peggio.
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Otto Airamo (a sinistra) e Olli-Pekka Niemi (a destra).Diversamente da quanto accade nella maggior parte degli scenari, questa volta la platea di giornalisti è stata incoraggiata a provare tecniche di hacking, con simulazioni realistiche e analisi degli effetti. Le prove sul campo e la disamina tecnica alla quale abbiamo assistito ci ha permesso di fissare molti aspetti importanti, in tema di sicurezza dei dati, e di far cadere alcuni miti e preconcetti che regnano in questo campo.
Ad oggi, di fatto, gli attacchi mirati da parte delle organizzazioni criminali e degli hackers hanno differenti possibili bersagli, a partire dal vandalismo e dalle proteste degli attivisti. In questo caso nel mirino finiscono tutti, istituzioni, aziende e privati. Esiste poi una rete organizzata del crimine che perpetra attacchi per acquisire informazioni riservate e per trarre un profitto economico dai dati sottratti a singoli utenti e società.
stonesoft-hack-the-lab-il-laboratorio-dei-cyber-at-2.jpg In primo piano, Emilio Turani, Country Manager per l'Italia, la Grecia, la Turchia e la Svizzera di Stonesoft,Ben più ampie e pericolose sono, invece, le reti che si occupano di colpire, con metodicità e continuità, obiettivi a scopi di spionaggio e terrorismo, per arrivare alla cosiddetta cyber-war, la guerra di strategia e tattica in atto per motivi militari e di controllo politico.
In quest’ottica, si sta evolvendo rapidamente una nuova generazione di esperti che puntano ad attività di hacking, come lavoro effettivamente remunerativo e a tempo pieno. Proprio per questo, a qualsiasi livello, le linee di difesa di aziende, Paesi e singoli individui, devono essere mantenute elevate.

Categorie: Notizie

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