McAfee LiveSafe, protezione completa dai rischi del Web

Pubblicato il: 20/05/2013
Autore: Daniele Preda

McAfee propone la nuova piattaforma per la sicurezza LiveSafe, pensata per il mercato consumer e per garantire una protezione completa per tutti i device di casa.

McAfee ha commissionato un’indagine per conoscere le abitudini degli utenti in merito alla navigazione Web, alle precauzioni che vengono poste in essere per salvaguardare i dati da virus e malware e, in generale, la percezione degli interessati a riguardo dei pericoli che possono derivare da Internet. 
Si tratta di un’analisi conoscitiva che ha permesso alla società di constatare il livello di attenzione del grande pubblico, in Italia e all’estero, ed effettuata direttamente dalla società MSI International. 
mcafee-annuncia-livesafe-e-analizza-i-rischi-del-w-7.jpgOmbretta Comi, Marketing Manager McAfee per l’Italia ha introdotto la tematica e ha commentato i risultati ottenuti, con particolare attenzione al mercato italiano. A supporto, e per approfondire le novità McAfee, è intervenuto Giorgio Bramati, Consumer Partner Manager.
La ricerca ha coinvolto circa 6mila consumatori di 12 nazioni e ha preso in esame il valore finanziario che ciascun individuo assegna ai propri “Digital Assets”, ovvero i propri dati, in ambito extra-lavorativo. Si intendono perciò i dati sensibili e personali, dalle fotografie, ai video, dai brani musicali preferiti ai documenti elaborati.
Il dettaglio delle analisi ha messo in evidenza che il 90% delle persone dispone di più di un dispositivo digitale e, nel 60% dei casi, più di tre. In quest’ottica, il metodo di distribuzione dei dati e l’attenzione per la salvaguardia degli stessi varia in modo evidente, in funzione del tempo che trascorriamo connessi alla rete globale e allo scambio di informazioni con i più diversi sistemi social per la condivisione.
In Italia, come negli altri Paesi soggetti ad esame, il 50% degli intervistati trascorre online circa 15 ore alla settimana per vari utilizzi personali. La frequenza con la quale si scambiano i dati e la connessione permanente dei device moderni stanno modificando le abitudini d’uso dei sistemi informatici, ormai sempre più integrati e pervasivi.
mcafee-annuncia-livesafe-e-analizza-i-rischi-del-w-1.jpgLa fascia d’età considerata è quella dai 18 ai 65 anni e si è notato come, indipendentemente dall’età, il 53% degli italiani si dice preoccupato a riguardo della sicurezza dei propri dati e teme fortemente la possibilità di perdere file e informazioni personali. 
Non solo, nel nostro Paese si attribuisce un valore molto elevato, circa 41mila Euro, al proprio archivio di documenti. In particolar modo, i giovani risultano preoccupati per le proprie foto, i video e i documenti multimediali, mentre la fascia d’età più matura è meno legata ai “ricordi digitali”.
Il report McAfee sottolinea inoltre, come per il 61% degli intervistati, le memorie digitali siano di fatto insostituibili e non più replicabili, fattore che determina una così alta valutazione dei “Digital Assets” da parte dei consumatori. In questo senso, i nostri concittadini si dicono esperti e conoscitori delle possibili minacce che circolano sul Web e  l’83% del campione afferma di avere familiarità con i pericoli che possono mettere a rischio la sicurezza dei dati personali.
mcafee-annuncia-livesafe-e-analizza-i-rischi-del-w-8.jpgI dati mostrano quali siano le principali paure in merito alle attività online. In cima alle nostre preoccupazioni, il furto di identità, di soldi, le frodi informatiche e la violazione della privacy.Nonostante questo, tuttavia, permane una certa distorsione relativamente alla percezione delle effettive minacce online e il 13% non dispone di software di sicurezza sui propri dispositivi digitali. 
Nel dettaglio, gli italiani sono a conoscenza delle problematiche legate alla sicurezza, circa il 79% teme frodi e truffe informatiche, circa il 56% risulta preoccupato dai danni derivanti dai virus e dalla possibilità di intrusione nella propria privacy. 
Sebbene il quadro possa sembrare chiaro, circa il 40% del campione non reputa necessario installare un pacchetto di protezione, il 36% lo reputa costoso e il 9% lo ritiene difficile da gestire. Come vediamo, dunque, lo scenario è complesso e articolato e non tutti hanno chiari, a tutti gli effetti, i danni che possono essere provocati da un attacco o che possono derivare dalle vulnerabilità delle piattaforme adottate, sia a livello di sistema operativo, sia per quanto riguarda software e App.  

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