PlayStation Network, codici carte di credito criptati. Gli altri, purtroppo, no

Pubblicato il: 28/04/2011
Autore: Redazione ChannelCity

Sony ha confermato che tutti i dati delle carte di credito presenti su PlayStation Network erano criptati, per cui sicuri. Gli hacker penetrati nel sistema però avrebbero avuto accesso agli altri dati sensibili, non criptati.

Sul fronte PlayStation Network Sony ha diffuso nelle ultime ore alcune notizie buone e alcune notizie brutte.
Prima le buone: nell'operazione di hacking di Playstation Network che ha esposto i dati di ben 77 milioni di utenti, le informazioni delle carte di credito sono rimaste criptate, e quindi non leggibili per chi ha fatto irruzione nella rete.
La cattive notizie invece sono relative al resto dei dati caduti nelle mani degli hacker. Infatti i dati violati, inclusi numeri di telefono, password, indirizzi email, nomi, date di nascita e storici dei conti, non  erano criptati e quindi vulnerabili.
Infatti, come ha specificato l'azienda giapponese, per bocca di Patrick Seybold: "le tabelle con le carte di credito erano state criptate e non abbiamo alcuna prova che questi dati siano stati presi. Le tabelle con i dati personali, che è un insieme di dati distinto, non è stato cifrato, ma era, naturalmente, dietro un sistema di sicurezza molto sofisticato che però è stato lo stesso violato. Mentre tutte le informazioni relative alle carte di credito archiviate nei nostri sistemi sono crittografate e non vi è alcuna prova in questo momento che questi dati siano stati presi, comunque non possiamo al momento escludere questa possibilità. Per chiunque abbia fornito i dati della carta di credito tramite PlayStation Network o Qriocity, vi è la possibilità che il numero di carta (escluso il codice di sicurezza) e la data di scadenza possano essere stati violati".
Gli utenti, al momento del ritorno online del portale, dovrebbero cambiare la password di qualsiasi altro account online che condivide una password con il loro account PlayStation Network.
Sony avverte inoltre che gli utenti devono prestare la massima prudenza in quanto i truffatori potrebbero utilizzare i loro numeri di telefono, indirizzi email o indirizzi postali per azioni truffaldine. 
Sony dice che sta lavorando a stretto contatto con le forze dell'ordine e  con un famoso consulente di sicurezza informatica per cercare di risalire a coloro che hanno portato a termine questa azione.   
Nel frattempo, però che già chi pensa a intentare una class action contro Sony, proprio a causa della scarsa attenzione dell'azienda giapponese nella protezione dei dati personali violati.
In ogni caso, Sony ha diffuso un vademecum su come comportarsi destinato a coloro che hanno subito questo "furto di dati".

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