Inchiesta Altroconsumo, la replica di Coretech centro tecnico coinvolto nell'inchiesta

Pubblicato il: 04/05/2011
Autore: Redazione ChannelCity

Coretech, centro tecnico coinvolto nell'inchiesta effettuata da Altroconsumo, chiede il diritto di replica circa i costi di riparazione di un notebook.

Dopo che Altroconsumo ha pubblicato una propria inchiesta che mirava a far luce sui costi di riparazione di un notebook nelle città di Roma e Milano, arrivano il cosiddetto "diritti di replica". A tal proposito Coretech, centro di riparazione coinvolto nell'inchiesta, chiede ad Altroconsumo e a tutte le testate giornalistiche che hanno ripubblicato la notizia, il diritto di replica.
Riceviamo, quindi, quanto segue e pubblichiamo. "La mail è di Roberto Beneduci - Coretech":
"Scrivo in relazione al vostro video articolo inerente la "fraudolenta" riparazione dei portatili da parte di alcuni centri assistenza in cui avete svolto questa indagine.
Quando siamo venuti a conoscenza del video e del suo contenuto, ci siamo chiesti come potessero essere andate le cose, dato che la premessa da voi sostenuta era che il notebook portato in riparazione fosse stato "semplicemente" manomesso attraverso il cattivo alloggiamento di 1 banco di ram.
Per svolgere quindi tale indagine interna, abbiamo recuperato la fattura intestata al sig. Ludovici, la scheda di intervento ed il rapportino che riporta i dettagli del problema e dell'attività eseguita.
Dai dati in nostro possesso risulta che il sig. Ludovici ha pagato:      
1-Analisi scheda madre (comprende lo smontaggio, rimontaggio e analisi della scheda madre).
Il portatile viene quindi smontato fino ad arrivare alla scheda madre nuda.
Il costo per tale operazione a prescindere dall'esito dell'intervento ha un costo di 65 euro + iva.
Tale costo è riportato sul nostro sito, sulla scheda consegnata al cliente e viene indicato in fase di presa in carico del pc.
2-Riparazione parte alimentazione: 18,34 euro
Dal rapportino di intervento leggiamo che abbiamo riscontrato la presenza di una componente guasto nel circuito di alimentazione. Componente che il tecnico ha riportato come sostituito.
3-Alimentatore universale 90 watt: 45 euro.
CONSIDERAZIONI: Ammesso e non concesso che un tecnico possa prendere un abbaglio e non accorgersi che il problema sia molto più semplice di come si presenta, qualora l'esborso da parte del cliente fosse stato di 65  euro + iva per smontare e rimontare la scheda madre e accorgersi poi che il problema non era a livello di scheda madre, potremmo ammettere di aver commesso un errore.
In questo caso però sulla base della vostra presentazione, pare che siano stati commessi 3 errori con lo stesso cliente, il che per quanto ci riguarda è improbabile e spiegherò il perchè.
Può accadere di essere convinti che un problema come quello segnalato in fase di presa in carico del computer, sia inerente il circuito di alimentazione della scheda madre.
In questi casi potrebbe essere commesso l'errore di non testare tutte le componenti smontabili che costituiscono il portatile (alimentatore, batteria, lettore cd/dvd, memorie ventola, scheda wireless ed altro) che in alcuni casi possono appunto essere la causa di malfunzionamento di un portatile.
Per intenderci un pc potrebbe non accendersi, per diverse tipologie di problemi, anche una batteria di portatile esaurita può compromettere l'accensione del portatile stesso, cosi come una memoria difettosa (ma difettosa non invece una memoria collegata male come da vostra tesi).
In ogni caso in base ai sintomi si procede per step a testare le componenti, semplicemente scollegandole e provando ad accendere il pc. Se il pc non si avvia neanche a livello di bios con le     componenti scollegate (ram, batteria cd rom) allora si procede "d'ufficio" allo smontaggio a livello di scheda madre.
Solitamente la persona che prende in carico il computer da riparare esegue la prima diagnosi preliminare di base per cercare di categorizzare il tipo di riparazione.
Per prima cosa quando il pc entra in lavorazione, una volta messo su banco, il computer viene collegato ad un nostro alimentatore universale da banco (ciò viene fatto per comodità  e per escludere     che il problema possa essere l'alimentatore).
Fatte alcune verifiche tale persona decide se il pc va smontato o meno e nel caso specifico ha segnalato sulla scheda che il pc era da Smontare.
Un'altro tecnico esegue quindi lo smontaggio del computer.
In questa fase ci si imbatte inevitabilmente nello slot contenente le memorie ram. Non è possibile che questo tecnico non si sia accorto che una delle memorie fosse scollegata o alloggiata malamente.
In ogni caso, andiamo avanti e consideriamo anche che sia stato commesso questo errore!
Una volta smontato tutto il computer a livello di scheda madre, questa viene consegnata ad un tecnico specializzato la cui professionalità  e competenza non può essere messa in dubbio in alcun modo.
Il nostro collaboratore ha decenni di esperienza, ha scritto una ventina di libri di elettronica e tecnologia e collabora anche per una rivista di elettronica molto conosciuta.
Tale tecnico sbaglia anch'egli non accorgendosi che il pc funziona perfettamente e che il circuito di alimentazione non ha nessun tipo di problema. Per giunta procede con la sostituzione di un componente a livello di scheda madre. Vorrei far presente che sostituire un componente di una scheda madre di un portatile non è un'operazione banale, in quanto dopo aver individuato la componente guasta bisogna anche avere la fortuna di riuscire a recuperare tale componente. Trovare il chip di ricambio è la cosa più difficile da fare.
Poi per finire viene diagnosticato anche che l'alimentatore è guasto. Attenzione, un alimentatore può essere considerato guasto ma fornire ai suoi capi la tensione nominale di 19 volt (a seconda del modello).
Il fatto che eroghi tensione non significa però che l'alimentatore funzioni, in quanto sotto carico (cioè collegandovi un dispositivo) l'alimentatore potrebbe "sedersi" cioè non essere in grado di erogare sufficiente corrente per mantenere la tensione nominale.
CONCLUSIONI PRELIMINARI
Se di errore non si fosse trattato, significherebbe che tutte le persone coinvolte siano concordi sul modo di operare e dovremmo essere considerate alla stregua di un associazione per delinquere finalizzata alla truffa.
E' troppo pesante come accusa o allusione!
Abbiamo gli scaffali con parecchi computer riparati e da riparare, pertanto il lavoro non manca. Nel vostro articolo, viene fuori un ritratto dal quale si evince che alcuni centri chiamati in causa considerino il cliente come un "pollo da spennare".
Per noi non è così e possiamo mettere a disposizione le schede, i rapportini e le fatture attestanti che eseguiamo i lavori con attenzione e onestà (dagli importi medi ci si rende conto che non si fanno i soldi con questo mestiere!).
PROVE DI VERIFICA
Considerando che siamo degli esseri umani e che quindi avremmo potuto anche sbagliare ci siamo voluti però rendere coscienti ancor di più di quanto potesse essere accaduto e pertanto ci siamo permessi di fare alcune prove.
Partendo dalla vostra Tesi, quindi considerando che tutto quanto da voi dichiarato fosse vero, abbiamo ripetuto il vostro "esperimento".
Abbiamo girato un filmato in cui un nostro tecnico esegue il sabotaggio di due differenti marche di computer, un HP Pavilion serie DV9000 e un Acer Aspire 5541.
Il sabotaggio viene eseguito alla stessa stregua, che mostrate voi nel filmato e cioè viene alloggiato impropriamente 1 banco di ram all'interno del portatile. Quindi il banco di ram non fa bene contatto con il pettine ad incastro.      
In entrambi i casi i pc si accendono ed il sistema operativo parte tranquillamente.      
Come è possibile? Che cosa abbiamo sbagliato nel cercare di replicare il sabotaggio che voi richiamate nel vostro articolo? Il nostro filmato di risposta è stato pubblicato su Youtube:



RICHIESTA      
Gradiremmo avere risposta in merito a questi due quesiti.
ULTERIORE RICERCA      
Onde incorrere in conclusioni affrettate, abbiamo contattato alcuni dei centri assistenza in cui avete effettuato le vostre prove.
Nello specifico abbiamo contattato altre due centri assistenza chiamati in causa nell'indagine.
Il primo ci ha riferito che il portatile che è stato consegnato a loro è un HP Pavilion serie DV6000. Parlando con il tecnico ci ha riferito che il portatile non si accendeva proprio e dopo diverse prove erano arrivati alla conclusione che la scheda madre era guasta. Scheda che dicono di aver sostituito.
Nel vostro report in cui sono riportati i centri assistenza, le tempistiche ed i costi per la riparazione, appare che il pc viene restituito dopo 26 giorni, cioè una quantità  di tempo che coincide con le tempistiche necessarie ad avere una parte di ricambio come la scheda madre di un portatile.

Se vi volevano truffare perchè farvi attendere così tanto tempo?
L'altra società mi dice di essere intervenuta su un Toshiba con problematica anomala (si accedenva e poi si spegneva). Effettivamente mi dicono di non aver sostituito nessuna parte del pc, ma di aver eseguito un test su tutte le componenti quali memoria, hard disk e di aver eseguito pulizia della ventola di raffreddamento e l'applicazione della pasta termina. Dopodichè hanno lasciato il pc acceso per ore per verificare se si presentavano ancora problemi.
In entrambi i casi ascoltati è stato escluso che il problema potesse essere dovuto ad una memoria ram collegata malamente.
Chiedo a lei presidente di Altroconsumo, siete disponibili ad un confronto in videoripresa, in cui replicate il sabotaggio?
Mi sorge una domanda che riporto di seguito.
Non è che una volta deciso di fare unâ??indagine di questo tipo, la conclusione della stessa dovesse essere necessariamente che qualche centro assistenza si comporta in malo modo e quindi per forza di cose alla fine, almeno qualche società ne dovesse fare le spese ed essendo la tipologia di sabotaggio (staccare un banco di ram) troppo banale, qualcuno abbia pensato bene di rendere le cose un po' più difficile?
Rimango in attesa di riscontro e resto a disposizione per chiarimenti.

Categorie: Notizie

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