Gartner, il Pc consumer non attira più i consumatori

Pubblicato il: 20/06/2011
Autore: Redazione ChannelCity

La società di ricerche di mercato Gartner ha ulteriormente rivisto al ribasso le previsioni di crescita del mercato Pc per il 2011. Se il Pc business tiene al consumatore finale non piace più il computer tradizionale e punta decisamente al Tablet.

Gartner ha ulteriormente corretto al ribasso le proprie previsioni di crescita relative al settore Pc per il 2011. La stessa società di ricerche aveva previsto inizialmente una crescita del 10,5%, salvo poi correggerla appunto al 9,3%.
Si tratta comunque di una revisione minima, poco più di un punto percentuale, ma molto significativa, in quanto testimonia che sempre più utenti preferiscano i dispositivi tablet ai Pc.
All'interno di questo panorama, Gartner specifica inoltre che questo taglio nella previsione di crescita non è una conseguenza del recente terremoto che ha colpito il Giappone: i tragici fatti dello scorso marzo non determineranno nessun ritardo nelle consegne dei Pc che vengono prodotti in estremo oriente. 
A commento della revisione della previsione Ranjit Atwal, direttore della stessa agenzia statunitense, ha affermato che i "laptop non sostengono più la crescita. Questo a causa di un palese disinteresse dei consumatori per i mini-notebook".  
Atwal ha spiegato inoltre che "le consegne di mini-notebook si sono contratte in modo considerevole durante gli ultimi trimestri, portando a una contrazione significativa della crescita" relativa al settore dei pc portatili. La possibile causa di questa contrazione Atwal la imputa all'esplosione del settore tablet: "i tablet, come l'iPad di Apple, hanno inoltre avuto un impatto sulla crescita dei prodotti portatili". 
Il successo di iPad prima, e di iPad 2 sta "dirottato" un'ampia fetta di acquirenti dall'acquisto dei Pc portatili verso il neonato mercato dei tablet.    
Secondo Gartner, una possibile ripresa del mercato Pc dovrebbe essere sostenuta più dalle imprese che dai consumatori, che molto spesso devono fare i conti con "un clima persistente di incertezza economica".

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