Rapporto Assinform 2011: la ripresa che non c'è

Pubblicato il: 21/06/2011
Autore: Redazione ChannelCity

Segnali molto negativi per l'IT. In un contesto che nel suo complesso è particolarmente negativo vanno in controtendenza il segmento del mercato software e il nuovo mercato del cloud computing, destinato a "correre" nei prossimi trimestri.

"Per l'Information Technology italiana i primi tre mesi del 2011 hanno significato una battuta d'arresto rispetto al trend in recupero che il settore aveva fatto registrare nel 2010". Così sentenzia il presidente di Assinfassinform-it-la-ripresa-che-non-c-e-2.jpgorm, Paolo Angelucci, nel presentare a Milano i risultati del Rapporto Assinform 2011, elaborato in collaborazione con NetConsulting.
"Con un tasso di decrescita a -1,3%, infatti, la dinamica dell'It rimane negativa contraddicendo le previsioni di una possibile ripresa nell'anno in corso. I nostri dati confermano il perdurare di un quadro di grande incertezza per il settore IT, che ancora non trova, nel contesto economico nazionale, le spinte necessarie per uscire dallo stato di sofferenza, in cui è entrato a seguito della crisi globale".
L'indagine congiunturale Assinform di fine aprile ha, infatti, evidenziato, rispetto a quanto rilevato a febbraio, un peggioramento degli ordinativi delle aziende informatiche, confermato da una netta riduzione della propensione agli investimenti in nuovi progetti IT da parte delle imprese-clienti. 
In questo totale quadro negativo si pone in controtendenza il comparto software, che con una crescita di + 0,4% è l'unico a essere tornato positivo; la componente innovativa dei servizi di telecomunicazioni, giunta a coprire ormai il 30% del totale e il mercato del cloud computing che oggi vale 130 milioni di euro e nei prossimi due anni si stima dovrebbe triplicare.
Per quanto riguarda le imprese che utilizzano la banda larga, la media italiana è dell'83%, collocando il paese a metà classifica europea.
Ma al suo interno si rileva che Calabria, Sardegna, Basilicata, Puglia, Molise e Trentino, con 77% si trovano nella parte bassa della classifica confrontandosi con Rep.Ceca, Irlanda, Ungheria, mentre Piemonte, Liguria e Val d'Aosta con oltre 86% sono nella parte alta, allineandosi a paesi come Germania, Uk, Svezia.
Complessivamente l'Italia digitale si colloca al disotto delle medie raggiunte dall'Ue27.
[tit:Amara anche l'analisi di Netconsulting]
Se le parole del Presidente di Assinform hanno declinato la situazione negativa dell'IT italiana anche le osservazioni di Netconsulting hanno confermato, nel dettaglio, le stesse preoccupazioni.
Il 2011 si presenta come un anno ancora difficile per l'economia italiana. L'andamento delle telecomunicazioni risente sia del protrarsi dei tempi per i nuovi investimenti infrastrutturali, sia, e soprattutto, del calo delle tariffe, dovuto a una concorrenza sempre più serrata.
In questa direzione vanno i risultati rilevati nel primo trimestre 2011, con un calo del mercato TLC del 4,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Diverso è il caso dell'IT. L'interesse al rinnovamento delle dotazioni ICT e ai nuovi servizi sussiste, ma la correlazione con l'andamento del PIL frena. Il PIL nazionale infatti è cresciuto nel primo trimestre dell'1%, al di sotto della media europea e dei paesi con i quali più ci confrontiamo (Germania, + 4,9%; Francia).
E sempre nel primo trimestre 2011, gli investimenti fissi lordi non sono cresciuti in Italia più dell'1,5%. Questo andamento ancora statico si è riflesso sul mercato IT, che nei primi tre mesi dell'anno è calato ancora dell'1,3%, trend che comunque è in attenuazione rispetto a quanto registrato nel primo trimestre 2010 su 1° trimestre 2009, quando il decremento era stato del 2,9%.
La scomposizione della domanda rivela, tuttavia, andamenti diversi, con l'hardware attestato a - 2,1% (-2,3% 2010/2009), il software +0,4% (-1,5%), i servizi IT -1,5% (-3,8%), l'assistenza tecnica -2,9% (-4,9%).
Per quanto riguarda le previsioni sull'anno, le incertezze che segnano il quadro nazionale, non hanno consentito di effettuare una stima univoca. In una logica pessimistica, di sostanziale conferma del quadro attuale, il mercato Ict continuerà a scendere, con un trend dell'ordine di -4,5%.
Al suo interno saranno le Tlc a spingere maggiormente verso il basso con -5,8%, mentre per l'IT si prevede un'attenuazione della discesa con un tasso attestato -0,8%. Considerando, invece, un ipotesi di miglioramento dell'andamento dell'economia nazionale e quindi di un aumento della propensione a investire in innovazione, il mercato Ict si ritroverebbe a fine anno con una crescita di -0,1%, determinato dal -0,6% delle Tlc e da +1,3% del mercato It.


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