Pagamenti PA, nessuno nella UE fa peggio dell'Italia

Pubblicato il: 25/06/2014
Autore: Redazione ChannelCity

A fronte di una media italiana pari a 165 giorni, la Croazia salda i suoi fornitori dopo 62 giorni, l’Ungheria dopo 54, la Lituania dopo 52, la Slovenia dopo 51, la Romania e la Serbia dopo 46, la Bosnia dopo 41, la Repubblica Ceca dopo 44 e la Polonia dopo 38.


Nonostante gli sforzi che sono stati fatti in questi ultimi anni, i tempi con cui la nostra Pubblica amministrazione (Pa) salda i propri fornitori rimangono i più lunghi d’Europa. La classifica elaborata dall’Ufficio studi della CGIA su dati Intrum Justitia è “impietosa”: a seguito di un sondaggio realizzato nei primi 3 mesi di quest’anno, in Ue nessuno fa peggio di noi.
A fronte di una media italiana pari a 165 giorni (+ 107 giorni rispetto alla media Ue), la Pubblica amministrazione greca, invece, paga le fatture dopo 155 giorni, quella spagnola dopo 154 e quella portoghese dopo 129. Si pensi che i Paesi dell’ex blocco sovietico hanno tempi di pagamento che noi possiamo solo sperare di raggiungere forse tra qualche decennio: la Croazia salda i suoi fornitori dopo 62 giorni, l’Ungheria dopo 54, la Lituania dopo 52, la Slovenia dopo 51, la Romania e la Serbia dopo 46, la Bosnia dopo 41, la Repubblica Ceca dopo 44 e la Polonia dopo 38. 
Rispetto al 2009, segnala la CGIA, la situazione è addirittura peggiorata. Tra i grandi Paesi dell’Ue solo in Italia e in Spagna i tempi medi di pagamento del Pubblico sono aumentati: da noi di 37 giorni, in Spagna di 15, mentre la media Ue ha registrato una contrazione di 9 giorni. Rispetto al 2013, grazie alla nuova normativa che ha recepito la Direttiva europea contro i ritardi dei pagamenti, i tempi di pagamento della nostra Pa si sono accorciati di 5 giorni
Sottolinea il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi: “Dopo l’apertura del procedimento di infrazione da parte della Commissione europea auspichiamo che gli sforzi che sono iniziati in questi ultimi anni subiscano una decisa accelerazione. Ritengo, tuttavia, che una decisa contrazione dei tempi di pagamento dovrebbe avvenire con l’avvio della fatturazione elettronica che è iniziata nei giorni scorsi per i ministeri, le agenzie fiscali, gli enti di previdenza/assistenza e da giugno 2015 anche per le Amministrazioni locali e per le altre Amministrazioni centrali. In buona sostanza si prevede il divieto da parte della Pa di pagare le fatture dei fornitori che non vengono imputate in una piattaforma elettronica predisposta con una vecchia legge del 2007 e regolamentata con il decreto ministeriale n° 55 del 2013. Solo accelerando su questo versante – conclude Bortolussi – sarà possibile rendere il nostro Paese più virtuoso e rispettoso delle esigenze delle imprese”.

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