Computerlinks, in arrivo la fase 2.0

Pubblicato il: 20/10/2013
Autore: Barbara Torresani

Si conferma il format collaudato della University, evento che ha coinvolto circa 400 partecipanti. Federico Marini, AD di Computerlinks Italia, fa il punto della situazione attuale, rimandando a novembre l’annuncio di novità destinate a cambiare il profilo societario.

Un format collaudato e vincente quello di Computerlinks University, l’appuntamento annuale organizzato ad ottobre dal distributore a valore altoatesino a Pescantina nei pressi di Verona.L’11esima edizione, tenutasi nei giorni scorsi, ha registrato la partecipazione di circa 400 persone (in crescita del 20% rispetto all’edizione precedente – si è sfiorato il  rischio di overbooking) e di 25 dei 28 brand a listino
Un’idea importata dalla Germania che si sviluppa in un’ampia area espositiva, momento relazionale in cui i vendor presentano le ultime novità tecnologiche e si confrontano e in multisale in cui si tengono sessioni tecniche (quest’anno 38) di approfondimento dei principali temi quali la sicurezza, la virtualizzazione, il cloud computing e la mobilità nell’accezione Byod
E se c’è soddisfazione nel management nel riscontrare la bontà del format – oggi replicato anche dai distributori brodliner – , nulla trapela invece sulle notizie che bollono in pentola e che dovrebbero essere svelate il prossimo novembre. Novità che, come racconta a margine dell’evento
computerlinks-in-arrivo-la-fase-2-0-1.jpgFederico Marini, Amministratore Delegato di Computerlinks Italia,dovrebbero, di fatto, proiettare Computerlinks Italia verso la fase 2.0.Ciò che ad oggi si sa, su cui Marini non è tenuto a fare dichiarazioni, è che lo scorso agosto è stato siglato un accordo di acquisizione di Computerlinks da parte della statunitense Arrow Eletronics per un valore di circa 230 milioni di euro; acquisizione la cui formalizzazione è attesa nell’ultimo trimestre del 2013. Se ciò avvenisse è evidente che la compagine Computerlinks in Italia – dove Arrow non vanta una presenza diretta – ne uscirebbe estesa e fortemente rafforzata.  Marini, bocca cucita sull’affare Arrow, parla di un'operazione in corso che se dovesse andare in porto gli consentirebbe di togliersi qualche sassolino dalle scarpe e di estendere ulteriormente il proprio porfolio d'offerta negli ambiti storage e networking, aree contigue a quella tradizionale della sicurezza. “Operazione che comporterà necessariamente l’assunzione di circa una decina di persone con competenze e skill adeguati per questi ambiti specifici”, puntalizza Marini. 
Ciò di cui oggi si ha la certezza è la situazione registrata dal distributore in questi primi nove mesi dell’anno, descritta dallo stesso Marini.  “Per la prima volta la filiale ha raggiunto una situazione flat, ma lo riteniamo un ottimo risultato. Con un budget conservativo dovremmo riuscire a replicare il risultato dello scorso anno, con una leggera flessione sull’utile.  Il mercato è in difficoltà, la ripresa non c’è stata; lo scorso mese di agosto è stato il peggiore degli ultimi cinque anni, mentre a settembre si è registrato parecchio fermento. Il fine anno si presenta molto bene. Molte aziende hanno tenuto il colpo in canna per chiudere al meglio. Ora puntiamo dritto sul 2014.” 
Marini è soddisfatto delle misure messe a punto per sostenere finanziariamente i propri clienti. Non si registrano infatti situazioni critiche: pur essendosi allungati i tempi di pagamanto gli incassi sono stati puntuali. 
Con circa 800 clienti attivi il distributore è altrettanto soddisfatto delle performance ottenute da tutti i brand a listino – la sicurezza continua a farla da padrona con un peso del 70%, seguita da networking al 25% e dallo storage -; la situazione dei vendor è molto omogenea, con una buona distribuzione di fatturato su tutti. 
Da segnalare l’ottima relazione instaurata con la divisione Data Management di Ca Technologies salita a bordo dallo scorso marzo e l’imminente firma del contratto con la danese Secunia specializzata nell’ambito security, nello specifico nel patch management in ambienti complessi. 
La componente servizi (hardware replacement, assistenza software,  training, consulenza e post-sales) ha riportato una leggera ma costante crescita, con l’obiettivo di attestarsi nell’intorno del 2% del fatturato.  
Statico, invece, il business derivante dall’attività cloud, avviata gli scorsi anni. “Si potrebbe dire: tanto rumore per nulla. L’interesse c’è e permane ma mancano i risultati. E’ un business che al momento non decolla. L’infrastruttura c’è e i clienti che intendono utilizzarla sanno che come distributore siamo pronti. Le grandi imprese, nostro target di riferimento sono ancora  reticenti; un conto è portare sul cloud i  servizi mail un altro è trasferire i dati più critici”, enfatizza Marini. Insomma, nessuna grande novità ma molte conferme, che, in un anno come quello in corso, denotano uno stato di buona salute del distributore a valore; le novità però, come più volte detto, sono dietro l’angolo, e sembrano essere molto interessanti.   

Categorie: Roadshow

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