Ivanti, la start up con 30 anni di storia. IT & Service management passando dai partner

Pubblicato il: 01/03/2017
Autore: Barbara Torresani

Nata dalla recente fusione di Landesk e Heat Software, la nuova società è specializzata in gestione unificata dell’end point, sicurezza dell’end point, IT asset management, IT service management. Il tutto integrato e gestito da un’unica interfaccia e un'unica dashboard. Aldo Rimondo abbraccia la sfida della filiale in Italia.

Ivanti, nome d’azienda dal sound italiano, riunisce sotto questo brand alcuni nomi storici del settore IT; un rebranding aziendale per quella che potrebbe essere una nuova start up dalla carica innovativa, che affonda le proprie radici in realtà consolidate del settore IT con 30 anni di storia alle spalle, proponendo un’offerta in grado di gestire e proteggere utenti, dispositivi e asset IT dei clienti.
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Andy Baldin, Vice President Emea
Con headquarter a Salt Lake City nello Utah, in seguito all’acquisizione di Landesk da parte del fondo di private equity Clearlake Capital Group, la nuova azienda combina tecnologie, asset e persone di Landesk e Heat Software e di una pletora di altre realtà acquisite negli anni. Un’azienda cresciuta in modo organico e per acquisizioni che quindi oggi si presenta in veste rinnovata, con un organico di 1.735 persone (erano 631 nel 2010, ndr) distribuiti in 36 uffici nel mondo e un giro di affari di 451 milioni di euro (erano 150 nel 2010, ndr) – che, come racconta Andy Baldin, Vice President Emea vuole guidare le aziende nel loro percorso di trasformazione digitale.
E’ un momento di trasformazione e l’IT è oggetto di forti cambiamenti che lo mettono a sempre più a rischio. L’end point si fa sempre più complesso ed esteso: occorre gestire e mettere in sicurezza tutte le infrastrutture e i dispositivi. E IT e sicurezza non devono essere concepiti separatamente con approcci specifici, ma bensì integrati e sotto lo stesso controllo”, afferma Baldin. Discover, provide insight and take action le tre azioni lungo cui si declina l’approccio proposto dall’azienda, che, per aderire alle nuove istanze tecnologiche abbraccia anche il cloud – “Vogliamo essere una cloud company”, affiancando all’approccio tradizionale on premise la modalità di fruizione dei servizi in cloud, in un disegno in cui l’integrazione tra le componenti di offerta rappresenta un elemento fortemente distintivo. 

La vista italiana. Servono partner con competenze di infrastruttura e processo
E’ Aldo Rimondo, una lunga militanza nel panorama IT in ruoli manageriali crescenti  – passando da Ncr, HP, Sco, Citrix, Trend Micro e Microsoft - oggi chiamato a guidare la filiale italiana di Ivanti nel ruolo di Country  Manager, a inquadrare ulteriormente la strategia aziendale:  “La mission aziendale non è cambiata; è cambiato il contesto per quanto riguarda l’utente. E’ aumentata la complessità dell’ambito infrastrutturale e applicativo, si assiste a un utilizzo sempre più esteso e profondo dell'IT, il posto di lavoro non è più un 'posto' e nemmeno un device, richiede flessibilità e velocità di utilizzo delle applicazioni e pone all’IT manager  il problema del bilanciamento tra libertà dell’utente e la necessità di controllo e gestione con la sicurezza che si insinua, il tutto in una logica di semplificazione. In questo scenario la missione di Ivanti è quello di mettere a disposizione tecnologie per aiutare l’IT aziendale nella gestione dell’infrastruttura mantenendo la libertà degli utenti. Una delle ultime occasioni per l’IT manager per riconquistare un ruolo attivo e decisivo in azienda", afferma Rimondo. 
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Aldo Rimondo, Country Manager, Ivanti Italia
Gestione unificata dell’end point; sicurezza dell’end point; IT asset management; IT service management
le aree tecnologiche di riferimento di Ivanti con una dashboard unificata e un’unica interfaccia.Trovare, analizzare i dati e agire”, il claim all’italiana del processo indirizzato: in primis, capire come è costituita l’infrastruttura; analizzare in modo accurato il patrimonio dati, estrapolando quelli di rilievo per il business; agire di conseguenza in modo automatizzato.
La gestione dell’end point – ambito storico del vendor - prevede una gestione di tutte le tipologie di device dai pc ai dispositivi mobili per arrivare fino all’IoT - indipendentemente dall’hardware e dal sistema operativo – con un’unica interfaccia e e da una console unificata. Un approccio Unified Management Endpoint che offre agli amministratori funzioni di gestione IT incentrata sugli utenti. Da una singola console amministrativa è possibile ottenere visibilità completa su tutti gli asset IT utilizzati dai dipendenti per svolgere le proprie mansioni. C’è poi il tema della sicurezza dell’end point -  oggi ancora più di ieri all’attenzione delle aziende – rispetto al quale Ivanti vuole porsi nel ruolo di ‘trusted advisor’ con un approccio che partendo da best pratices fa leva sul concetto di Whitelisting owner del file o dell'applicazione (secondo il quale le applicazioni 'legittime' sono quelle installate da un utente sicuro - admin account o trusted installer - mentre tutte le altre applicazioni vengono bloccate) e con una tecnologia per la gestione delle patch disponibile su tutte le piattaforme (estesa anche alla parte server). La componente di Asset Management consente di avere una vista completa degli asset aziendali. Il porfolio Itam si occupa di conformità software, assegnazione delle licenze, discovery degli asset software e hardware, gestione del ciclo di vita degli asset e gestione dei costi, il tutto integrato in una singola soluzione, motore intelligente per trovare, catalogare e normalizzare i dati. Non ultima, la componente di IT Service Management, che prevede una gestione dei servizi IT moderna, attraverso la gestione e automazione del ciclo di vita dei processi ITSM per modernizzare l’erogazione dei servizi e il supporto IT. Disponibile come soluzione locale, cloud o ibrida, e si integra facilmente con sistemi e applicazioni di terze parti, per fornire dati completi e fruibili in tempi veloci. Un sistema per la gestione dei servizi di classe enterprise, in logica Itil non solo applicata all’IT ma anche su altre funzioni, per la gestione di incidenti, richieste, problemi, modifiche e conoscenze. A queste si aggiungono capacità self-service per migliorare ulteriormente l’erogazione dei servizi e le prestazioni del supporto IT.
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Un patrimonio di tecnologie e competenze che Rimondo è chiamato a sviluppare in modo esteso e diffuso nel Belpaese, facendo leva su un team snello di persone e affidandosi a un canale di partner: In Italia siamo in fase di startup e a me è stata data la delega di rifondare l’azienda. Un compito impegnativo ma molto stimolante, che prevede un completo rebranding e la rigenerazione della cultura aziendali, oggi più aperta verso il canale dei partner. Dobbiamo svecchiarci dall’idea di Landesk, rivedere la cultura di vendita e i profili dei partner esistenti; sono alla ricerca di partner dalle elevate competenze, in grado di coniugare conoscenze infrastrutturali e di processo, in logica di servizio". Se in Italia il tema della gestione dell’end point è visto oggi come una commodity e quello dell’IT service management registra deboli segni di interesse in quanto manca la piena comprensione del valore del governo dei processi, i temi della sicurezza e quelli dell’asset management stanno riscuotendo forte interesse. E’ qui che l’azienda spingerà l’acceleratore, facendo leva sulla forte integrazione tra tutti i componenti di offerta, con un approccio modulare, dashboard e console uniche con connettori in grado di prendere dati anche da altri fornitori. 
IMG_1357[1].JPG“Occorre passare da un’ottica tecnologia a una di processi. Non è un passaggio così semplice da trasferire. La barriera da superare affinché l’IT assuma un ruolo centrale non è legato alla tecnologia ma alla chiarezza e definizione dei processi. Una revisione dei processi che dall’IT si allarga anche ad altre Lob. Solo così l’IT manager può riconquistare un ruolo di rilievo e fare presa in altre aree”, conclude Rimondo.   

Timeware, il duplice ruolo di cliente e partner
Timeware ha compreso a fondo il valore di Ivanti e oggi veste il duplice ruolo sia di cliente sia di partner. Come introduce Alessandro Salberini, General Manager e fondatore della società, Timeware fornisce servizi IT di full outsourcing (h24/365) in cui il service desk è una delle attività primarie, proposti principalmente ai settori retail-Gdo e ristorazione veloce e tradizionale a oltre 110 clienti (dalle dimensioni variabili tra 50-400 postazioni di lavoro, 10-600 punti vendita); riceve oltre 1.800 mila richieste di supporto annuale, più di 115 mila asset gestiti (dai pc, ai dispositivi mobile, server, Pos, …), supportando oltre 65 soluzioni software e lavorando con più di 32 service provider. “Se l’help desk così come concepito da Timeware è il singolo punto di contatto a cui gli utenti fanno riferimento per ogni richiesta di supporto tecnologico, infrastrutturale e di business al fine di risolvere problemi aperti nel più breve tempo possibile, garantendo la continuità operativa, il service desk è la parte intelligente del servizio che integrando l’analisi dei dati dell’help desk, la conoscenza delle procedure e delle soluzioni specifiche del cliente corregge in modo proattivo le anomalie ripetitive, automatizza i processi e ottimizza i flussi operativi, con l’obiettivo di ridurre il costo del servizio totale anche attraverso la riduzione del numero di richieste. Timeware opera in sinergia con l’help desk interno e la struttura IT del cliente, ponendosi come organo di governo, per garantire efficienza, velocità, controllo e dati integrati".
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Di fronte a un incremento delle necessità di business aziendali e le richieste fatte dai clienti per Timeware si è resa necessaria la revisione della propria infrastruttura dal punto di vista tecnologico e organizzativo. Da qui l’avvio della collaborazione con Ivanti, fino a diventarne partner: “Abbiamo adottato l’IT Service Management di Ivanti come punto centrale di tutta la nostra attività di servizio. Un orchestratore che permette di disegnare i processi e fare interagire diversi entità e applicazioni per imprimere velocità ed efficienza all’interno dell’organizzazione. Un elemento che ben si integra con gli altri componenti della proposizione Ivanti come l’asset management, per noi fondamentale senza dimenticare la sicurezza. Il fatto poi di integrarsi con soluzioni di altri fornitori è un ulteriore plus di Ivanti”, conclude Salberini.

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