Infinidat, oltre i paradigmi dello storage tradizionale. Cercasi partner

Pubblicato il: 13/03/2017
Autore: Barbara Torresani

L’azienda israeliana offre performance all flash con capacità multipetabyte di memorizzazione di dati e un modello di business flessibile ‘capacity on demand’ che segue il business del cliente a un prezzo molto aggressivo. In Italia è alla ricerca di partner

E’ lo storage l’ambito tecnologico di riferimento di Infinidat, con una tecnologia non tradizionale molto ‘challenging’ come racconta Daniela Miranda, Regional Sales Director South Europe, Infinidat, nel presentare l’azienda alla stampa italiana. Accanto a lei Riccardo Facciotti, Technical Director South Europe, per i dettagli più tecnici.
infinidatapertura.jpgE’ un momento molto favorevole per lo storage, complice l’esplosione dei dati; basti dire che nel decennio compreso tra il 2010 e il 2020 i dati crescono e cresceranno a ritmi del 50%, che il 90% di quelli presenti oggi a livello mondiale sono stati generati negli ultimi due anni e ogni giorno si creano 2,5 quintilioni di byte di dati. La sfida odierna è quella di gestirne la crescita e la complessità; una sfida abbracciata dalla società israeliana nata nel 2011, dall’idea di Moshe Yanai, inventore della tecnologia Symmetrix di Emc e delle sue  evoluzioni che hanno fatto il successo del big player dello storage, con un’idea innovativa per cambiare la logica di gestione dello storage: “Moshe Yanai non voleva entrare nel mercato dello storage tradizionale offrendo un altro storage, mettendosi in fila in un mercato fortemente affollato. Si pensi che solo in America nel 2016 sono nate circa 380 società specializzate in tecnologia storage flash. La filosofia di gestione dati è la stessa negli ultimi 30 anni, quindi ha pensato che fosse arrivato il momento di proporre un modo diverso di gestire l’infrastruttura per dare risposte all’esigenza continua di capacità con una gestione flessibile. Le principali necessità da soddisfare in termini di storage guardano a riduzione dei costi operativi per mezzo di processi di consolidamento, risparmi energetici e di raffreddamento, semplificazione della complessità. Per questo ha puntato su un’infrastruttura basata non sull’hardware ma sul software – un Software Definied Storage di livello enterprise fatto con tecnologia commodity e un modello di pricing ‘Capacity on demand’ allineato alla crescita di business del cliente. Infinidat non produce hardware, ma seleziona la migliore tecnologia commodity sul mercato, anche a basso costo - utilizza infatti dischi nearline Sas a 7200 giri - e, grazie a un'intelligenza basata su particolari algoritmi, riesce ad avere performance all flash. Questo ci permette di essere molto aggressivi sul mercato con una soluzione di taglio enterprise”, racconta Daniela Miranda.

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Daniela Miranda, Regional Sales Director South Europe, Infinidat
Nel 2015 nell’azienda è entrato il fondo di venture capital TPG
che l’ha valutata 1.2 miliardi di dollari e ha investito 150 milioni di dollari per avviare un grosso processo di internazionalizzazione. Oggi l’azienda ha head quarter a Tel Aviv, Boston, dove ci sono laboratori e centri di sviluppo (uno anche a Singapore) e opera a livello mondiale con un team di 400 persone e dalla sua fondazione sta mettendo a segno crescite esponenziali in termini di risorse, fatturato e clienti. Con oltre 500 petabyte di dati installati e crescite a tre digit (oltre 300% trimestre su trimestre) vanta clienti in particolare nei service/telco provider, ma anche negli ambiti bancario, retail, utilities. Tra i clienti da citare BT Uk con cui l’azienda ha in essere un global agreement, con 60 sistemi installati e oltre 20 Petabyte in 8 data center. Nel corso del terzo trimestre 2016 ha raggiunto il breakeven:Quando il mercato riconoscerà appieno il valore della tecnologia sarà il momento dell'Ipo. Non c’è alcuna fretta,” afferma Daniela Miranda; ed è già presente nella sezione Visionari del Magic Quadrant for General-Purpose Disk Arrays di Gartner – nonostante la breve storia.
In Italia è presente con una filiale da aprile 2015.  

Uno storage di nuova generazione
Una Software Definied storage company che ingegnerizza componenti hardware acquistati a basso costo per creare un rack storage (singolo rack 42U da 19 pollici) in grado di garantire sette 9 di affidabilità“Gli storage esistenti sul mercato ne hanno in media cinque - significa che è 100 volte più sicuro e affidabile degli storage presenti sul mercato – che si può fermare massimo 3 secondi l’anno. Una tecnologia pensata in logica israeliana utilizzata dal Ministero della Difesa israeliano e da quello Usa - in grado di continuare a funzionare e a mantenere in sicurezza i dati”, sottolinea Daniela Miranda. Un unified storage che combina dischi San, Nas, iScsi, Openstack; nel corso dell’anno è atteso anche il rilascio dello storage a oggetti, gestisce As/400 e dispone anche di una macchina mainframe, un sistema oggi separato che in futuro sarà inglobato all’interno dell’infrastruttura. E’ frutto di 120 brevetti registrati, con elementi verticali tutti nativi per indirizzare i vari componenti della gestione del dato: “Mentre altri storage partono come storage Nas e sopra sviluppano la funzionalità San e quindi quando devono lavorare come San e Nas hanno qualche problema, Infinidat ha in contemporanea tutte le componenti che devono garantire i sette nove di affidabilità e performance superiori a 1 milione di Iops al secondo”.
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Un sistema in grado di scalare da 115 terabyte fino 2,8 Petabyte di dati fisici che con la compressione superano i 5 Petabyte, in grado di gestire carichi eterogenei con applicativi enterprise - ambienti virtualizzati, big data & analitycs, data protection, cloud, auditing & cyber security - con facilità di utilizzo: “Bastano due clip del mouse e due ore di installazione della macchina grazie a una Gui semplice”. Ed è uno storage green: per esempio, la macchina F6000 con 5 Pbyte di dati consuma di picco 8 kilowatt, “3-4 volte inferiore a qualsiasi storage presente sul mercato”. Il tutto con un prezzo molto competitivo:Garantiamo il migliore Tco sul mercato dello storage”. 

Dentro la macchina
Riccardo Facciotti dettaglia ulteriormente le innovazioni tecnologiche: “Nelle tecnologie tradizionali si migliorano le caratteristiche fisiche del disco per avere le performance; Infinidat si astrae dalle caratteristiche fisiche del disco. Dentro può avere qualsiasi disco senza vincoli hardware e grazie un’intelligenza basata sugli algoritmi sviluppati è in grado di scrivere in modo differente i dati sullo storage e permette di avere performance all flash con capacità di multipetabyte di dati gestiti”. E prosegue: “Oggi l’All flash va molto di moda, ma in realtà si tratta di tanti silos, che aumentano la complessità delle infrastrutture e i costi energetici. Inifinidat invece è uno storage ibrido ottimizzato per tecnologia all flash che consolida tutti i workload contemporaneamente con un’unica infrastruttura innovativa per gestire blocchi, file, oggetti, cambiando il paradigma dello storage tradizionale”. Oltre 50 brevetti vengono utilizzati in algoritmi di caching per capire il tipo di dato, le diverse richieste e il modo più veloce per poterlo gestire e e trasfomare per utilizzare al massimo tutte le caratteristiche della macchina.
infiniboxbella.jpgMacchina che oggi è costituita da tre server (al momento Dell ma sta certificando anche Hpe e Lenovo) con dischi di qualsiasi fornitore sul mercato, che lavorano sempre contemporaneamente e garantiscono l’assenza di un single point of failor. Ciascun server gestisce e indirizza le attività su 480 dischi che lavorano sempre contemporaneamente. Se si rompe un server gli altri due se ne fanno carico mantenendo tutti i livelli di performance dei workload iniziali.  Infiniband è il collegamento interno tra i vari server, con 24 porte Fiber Channel e 12 porte Ethernet e sono 8 i cassettoni di dischi – ciascuno ne contiene 60 e i dischi possono essere da 3-4-6-8 terabyte.
Questi i modelli attuali del sistema: F1000 – un unico cassettone di dischi e la macchina mainframe F1000 M; F2000 due cassettoni di dischi; F4000, 4 cassettoni; F6000, tutti i cassettoni. Nella macchina c’è una grossa componente di Ram: “Non è una tecnologia che si basa sul tiering; la cache e i dati sulla cache vengono copiati sui dischi sottostanti ogni 5 minuti. La nuova versione di sistema operativo supporterà fino a 200 terabyte di cache in lettura”.
Facciotti rimarca ulteriormente alcune caratteristiche distintive del sistema a partire dall’abilità di utilizzare dischi di qualsiasi tipo e le elevate performance: “Un domani quando usciranno i dischi da 20 Tera solo Infinidat sarà in grado di avere un sistema da 50 Petabyte. E nelle tecnologie tradizionali il problema dei dischi grossi già oggi si fa sentire: già con quelli da 4 terabyte la ricostruzione dei dischi rotti richiede molto tempo. Il doppio failure dei dischi normalmente nelle tecnologie tradizionali va dalle 24 alle 36 ore, soprattutto nel midrange, con Infinidat il doppio failure di due dischi contemporanei con dischi da 4 Tera richiede meno di 15 minuti, in un rack dalla capacità massima da 1 Petabyte. In termini di performance più che la gestione di 1 milione di Iops sottolinerei il fatto che il sistema è in grado di gestire 12,5 gigabit di troughput ogni secondo – numeri destinati a migliorare nel breve. Stiamo parlando di una soluzione con performance quasi Hpc con affidabilità e capacità elevatissime e costi molto bassi”. Senza dimenticare la protezione del dato e la semplicità: “Il lavoro in backgroud è molto complesso ma non impatta sul cliente”.
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Interessante anche il modello di licencing ‘capacity on demand’ che segue il business del cliente: si paga il sistema in funzione di quella che sarà la crescita prevista dei workload nell’arco di tre anni. Trimestralmente Inifinidat effettua una rendicontazione e contrattualizza solo per lo spazio effettivamente utilizzato. “E’ un pagamento posticipato rispetto all’utilizzo; quando si ha bisogno si utilizza capacità e poi allo scadere del trimestre si effettua l’allineamento".  Il prezzo è a terabyte netto e non row, comprende licenze disponibili e in roadmap e include tre anni di manutenzione, 7x24x365, response time 4 ore, manutenzione Platinum. 

Italia: AAA cercasi partner
In Italia Infinidat è attiva da circa un anno: ha un team di quattro persone destinate nel breve a raddoppiare per arrivare a una decina a fine anno, un parco di circa 20 clientiCedacri è l’unico referenziabile – ed è alla ricerca di partner commerciali per aggredire il mercato: “Abbiamo individuato i primi 500 clienti top e stiamo partendo con i primi 150. Con loro vogliamo avere direct touch ma ci avvaliamo di un modello di go to market completamente indiretto che prevede un distributore a valore  a livello europeo – Avnet – e partner sul territorio. In Italia con Avnet abbiamo una relazione molto attiva e intensa. Stiamo cercando i partner idonei, non necessariamente i classici partner storage. Devono essere partner smart, focalizzati sulle tecnologie innovative come il Sofware Defined Storage, il Software Defined Data Center, Openstack… in grado di capire l’innovazione e con la voglia di mettersi in gioco”. Ad oggi l’azienda ha raggiunto circa 5-6 Var, ma è una situazione in continua evoluzione; instaura rapporti di partnership day-by-day di costruzione del business con partner strutturati stile system integrator mentre i partner più tattici vengono gestiti dal distributore: “Ai partner garantiamo margini molto più alti di quelli offerti dagli storage vendor tradizionali”, conclude Daniela Miranda. L’azienda ha appena assunto un responsabile del canale europeo che si baserà in Italia.
La partita è aperta per un’azienda intenzionata a lasciare il segno nello storage.

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