Fujitsu Forum 2014, come il vendor interpreta il futuro dell'IT

Pubblicato il: 27/11/2014
Autore: Piero Macrì

L'IT economy in stile Fujitsu ovvero digitalizzare il digitalizzabile, facendo leva sulle opportunità e potenzialità generate da nuovi client mobili e dall’intelligenza big data. Con il supporto dei partner di canale.

Miscelate la cultura tecnologica e d’impresa giapponese con quella tedesca. Cosa ottenete? Nella migliore delle ipotesi un’azienda fondata sul pragmatismo, che risponde alla domanda del mercato globale in modo equilibrato, interpretando esigenze vecchie e nuove, così come ricorrenti discontinuità di business, proponendo soluzioni concrete, allineate alle specificità dei diversi settori di industry.
Un’azienda, quella descritta, che risponde al nome di Fujitsu, multinazionale dell’ICT che adotta un approccio molto diverso da quello delle sister IT companies americane, forse di più basso profilo, con un marketing più essenziale e meno appariscente, ma comunque efficace.
fujitsu2.jpgUno stile Zen, se vogliamo, rivisitato in salsa tedesca, perché Fujitsu, per quanto azienda del Sol Levante, in Europa ha ancora il suo DNA in quello che fu l’informatica d’impresa di Siemens Nixdorf. Questa, almeno, è l’impressione che si è avuta sia partecipando al Fujitsu Forum 2014 - evento globale dedicato a partner e clienti svoltosi in quel di Monaco, città simbolo del capitalismo tedesco - sia visitando la fabbrica di Augsburg, esempio di efficienza e logica produttiva nippo-tedesca.
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I claim che hanno contraddistinto l’evento? Human Centric Computing, Hyperconnected World, Digital Transformation,
 etichette che servono a dare una chiave di lettura del contesto con cui si confronta oggi il business d’impresa.
Claim che sono associati a un mutamento del mercato dove l’interlocutore è al contempo il dipendente e il cliente, legati entrambi a un profilo tecnologico che non appartiene più al solo desktop, così come in passato, ma a una molteplicità di device coerenti con uno stile di vita e di lavoro in mobilità - tablet (da registrare l’introduzione di un nuovo modello da parte di Fujitsu), smartphone e ibridi succedanei - annegati in un’ecosistema di oggetti esponenzialmente embedded nell’Internet delle cose.
Il tutto è un fenomeno riconducibile alla Digital Transformation, così come emerso da un’interessante digressione futuristica offerta da Joseph Reger, CTO di Fujitsu, visionario ed evangelizzatore della nuova compagine IT della multinazionale. In sintesi, per Reger, Digital Transformation significa digitalizzare il digitalizzabile, facendo leva sulle opportunità e potenzialità generate da nuovi client mobili e dall’intelligenza che può essere a associata a un qualsiasi oggetto che diventa parte di un IP network. 
Sorge, quindi, la necessità di porsi nei confronti di un qualsiasi utente in termini diversi dal passato, fornendo interfacce user friendly e mobile compatible, così come assicurare in logica big data la gestione di dati acquisibili da un conglomerato di device e sensori eterogenei.
Chi riuscirà a interpretare il nuovo mondo e mettere in atto le risposte migliori, volte ad assicurare la nuova informatizzazione, verrà premiato dal mercato. E Fujitsu vuole esser parte di questa trasformazione, e ovviamente trarne profitto.
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Se da una parte significa guardare a un’ecosistema di business che possa essere innovato con l’introduzione di processi, servizi e prodotti che vedono il mobile e l’Internet of Things come nuovo paradigma del client, dall’altra non si esclude un ampio spazio di ottimizzazione dell’esistente
, coerentemente con nuove opzionali o complementari estensioni e adattamenti del sistema informativo in logica cloud. L’infrastruttura IT continua, infatti, a poter essere costantemente migliorata, sia in ottica on premise, sia in ottica off premise, e appare ormai chiaro che l’una e l’altra componente, quanto meno a livello di grande impresa, non siano mutuamente esclusive, ma siano destinate a vivere in simbiosi. 
Come testimoniato al Fujitsu Forum si allarga l’offerta che tende a ottimizzare l’architettura infrastrutturale - a livello di server, di networking e di storage - attraverso appliance convergenti virtualizzate e altamente scalabili (i nuovi sistemi Primeflex che implementano tecnologia Vmware EVO: RAIL e i nuovi sistemi storage Eternus CD10000) in sintonia con la visione business-centric data center espressa da Fujitsu. Veri building blocks, questi ultimi, che servono a rendere più efficiente l’assett delle risorse IT di un data center, riducendone i costi di gestione e operativi. 
Dall’altra assume rilevanza la fruibilità dell’IT, che può essere declinata nella forma più opportuna e vantaggiosa coerentemente con gli obiettivi di business: cloud on-off premise, in forma privata-pubblica o, ancora, tradizionale.
In questo senso le aziende devono comprendere, in merito alle attività che si vogliono supportare, come declinare e gestire l’infrastruttura, tendendo presente che è possibile identificare per ciascuna area applicativa, infrastrutturale e di piattaforma il profilo più adatto, assumendosi interamente l’onere della gestione o delegando il tutto a terzi, in outsourcing, attraverso una politica di managed services. Sono, quindi, ormai molteplici i percorsi che può intraprendere un’azienda, sia per rivisitare e ottimizzare l’esistente, sia per creare l’IT (as a service) a supporto di nuove iniziative, in accordo con quello che Fujitsu definisce mixed data environment.

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