Microsoft, inizia l'era del post-Ballmer

Si apre l'era di Satya Nadella, il nuovo Ceo, con una Microsoft che dovrà affrontare sfide importanti in un mercato in profonda e veloce evoluzione.

Autore: R.B.

Ci sono voluti cinque mesi per trovare un successore a Steve Ballmer, che nello scorso agosto annunciò le proprie dimissioni dalla carica di amministratore delegato di Microsoft. Dopo varie ipotesi e candidature, la scelta è caduta su Satya Nadella, veterano della società, con una carriera in continua crescita nell’arco di oltre vent’anni. Prima della nomina, il manager era vice presidente esecutivo del gruppo Cloud & Enterprise, che ha progettato l’infrastruttura e gli strumenti di sviluppo della strategia Cloud Os di Microsoft. Questo lavoro ha consentito di mettere a punto servizi Web come Office 365, Bing, OneDrive, Xbox Live, ma anche l’offerta IaaS-PaaS Azure.
La nomina di Nadella, dunque, traccia il segno di quale potrà essere l’evoluzione strategica della società, ma il nuovo amministratore delegato dovrà tener conto dell’eredità lasciata dal suo predecessore, con le relative luci e ombre. Ballmer è rimasto in carica per quattrodici anni, durante i quali l’organico è passato da 40mila a 130mila unità. Fra i suoi meriti, c’è senza dubbio il peso assunto da Microsoft nel mondo enterprise, con i vari Windows Server, Sql Server, SharePoint, Dynamics e simili. Anche Windows 7 si è rivelato un aggiornamento azzeccato e oggi quasi un pc su due lo utilizza come sistema operativo primario. Infine, Ballmer ha anche sistemato tutte le pendenze giuridiche che hanno coinvolto Microsoft negli anni, facendo risparmiare all’azienda costi fra i 5 e i 6 miliardi.


I rischi da affrontare

Tuttavia, l’azienda deve oggi affrontare anche alcuni problemi lasciati in sospeso dall’amministratore delegato uscente. Se Windows 7 è stato un successo, altrettanto non si può dire del successore, Windows 8, proposto per fare breccia nel mondo mobile, ma a oggi ben lontano dall’aver ottenuto risultati significativi, con la complicazione di aver riproposto il nefasto effetto Vista nel campo dei pc, tanto da indurre la casa di Redmond a velocizzare lo sviluppo di Windows 9. Nadella si trova in eredità anche l’acquisizione di Nokia dello scorso anno. Microsoft dovrà chiarire a breve e intende essere protagonista a tutto tondo del mobile computing, non solo attraverso i proclami, ma anche con una strategia che le consenta di guadagnare quote di mercato sui leader Apple e Samsung.
Restano infine da sciogliere i nodi legati alla divisione Online Services, che perde costantemente soldi dal 2006 e non può certo far leva su prodotti come Bing, ma anche una situazione finanziaria complessiva che, pur forte di fatturati e utili in continua crescita, patisce una debolezza del corso azionario, con un titolo calato del 35% dal 2000 a oggi.

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