McAfee torna a essere McAfee

Mentre si prapara lo spinoff di quella che oggi si chiama Intel Security (e che tornerà a essere McAfee) annunciati consolidamenti ed estensioni funzionali all'architettura di sicurezza unificata.

Autore: P.M.

Nel corso di Focus 2016, Intel Security ha annunciato consolidamenti ed estensioni funzionali alla propria architettura di sicurezza unificata. Un segnale di continuità che arriva nel momento in cui si profila lo spin off della busines unit Intel in una joint venture la cui maggioranza sarà nelle mani del private equity TPG.

(nella foto Chris Young, senior vice presidente e general manager di Intel Security).
La nuova compagine aziendale, la cui transazione frutterà a Intel una cifra valutata nell'ordine di 3,1 miliardi di dollari, e che allo stesso tempo le garantirà il 49% del valore societario, sarà rinominata McAfee, riportando così le lancette dell'orologio indietro di 6 anni poiché il nucleo dell'offerta security deriva appunto dall'acqusizione di McAfee, metabolizzata nel 2010 per un valore di 7,68 miliardi di dollari.
Tutto sommato, questo cambia poco o nulla, considerato che il marchio McAfee, ufficialmente rimosso nel 2014 per valorizzare il brand Intel Security, nell'immaginario collettivo è sempre sopravvissuto. In altre parole, McAfee ritorna ad essere McAfee.

Nell'interludio di questi cinque anni Intel si è focalizzata nel risolvere la questione della complessità e della frammentazione tecnologica delle soluzioni, in quanto condizione considerata premessa esenziale per il raggiungimento di un ambiente che possa offrire la migliore difesa nei confronti del cybercrime. Non si può prescindere da questo aspetto se si vuole un livello di security adeguato alle sfide che devono essere oggi affrontate, afferma Chris Young, senior vice presidente e general manager di Intel Security.
"Vi sono troppe tecnologie che agiscono in modo isolato, dice Young, che limitano la capacità di condividere informazioni preziose e utili al fine della protezione degli assett aziendali. Per contrastare al meglio gli attacchi, sempre più insidiosi, che vengono creati dalla multiforme industria del cybercrime, attività economica tra le più lucrose che si siano mai affermate, occorre pensare e agire in modo integrato".
Questi obiettivi si sono oggi tradotti in quella che viene definita Connected Security, ovvero di un’infrastruttura di management e governance della sicurezza basta su quattro sistemi integrati principali - Dynamic Endpoint, Pervasive Data Protection, Data Center and Cloud Defense, e Intelligent Security Operations - in grado di gestire un ambiente sempre più composito, condizionato dalla diffusione e affermazione del mobile, del cloud computing e, in prospettiva, dell’Internet of Things.
Nel corso di Focus 2016, i miglioramenti funzionali annunciati riguardano la classificazione del malware basata su tecnologie di apprendimento automatico, servizio di rilevamento avanzato delle minacce basato su cloud, oltre a CASB (cloud access security broker) per tutelare gli accessi alle applicazioni in cloud. Infine, annunciata il Data Exchange Layer (DXL), piattaforma di sviluppo che attualmente vede il convogimento di partner quali Check Point, HP Enterprise Aruba, Huawei e MobileIron.

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