5G, Londra mette fuori gioco Huawei. La dura risposta del colosso cinese

Il governo di Boris Johnson mette Huawei fuori dal business 5G, giustificando che il colosso cinese non può essere più un fornitore affidabile dopo le sanzioni USA. Blocco agli acquisti a fine anno ed estromissione dalle reti entro fine 2027. La dura risposta di Huawei, con un appendice che riguarda anche l'Italia.

Autore: f.p.

Divampa la guerra commerciale in Europa sul versante 5G. Londra elimina dal business delle reti del futuro la cinese Huawei affermando che non può più essere considerato un fornitore affidabile e va eliminato dalle reti future. Ma anche da quelle esistenti, seppure con una certa gradualità. È la decisione che il Governo di Londra ha preso, seguendo le raccomandazioni del National Cyber Security Centre. E che ha due conseguenze principali. Una è quasi immediata: da inizio 2021 non sarà più possibile acquistare prodotti Huawei per realizzare reti 5G. Più avanti, ma comunque entro fine 2027, gli operatori dovranno eliminare dalle proprie reti qualsiasi prodotto Huawei.
Si tratta di una decisione che contrasta con quelle ufficializzate lo scorso gennaio. Che consideravano Huawei come un "high risk vendor" ma che ne ammettevano la presenza controllata nelle reti britanniche. Sia pure fuori dalla rete di core. O meglio fuori dalle funzioni di rete più "sensibili", dato che nel 5G la distinzione core-edge ha poco senso. E con una quota massima del 35% come presenza nella parte di accesso radio.
La nuova decisione che estromette Huawei è motivata in maniera piuttosto bizantina, almeno per certi versi. A cambiare la situazione sarebbe stato, secondo Londra, l'intensificarsi delle sanzioni USA contro Huawei. Non qualche nuovo segnale o comportamento dell'azienda cinese.
In un lungo documento, il National Cyber Security Centre sostiene in pratica che dopo le nuove sanzioni non è possibile accettare nemmeno la presenza "contingentata" di Huawei nelle reti 5G britanniche. Le decisioni di Washington di fatto impediscono all'azienda cinese di usare - anche indirettamente - tecnologie, componenti e tool prodotti o concepiti negli Stati Uniti. Questo, secondo il NCSC, impedisce a Huawei di progettare e realizzare prodotti validi, di mantenere una supply chain affidabile e di definire una strategia di sviluppo di lungo periodo. Il che in definitiva impatterebbe sullo sviluppo del 5G britannico, se Huawei vi avesse un ruolo.

Huawei è di colpo meno sicura

Sempre secondo il NCSC, inoltre, le sanzioni USA rendono Huawei meno controllabile in quanto a cyber security. I prodotti Huawei usati dagli operatori britannici oggi sono testati e valutati nello Huawei Cyber Security Evaluation Centre (HCSEC) di Banbury, in Inghilterra. Il centro è controllato dal NCSC stesso, che in sostanza vi valida l'affidabilità dei prodotti cinesi. Ma formalmente appartiene a Huawei UK, quindi è coinvolto dalle sanzioni USA.
Questo fatto, secondo il NCSC, all'atto pratico metterà lo HCSEC nelle condizioni di non poter operare come previsto. Quindi, in sintesi, le autorità britanniche non potranno più controllare il funzionamento dei prodotti cinesi. E nemmeno la loro affidabilità.
Affidabilità che viene comunque messa in dubbio, ora, in ogni caso. Huawei riuscirebbe ad aggirare le limitazioni imposte dagli USA se potesse sostituire con altri, sostanzialmente propri, i componenti elettronici progettati e prodotti usando tecnologie statunitensi. Per il NCSC questo è praticamente impossibile in pochi anni. Ma anche se lo fosse, Huawei allora userebbe tool, tecnologie e componenti sconosciuti. Di cui sarebbe impossibile, o troppo complesso, valutare l'affidabilità e la pericolosità.
Meglio quindi lasciar perdere e rimuovere progressivamente i prodotti Huawei dalle reti britanniche. In maniera progressiva però, e non immediata. Perché anche il NCSC ammette che oltre a quelli presentati da Huawei c'è da considerare un rischio in più: la dipendenza da pochi fornitori. E qui la Gran Bretagna non è messa bene, perché eliminando Huawei le restano due soli fornitori per le reti mobili (Ericsson e Nokia) e uno solo (Nokia) per le reti in fibra ottica.

Il commento di Huawei

La risposta di Huawei non si è fatta attendere. "La deludente inversione di rotta del governo britannico è stata da quest’ultimo giustificata con riferimento alle sanzioni imposte dal governo statunitense, sebbene non supportate da prove, e non ad alcuna violazione da parte di Huawei. In tal modo, il governo degli Stati Uniti potrebbe ridurre la varietà dell’offerta nel mercato dei fornitori, danneggiando l'economia digitale europea e minando la sovranità digitale dell'Europa, che include la libertà di scegliere i propri fornitori. Ciò mette anche a repentaglio la cooperazione globale, con un conseguente innalzamento dei prezzi e un’inferiore qualità per i consumatori. Huawei continuerà a fare tutto ciò che è in suo potere per fornire ai propri clienti i migliori servizi e soluzioni e ridurre al minimo l'impatto delle sanzioni statunitensi".
C'è anche una nota che riguarda l'Italia: "Ci aspettiamo che il governo italiano prosegua il suo processo di digitalizzazione sulla base di criteri di sicurezza obiettivi, indipendenti e trasparenti per tutti i fornitori, preservando la diversità e la concorrenza nel mercato. Confermiamo la nostra piena volontà di collaborazione con le autorità italiane e i nostri clienti per raggiungere i più alti standard di sicurezza IT in Italia e fornire le migliori soluzioni tecnologiche".

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