Il numero di operatori medi e grandi è aumentato del 30%, e quelli con margini e crescita oltre il 10% sono raddoppiati tra 2020 e 2024, secondo un’analisi di Alixpartners
Autore: Redazione ChannelCity
“Negli ultimi cinque anni le aziende italiane di IT Services e Software – escludendo i grandi gruppi globali e le captive – hanno registrato una crescita costante, con un tasso medio annuo superiore al 9%, raggiungendo un fatturato complessivo di circa 40 miliardi di euro. Si tratta oggi di uno dei comparti a più alta espansione dell’economia italiana”. Così Marcello Bellitto, Partner e Managing Director della practice Technology, Media & Telecommunications di AlixPartners Italia, sintetizza in un comunicato le conclusioni della più recente analisi sul settore della società di consulenza.
Uno dei trend più interessanti evidenziati da Alixpartners è la forte concentrazione in atto: nel 2024 le aziende di medie e grandi dimensioni sono arrivate a rappresentare il 75% del mercato italiano del software e servizi IT, contro il 50% del 2019. Nella nota Alixpartners non specifica la definizione di imprese medie e grandi, quindi si suppone che applichi la definizione UE secondo cui le medie imprese hanno tra 10 e 50 milioni di fatturato, e le imprese grandi oltre 50 milioni.
Il numero di player italiani medi e grandi di software e servizi IT, precisa la società di consulenza, è aumentato del 30%, mentre le aziende con oltre 300 milioni di euro di ricavi sono raddoppiate, passando da 10 a 20.
Questo processo è stato sostenuto da un’intensa attività di M&A (fusioni e acquisizioni), cresciuta in media del 14% l’anno tra il 2017 e il 2024, sebbene il 2025 abbia registrato un rallentamento di circa il 16% in volume. Il valore delle operazioni resta in gran parte non pubblico (circa il 75% dei deal). In questo contesto, il Private Equity continua a giocare un ruolo chiave, perché incide sulla metà delle transazioni.
Nel contesto macro economico italiano di bassa crescita, l’industria dei servizi tecnologici e software mostra uno sviluppo molto sano e profittevole: le aziende con crescita superiore al 10% e marginalità oltre il 10% sono aumentate costantemente e quasi raddoppiate dal 2020 al 2024, passando dal 22% del campione di Alixpartners al 40%.
“Quest’ultimo è un segnale della forte domanda di modernizzazione attraverso la digitalizzazione del tessuto economico italiano, che permette alle aziende del settore di crescere in modo florido. La combinazione di forte domanda e buona redditività, soprattutto per le aziende che servono il segmento delle piccole e medie imprese, attrae l’interesse di investitori sia finanziari che industriali”, spiega Bellitto nel comunicato.
La crescita delle aziende italiane dell’IT si muove oggi lungo diverse direttrici. Da un lato c’è la spinta organica, con l’ampliamento dei servizi, l’adozione di nuove tecnologie e una base clienti in costante espansione. Dall’altro continua a giocare un ruolo determinante la crescita inorganica, ovvero appunto fusioni, acquisizioni, joint venture e così via.
Secondo AlixPartners, i prossimi anni vedranno una crescente ambizione internazionale, soprattutto dei grandi operatori italiani, alcuni dei quali potrebbero tentare questa via per competere con i colossi statunitensi e indiani nei mercati EMEA. Parallelamente, le aziende di medie dimensioni continueranno a rafforzarsi nel mid-market, valutando in alcuni casi percorsi di internazionalizzazione basati su modelli ad alta specializzazione.
L’adozione massiva dell’intelligenza artificiale per le aziende clienti rappresenterà per il settore software e servizi IT italiano un’ulteriore leva di accelerazione della crescita per migliorare produttività, efficienza e capacità competitiva.
“L’adozione dell’AI sta mettendo in discussione in primis i modelli di business delle aziende di Software, ma ci saranno implicazioni immediate anche nelle aziende di servizi IT. Da una parte l’AI aumenterà l’efficienza operativa fino al 20-30%, dall’altra aumenterà ulteriormente la necessita di avere un partner “fidato” e “affidabile” affinché il cambiamento sia adeguatamente gestito e foriero di risultati tangibili per le aziende”, spiega nel comunicato Jake Cantu, Global Leader della practice Technology, Media &Telecommunications di AlixPartners.