In mare aperto, nella tempesta perfetta

Prezzi delle memorie alle stelle, vendite in calo per i prodotti client, vendor che modificano in corsa le "terms and conditions" per prezzi e spedizioni prodotti e sullo sfondo una guerra con una ricaduta economica ancora difficile da quantificare. Cresce sempre più l'incertezza delle prospettive di business per i prossimi mesi.

Autore: Redazione ChannelCity

Non bastava la destabilizzazione dell’hardware, con i prezzi delle memorie che in questa prima parte dell’anno sono cresciuti di quasi il 90% rispetto all’ultimo trimestre del 2025, come emerge dall’edizione di febbraio del Memory Price Tracker di Counterpoint Research o dall'interessante intervista ad Adolfo Dell’Erba di Dell Technologies, che trovate a pagina 56 del numero di febbraio di ChannelCity Magazine. Non bastavano le fosche previsioni dell’analista di mercato Gartner che descrive come nel 2026 le vendite di PC caleranno di oltre il 10%, così come quelle degli smartphone, meno 8,4% rispetto al 2025 ponendoci di fronte alla più rapida contrazione delle vendite dei dispositivi client degli ultimi dieci anni. Così come non bastavano anche le previsioni dell’analista di mercato IDC, che sebbene confermino le previsioni di Gartner, prevedono che il mercato PC cambierà profondamente nei prossimi 12 mesi, proprio per la situazione “prezzi” delle memorie che porterà sia a un ridimensionamento delle specifiche medie relative alla memoria dei PC, sia un aumento dei prezzi medi di vendita (ASP) e molto probabilmente una pressione maggiore sui margini.

E che già tutto questo descritto in precedenza destabilizza il mercato, il Canale, lo si evince anche dalla recente notizia di Cisco che si riserva il diritto di annullare gli ordini fino a 45 giorni prima della spedizione e, soprattutto, potrà adeguare i prezzi dei prodotti tra la data dell’ordine a quella di spedizione. Così come HPE, che recentemente ha inviato una nota ai partner preannunciando importanti cambiamenti nei “terms and conditions” dei contratti, con una riduzione del periodo di validità delle quotazioni da 30 a 14 giorni, riservandosi il diritto di modificare le quotazioni degli ordini di server e soluzioni GreenLake fino al giorno della consegna.

Se non bastava già tutto questo per rendere più che volatile nei prossimi mesi il business del “canale” ecco che arriva l’evento catastrofico, la tempesta perfetta vedendo quello che sta succedendo in Medio Oriente. Tra le tante cose il nuovo conflitto pone al centro le problematiche della supply chain ovvero il trasporto di tutto quello che proviene dalle principali aree produttive del Far East. Ora sarà sempre più difficile prevedere cosa succederà non nei prossimi mesi, ma nelle prossime settimane. Tanto per citare alcuni esempi, già oggi il costo per assicurare una nave che attraversa lo Stretto di Hormuz è aumentato fino a dodici volte dall'inizio del conflitto. Ma non solo, secondo quanto riporta il Financial Times, gli armatori devono pagare premi fino al 3% del valore della nave, rispetto a circa lo 0,25% prima del conflitto, con costi che possono arrivare a milioni di dollari per singola traversata nelle acque considerate ad alto rischio.

Siamo praticamente nella tempesta perfetta.


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