"Chiudiamo il 2025 con un EBITDA in linea con la parte alta della forchetta di redditività dichiarata a maggio del 2025. Abbiamo ulteriormente rafforzato la nostra posizione competitiva nei mercati di riferimento con una crescita del 4% dei ricavi ma soprattutto con una forte accelerazione nei segmenti alto-marginanti su cui stiamo investendo da tempo" sottolinea l'AD Alessandro Cattani
Autore: Redazione ChannelCity
Oltre all'annuncio del cambio di amministratore delegato, il Consiglio di Amministrazione di ESPRINET ha approvato il Progetto di bilancio di esercizio al 31 dicembre 2025, redatti in conformità con i principi contabili internazionali IFRS. "Chiudiamo il 2025 con un EBITDA in linea con la parte alta della forchetta di redditività dichiarata a maggio del 2025. Abbiamo ulteriormente rafforzato la nostra posizione competitiva nei mercati di riferimento con una crescita del 4% dei ricavi ma soprattutto con una forte accelerazione nei segmenti alto-marginanti su cui stiamo investendo da tempo. Il processo di ottimizzazione del capitale circolante netto è proseguito con un’ulteriore riduzione, anche nell’ultimo trimestre, del suo ciclo di durata" sottolinea l'attuale AD di Esprinet, Alessandro Cattani. "Stiamo missurando un miglioramento del mercato italiano, piuttosto debole nel corso del 2025, e continuiamo a registrare una eccellente performance di quello iberico e questo ci fa guardare con fiducia alle opportunità del 2026 pur in presenza di nuove turbolenze geopolitiche”.
PRINCIPALI RISULTATI CONSOLIDATI AL 31 DICEMBRE 2025
I Ricavi contabili da contratti con clienti, misurati al netto dell’applicazione del principio contabile IFRS 15 e altri aggiustamenti, nel 2025 si attestano a 4.292,1 milioni di euro, +4% rispetto a 4.141,6 milioni di euro nel 2024. Guardando all’andamento delle linee di business in cui opera il Gruppo, nel 2025 nel perimetro della divisione Esprinet, che gestisce il business storico della distribuzione di prodotti di information technology e consumer electronics, i ricavi lordi degli Screens (PC, Tablet e Smartphone) mostrano una crescita, del 5% rispetto al 2024, sostenuti soprattutto dal ciclo di refresh dei personal computer.
I ricavi lordi del segmento dei Devices segnano invece un calo (-7%) rispetto all’anno precedente. Nel perimetro della divisione V-Valley, che fornisce soluzioni avanzate (Solutions) per la digitalizzazione, il cloud computing e la cybersecurity, e risponde al bisogno di clienti e fornitori con Servizi per gestire la maggiore complessità generata dalla digital transformation, il Gruppo registra un aumento dei ricavi del +11%. I ricavi di Solutions e Servizi, a valle dell’applicazione del principio contabile IFRS 15, si attestano a 907,4 milioni di euro e la loro incidenza sulle vendite totali sale al 21% (20% nel 2024).
Infine, la divisione Zeliatech, nata nel 2024 per essere il primo green tech distributor europeo che offre tecnologie per abilitare la convergenza tra digitale e green economy, con una crescita del 18% raggiunge 200,2 milioni di euro di ricavi.
Analizzando infine i segmenti di clientela, nel 2025 i ricavi lordi del Gruppo mostrano i seguenti andamenti: Segmento Consumer (Retailer/E-tailer) a 1.425,3 milioni di euro in linea rispetto all’anno precedente, Segmento Business (IT Reseller) a 3.190,7 milioni di euro in crescita del 7% rispetto all’anno precedente.
Il Margine commerciale lordo è pari a 237,2 milioni di euro, segnando un +3% rispetto alla chiusura del 2024 (229,6 milioni di euro). A questo risultato contribuisce l’aumento dei ricavi, il margine percentuale infatti si conferma pressoché in linea all’anno precedente (5,53% al 31 dicembre 2025, 5,54% al 31 dicembre 2024).
L’EBITDA adjusted, che coincide con l’EBITDA non essendo stati rilevati costi di natura non ricorrente, è pari a 69,7 milioni di euro, in leggero aumento rispetto a 69,5 milioni di euro al 31 dicembre 2024 mentre l’incidenza sui ricavi si attesta all’1,62% rispetto all’1,68% nel 2024 e sconta il leggero aumento del peso dei costi operativi (dal 3,87% nel 2024 al 3,90% al 31 dicembre 2025).
Nel quarto trimestre 2025, i costi segnano un aumento dell’1% e la loro incidenza sui ricavi si riduce al 3,08% (3,13% nel periodo ottobre-dicembre 2024). L’EBIT adjusted, che coincide con l’EBIT non essendo stati rilevati costi di natura non ricorrente, è pari a 45,3 milioni di euro, -2% rispetto a 46,2 milioni di euro dell’anno prima. Su questo risultato incide la crescita degli ammortamenti in conseguenza principalmente del diritto d’uso del nuovo magazzino italiano di Tortona avviato a settembre 2024.
L’Utile ante imposte è pari a 31,6 milioni di euro (+9% rispetto a 28,9 milioni di euro nel 2024).
Il Risultato netto è pari a 20,2 milioni di euro (21,5 milioni di euro al 31 dicembre 2024). Il risultato di gruppo risente di un tax rate al 36% in conseguenza del mix tra basi imponibili qualitativamente differenziate e quantitativamente positive e negative, nonché di taluni disallineamenti rispetto alle previsioni fiscali di deducibilità.
L’Utile netto per azione ordinaria è pari a 0,41 euro (0,44 euro alla chiusura 2024). Il Cash conversion cycle2 chiude a 26 giorni (-2 giorni rispetto a Q3 25 e +4 giorni rispetto a Q4 24).
La Posizione finanziaria netta è negativa per 43,8 milioni di euro e si confronta con un saldo negativo pari a 287,2 milioni di euro al 30 settembre 2025 e con un saldo negativo pari a 36,2 milioni di euro al 31 dicembre 2024. La variazione rispetto al 30 settembre 2025 è attribuibile all'usuale minor assorbimento di capitale circolante netto in corrispondenza del picco di stagionalità del business.
La variazione rispetto al 31 dicembre 2024 consegue principalmente al prezzo differito previsto per le acquisizioni effettuate nell’ultimo trimestre del 2025, pressoché compensandosi invece i movimenti delle altre poste finanziarie gestionali. Va sempre considerato che il valore della posizione finanziaria netta puntuale è influenzato da fattori tecnici quali la stagionalità del business, l’andamento delle cessioni “pro-soluto” di crediti commerciali (factoring, confirming e cartolarizzazione) e la dinamica dei modelli comportamentali di clienti e fornitori nei diversi periodi dell’anno. Essa, pertanto, non è rappresentativa dei livelli medi di indebitamento finanziario netto osservati nel periodo. I citati programmi di factoring e cartolarizzazione, i quali definiscono il completo trasferimento dei rischi e dei benefici in capo ai cessionari e contemplano quindi la cancellazione dei crediti dall’attivo patrimoniale in conformità al principio contabile IFRS 9, determinano un effetto complessivo sul livello dei debiti finanziari netti consolidati al 31 dicembre 2025 quantificabile in 488,7 milioni di euro (429,6 milioni di euro al 31 dicembre 2024 e 412,6 milioni di euro al 30 settembre 2025).
Il Patrimonio netto ammonta a 389,5 milioni di euro rispetto a 389,2 milioni di euro al 31 dicembre 2024. Il ROCE si posiziona al 6,1%, rispetto all’8,3% al 31 dicembre 2024.