Il 2026 sarà ancora un anno di transizione, a partire dall’anno prossimo si procederà con l’unificazione di programmi e loghi.
Autore: Valerio Mariani
Nel luglio 2025 Xerox ha completato l’acquisizione di Lexmark per circa 1,5 miliardi di dollari e ora, dopo i necessari tempi tecnici, le due aziende hanno iniziato a integrare risorse e portafoglio prodotti. Abbiamo colto l’occasione della visita in Italia di Thomas Valjak, President Channel Sales Western Europe di Xerox, per fare un punto dell’integrazione Xerox/Lexmark in Europa e nel nostro Paese, soprattutto relativamente al canale di vendita.
La domanda da cui partire con Thomas Valjak riguarda l’evoluzione del canale. In particolare, è importante comprendere se vi è un interesse crescente da parte di system integrator IT e MSP verso le soluzioni di stampa gestita e i partner specializzati.
“La risposta è dipende, dal segmento di clientela che consideriamo – afferma Valjak -. Se parliamo dell’ambito enterprise, in cui i clienti generalmente si affidano a un system integrator per una vasta serie di servizi IT, vedo una grande opportunità per l’inserimento in offerta di servizi di stampa gestita. Ma anche nel midmarket e tra le PMI, contesti in cui si chiede ai partner una semplificazione dei flussi di procurement, vedo spazi di crescita per i partner specializzati nel printing che possono aggiungere alla loro offerta tradizionale soluzioni per la gestione dei workflow basate su cloud, soluzioni di videoconferenza e di sicurezza”.
“Opportunità da sfruttare pienamente" a patto che il MPS sia in grado di ampliare il proprio raggio d’azione. La tendenza, secondo Valjak, si indirizza verso una collaborazione tra system integrator IT e fornitori di Managed Print Services più che un moto di acquisizioni e fusioni: “poiché il print spesso gioca un ruolo minore nei grandi contratti di fornitura IT – osserva -, i system integrator preferiscono la collaborazione all’acquisizione”.
Come anticipato, il processo di fusione dei due brand sta entrando nella fase conclusiva. “Stiamo procedendo molto velocemente – afferma il manager – già l’anno passato abbiamo integrato le funzioni di backoffice come la supply chain, il finance e il marketing. Da aprile 2026 stiamo procedendo all’integrazione della forza vendita. In particolare, io sono il responsabile dell’unificazione delle strutture di vendita via canale per l’Europa Occidentale, mentre Danny Molhoek gestisce i team di vendita dedicati all’enterprise”.
Cosa succederà, o cosa è già successo, ai programmi di canale Xerox e Lexmark? Valjak dichiara che: “per tutto il 2026, i due programmi non subiranno variazioni anche se i partner potranno accedere ad alcune offerte cross brand e abbiamo creato un cappello comune, il Global Accelerator Network. Nel 2027 l’obiettivo è di semplificare i programmi e unificarli sotto un unico approccio per agevolare i partner che già lavorano con i due brand”. Relativamente a un’ipotesi di unificazione dei logo, o al “sacrificio” del logo Lexmark, in questo periodo di transizione si sta provvedendo a rimpiazzare alcuni modelli con nuovo hardware brandizzato Xerox. In un massimo di due anni, dichiara il manager, ci sarà un portfolio unico sotto lo stesso cappello Xerox.
Infine, la doverosa riflessione rispetto all’AI. Il manager Xerox ricorda che determinate funzionalità intelligenti sono già presenti nelle piattaforme di gestione da anni. Attualmente sono già presenti fino a 80 sensori funzionali alla manutenzione predittiva. Ma l’AI fornisce il proprio supporto concreto nell’ambito dell’OCR: “Negli ultimi device, Xerox Proficio 300 e 500, un assistente AI si occupa del rendering di immagini e testi per ottimizzare l’output e velocizzare le operazioni di acquisizione dei documenti”.
In conclusione, Carlotta Burnelli, Lexmark Italy Managing Director & Sales Director ci fornisce la sua prospettiva sul mercato italiano:
“In Italia il mercato dei servizi documentali – afferma la manager - sta vivendo una trasformazione profonda, molto simile a quanto osserviamo a livello europeo, ma con alcune specificità locali. In particolare, la stampa non è più vista come una funzione isolata, bensì come parte integrante dei flussi digitali aziendali”.
“Le aziende italiane – prosegue Burnelli - stanno riducendo il numero di dispositivi, ma chiedono soluzioni più intelligenti, connesse e sicure, capaci di integrarsi con ambienti cloud, sistemi IT e workflow digitali. Osservo che cresce fortemente la domanda di Managed Print Services evoluti, non più focalizzati solo sul controllo dei costi, ma sull’ottimizzazione dell’intero ciclo documentale: automazione, sicurezza dei dati, gestione remota e user experience semplificata”.
Inoltre, il lavoro ibrido, che ha accelerato l’esigenza di accesso ai documenti ovunque, chiede autenticazione sicura e continuità operativa. Un altro driver chiave in Italia è la sostenibilità: le imprese sono sempre più attente alla riduzione dei consumi, all’impatto ambientale e a modelli di economia circolare. E, anche in Italia si assiste a una crescente convergenza tra Print e IT: "i servizi documentali - conclude la manager - si spostano verso soluzioni end‑to‑end abilitate da cloud, automazione e intelligenza artificiale, trasformando la stampa in un vero asset strategico per la digitalizzazione delle aziende italiane”.