Dallo scontro Ethernet-InfiniBand alla corsa a co-packaged optics e switch a 1,6 Tbps, ecco come sta cambiando l'infrastruttura su cui corre l’intelligenza artificiale
Autore: Daniele Lazzarin
Il boom dei data center negli ultimi anni ha accelerato l’evoluzione tecnologica dell’hardware – non solo informatico – di cui sono dotati. La maggior parte dell’attenzione dei media si è concentrata sui chip (soprattutto le GPU) e sui server, viste le clamorose crescite che questi settori hanno fatto registrare. Gli addetti ai lavori però sanno bene che anche le GPU di ultima generazione sono veloci quanto il pacchetto di dati più lento all’interno delle reti del data center. In altre parole gli investimenti in capacità computazionale sono quelli che fanno notizia, ma per la produttività delle moderne applicazioni software, e per l'addestramento e l'inferenza dell'intelligenza artificiale (AI) su larga scala, l'infrastruttura di interconnessione (cioè le reti dei data center) è altrettanto determinante.
Il compito della classica rete “front-end” dei data center è collegare CPU, storage e Internet. I data center per l'AI invece presentano un'architettura di rete con due reti aggiuntive. La rete di scale-out (back-end) gestisce la comunicazione tra le GPU, spesso con una larghezza di banda 3-4 volte superiore a quella del front-end. Mentre la rete di scale-up è incentrata su latenza ultra-bassa e alta larghezza di banda, consentendo a decine o centinaia di GPU di comportarsi come un unico grande dispositivo a memoria condivisa. In questo scenario tecnologico, il networking per data center sta vivendo una fase di espansione accelerata, spinta in gran parte dalla necessità di supportare i carichi di lavoro dell'AI. È interessante quindi capire quali sono stati i trend principali del 2025 e quali si stanno imponendo in questo 2026.
Cominciamo dalle dimensioni di questo mercato, che a fine 2025 a livello globale ha registrato un valore stimato tra 28 e 38 miliardi di dollari, a seconda del perimetro di analisi (inclusi solo switch e router o anche servizi e sicurezza di rete). Di questo valore, infatti, circa il 75% è hardware (switch, router, e Network Security Equipment) il restante 25% viene da software e servizi, in forte crescita grazie alla domanda di monitoraggio in tempo reale, analisi predittiva e sicurezza Zero Trust.
Per i prossimi anni, i vari analisti prevedono tassi di crescita medi annui (CAGR) del mercato delle reti per data center tra il 12 e il 17%, principalmente grazie a tre fattori trainanti.
- Protocollo di rete (Back-end): le reti Ethernet stanno rapidamente guadagnando terreno rispetto a InfiniBand nei cluster AI. Il 2026 dovrebbe essere l'anno del debutto commerciale degli switch da 1.6 Tbps.
- Edge Computing: la necessità di processare dati vicini alla fonte richiede data center più piccoli e distribuiti, ma tecnologigamente avanzati, aumentando la domanda di apparati di rete a bassa latenza.
- Automazione e Software Defined Networking (SDN): la gestione delle reti via software permette di scalare rapidamente la capacità senza interventi fisici continui. I data center sono diventati "componibili": tramite il software, gli operatori possono configurare, isolare e ottimizzare i flussi di traffico in tempo reale, adattando dinamicamente le risorse di rete ai carichi di lavoro.
Proprio il superamento di Ethernet su InfiniBand è stato secondo la società di analisi Dell’Oro Group uno dei motivi per cui il 2025 è stato un anno di svolta per le tecnologie di networking per i data center. È un risultato particolarmente significativo perché solo due anni fa InfiniBand rappresentava quasi l'80% delle vendite di switch per le reti back-end per l'AI nei data center: nel 2025 le vendite totali di switch Ethernet per data center hanno toccato un massimo storico, quasi raddoppiando i ricavi annuali rispetto al 2022. Il 2025 poi è stato un anno di svolta anche perché gli switch a 800 Gbps hanno superato ampiamente i 20 milioni di porte in soli tre anni dalle prime spedizioni: per raggiungere lo stesso traguardo, gli switch a 400 Gbps ci hanno messo 6-7 anni. Inoltre l’anno scorso la domanda si è spostata decisamente verso i player più concentrati appunto sulle soluzioni per le reti back-end per l'AI. Questi fornitori hanno sovraperformato nettamente il mercato nel suo complesso nel 2025. Dell’Oro cita Accton, Celestica e NVIDIA tra i principali beneficiari di questo cambiamento, mentre Arista ha mantenuto la posizione di leader negli switch Ethernet per data center.
Guardando al 2026 in corso, la domanda è se gli investimenti nel networking per i data center continueranno a ritmi così straordinari. Sul fronte del fatturato ci sono pochi dubbi, visti gli aumenti di prezzi collegati alla cosiddetta “crisi delle memorie”. L’interrogativo riguarda più i volumi di consegne, anche perché lo scetticismo sul ritorno sugli investimenti nell'IA sta crescendo. Nonostante questo però gran parte degli analisti ritiene che siamo ancora nelle fasi iniziali di un ciclo di investimenti pluriennale nell'AI. In effetti le previsioni di spesa in conto capitale dei principali hyperscaler (Google, Amazon, Microsoft, Meta, Oracle e altri) nelle loro ultime trimestrali confermano che è in corso un altro anno di forti investimenti legati all'AI, che dovrebbero continuare a trainare una spesa consistente nella componente di rete dell'infrastruttura.
Il networking, sottolinea Dell’Oro Group, sta diventando sempre più critico, in quanto svolge un ruolo centrale nell'affrontare alcuni dei colli di bottiglia più critici per la scalabilità delle implementazioni di AI, tra cui la disponibilità di energia e la domanda di potenza di calcolo. Per il 2026 quindi possiamo aspettarci il consolidamento dei seguenti trend.
- La domanda di reti back-end per l'AI rimane eccezionalmente forte, con crescite a doppia cifra nella spesa. L'integrazione di componenti ottici co-confezionati (co-packaged optics, CPO), di cui parleremo più avanti, può accelerare ulteriormente la crescita del mercato, aumentandone le dimensioni di diversi miliardi di dollari.
- La domanda continuerà a superare l'offerta, con carenze di chip, memorie e altri componenti critici che rischiano di limitare la crescita del mercato. Nel report “The AI Race Puts Your Network at Risk” (febbraio 2026), Gartner prevede una “tempesta perfetta” nel mercato degli switch per data center aziendali, con aumenti dei costi tra il 15% e il 40% nei prossimi 12 mesi, e dei tempi di consegna da 1-2 mesi a 3-9 mesi. Questo perché i principali produttori del settore stanno spostando tutte le risorse e i componenti critici sulle soluzioni per l'AI, trascurando il mercato "general-purpose". Il mercato rimane quindi limitato dall'offerta invece che dalla domanda: una dinamica impegnativa, ma di certo più favorevole rispetto al viceversa.
Altri trend in corso riguardano più strettamente l’evoluzione tecnologica:
- L'espansione del mercato si profila come un nuovo campo di battaglia per Ethernet. Dopo aver consolidato la sua leadership nel segmento di scale-out delle reti back-end per l'AI, Ethernet si sta ora espandendo nello scale-out, dove NVLink - la tecnologia proprietaria di NVIDIA per l’interconnessione ad altissima velocità tra acceleratori IA e GPU - ha storicamente dominato. In questo ambito, Ethernet competerà non solo con NVLink, ma anche con lo standard aperto alternativo UALink. Secondo gli analisti la scalabilità potrebbe dar vita alla più grande espansione potenziale del mercato mai vista nel settore.
- Il 2026 segnerà il primo anno di implementazioni di massa di switch da 1,6 Tbps, spinte dall'insaziabile domanda di alta larghezza di banda nei cluster di AI. Si prevede che la crescita a 1,6 Tbps sarà ancora più rapida di quella a 800 Gbps, superando i 5 milioni di porte entro uno o due anni dalle prime commercializzazioni.
- La tecnologia CPO - già accennata in precedenza - dopo molti anni di sviluppo e dibattito vedrà l'inizio della commercializzazione di massa, sia sugli switch InfiniBand che su quelli Ethernet. Sul fronte della domanda, i principali hyperscaler stanno testando attivamente i co-packaged optics. Sul fronte dell'offerta, NVIDIA è all'avanguardia, ma altri fornitori seguiranno a breve.
- La diversificazione dei fornitori, sia quelli già affermati sia i nuovi entranti, diventerà sempre più importante per chi investe in networking per data center, al fine di mitigare il rischio e garantirsi la disponibilità dell'offerta. Secondo Dell’Oro nessun singolo fornitore può soddisfare l'intera domanda di infrastrutture per l'AI. Di conseguenza, l’analista prevede un'accelerazione nell'adozione di SONiC - il sistema operativo di rete open source basato su Linux - sia nelle implementazioni scale-up che scale-out, perché è fondamentale per poter ampliare l’ecosistema di fornitori.
In sintesi quindi l’ascesa dei data center per l’AI continuerà a trainare la rapida evoluzione tecnologica in ambito networking. Dalla crescita di Ethernet nelle reti back-end AI allo scale-up come nuovo campo di battaglia, fino all'adozione di switch da 1,6 Tbps e co-packaged optics, l'infrastruttura a supporto dell'AI si sta espandendo in scala e in complessità. Anche se i vincoli di fornitura e i dubbi sui ritorni degli investimenti rimangono sfide aperte, l'AI è chiaramente nelle fasi iniziali di un percorso pluriennale in cui il networking giocherà un ruolo fondamentale.