Virtualizzazione, AI e cloud ibrido: la nuova sfida è proteggere il dato

Virtualizzazione, AI e cloud ibrido: la nuova sfida è proteggere il dato. La risposta di eccellenza che arriva da un ecosistema di valore come quello che incrocia le strade di Computer Gross, Thales e Hewlett Packard Enterprise. Una Guida preziosa ed esclusiva su un tema chiave per tutto il canale ICT

Autore: Marco Maria Lorusso

Per oltre due decenni la virtualizzazione ha rappresentato il fondamento dell’evoluzione dei data center, consentendo alle organizzazioni di consolidare le infrastrutture, migliorare l’efficienza operativa e accelerare il percorso verso il cloud. Oggi, tuttavia, il mercato sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Cambiano le strategie dei principali vendor di questo mercato e le aziende stanno rivedendo le proprie strategie infrastrutturali, spinte dalla necessità di supportare workload sempre più complessi, applicazioni basate sull’intelligenza artificiale e modelli operativi distribuiti tra data center, cloud ed edge.

Non si tratta semplicemente di aggiornare una piattaforma tecnologica. Sempre più CIO e responsabili IT stanno cogliendo questa fase come un’opportunità per ripensare l’intera architettura infrastrutturale, con l’obiettivo di aumentare flessibilità, resilienza e sostenibilità economica. Secondo Gartner, nei prossimi anni molte organizzazioni rivedranno le proprie strategie di virtualizzazione nell’ambito di un più ampio percorso di modernizzazione dell’infrastruttura IT, con particolare attenzione agli ambienti ibridi e ai carichi di lavoro di nuova generazione.

Per system integrator, MSP e VAR questo scenario apre nuove opportunità progettuali, ma richiede anche una maggiore capacità consulenziale. Il valore non risiede più nella sola implementazione della piattaforma, bensì nella progettazione di infrastrutture capaci di accompagnare l’evoluzione del business nel lungo periodo.

Ripensare la virtualizzazione significa ripensare anche la sicurezza

Ogni progetto di evoluzione infrastrutturale porta con sé una conseguenza inevitabile: cambia anche il modo in cui il dato viene gestito.

Le informazioni non risiedono più esclusivamente all’interno del data center aziendale. I workload si distribuiscono tra ambienti virtualizzati, infrastrutture iperconvergenti, cloud privati, cloud pubblici e servizi edge, mentre l’intelligenza artificiale aumenta ulteriormente il numero di applicazioni e processi che utilizzano il patrimonio informativo aziendale.

È proprio questa distribuzione del dato a rendere insufficiente un approccio tradizionale alla cybersecurity. Proteggere il perimetro non basta più. Diventa necessario proteggere direttamente il dato, garantendo che rimanga cifrato, controllato e governato indipendentemente dall’ambiente in cui viene elaborato. Non è un caso che anche l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) abbia recentemente aggiornato le proprie best practice sulla cifratura, evidenziando come la crittografia debba essere considerata un elemento strategico della cybersecurity e come sia auspicabile adottare soluzioni già quantum ready, capaci di preparare le organizzazioni all’evoluzione delle minacce legate al quantum computing.

Anche il tema della sovranità digitale assume oggi un significato molto concreto ma, soprattutto, attuale. Da una parte ci sono le tensioni geopolitiche e la crescente pressione a livello di compliance normativa, soprattutto europea, tra NIS e regolamento DORA; dall’altra le imprese devono poter mantenere il controllo delle informazioni, delle chiavi crittografiche e delle policy di sicurezza anche quando le infrastrutture diventano sempre più distribuite e dinamiche. La sicurezza, quindi, non può più essere considerata un elemento aggiuntivo, ma deve nascere insieme all’infrastruttura.

HPE e Thales: la sicurezza del dato integrata negli ambienti virtualizzati

È proprio da questa esigenza nasce la collaborazione strategica tra HPE e Thales.

L’obiettivo della partnership è integrare protezione del dato e infrastruttura fin dalla fase di progettazione, offrendo un modello capace di rispondere alle esigenze delle moderne architetture virtualizzate.

La collaborazione combina l’infrastruttura HPE con la CipherTrust Data Security Platform di Thales, mettendo a disposizione servizi centralizzati di gestione delle chiavi crittografiche e di cifratura dei dati progettati per rafforzare la sicurezza degli ambienti virtualizzati, delle infrastrutture iperconvergenti (HCI), delle implementazioni di cloud ibrido e dei servizi erogati attraverso HPE GreenLake.

Un modello di accesso “as a service” alle infrastrutture tradizionali che, oggi, nel pieno delle tensioni geopolitiche di cui sopra e della corsa dei prezzi legati allo shortage di RAM (causata dalla saturazione della capacità produttiva dei tre produttori mondiali da parte dei grandi hyperscaler cloud alle prese con i nuovi AI Data Center), permette anche di avere un maggiore controllo di dati e costi.

Il vantaggio di questo approccio che incrocia le strade di HPE e Thales è duplice. Da un lato permette di modernizzare l’infrastruttura con la flessibilità richiesta dai nuovi workload, dall’altro consente di mantenere il controllo del dato lungo tutto il suo ciclo di vita attraverso una gestione centralizzata delle chiavi, policy uniformi di cifratura e una governance coerente tra ambienti on-premise, cloud ed edge. La cifratura, infatti, non rappresenta più soltanto uno strumento di protezione del dato, ma un elemento strategico dell’intera architettura di cybersecurity: abilita governance, compliance, sovranità digitale e prepara le organizzazioni ad affrontare le future evoluzioni tecnologiche, incluse quelle legate al paradigma post-quantum.

In altre parole, infrastruttura e sicurezza smettono di essere due progetti distinti e diventano componenti della stessa architettura. È un cambio di paradigma che risponde perfettamente alle esigenze delle organizzazioni impegnate nella modernizzazione dei propri ambienti virtualizzati e nell’adozione dell’intelligenza artificiale.

Computer Gross: l’orchestratore che trasforma la tecnologia in valore

Una proposta tecnologica di questo livello genera valore soltanto se è accompagnata da un ecosistema capace di trasferirla efficacemente al mercato.

È qui che entra in gioco il ruolo, cardine, di Computer Gross. Le analisi emerse negli ultimi mesi sul mercato europeo evidenziano come la distribuzione stia evolvendo da semplice intermediario commerciale a orchestratore dell’ecosistema ICT, mettendo in connessione vendor, partner e competenze per affrontare la crescente complessità introdotta da AI, cloud e cybersecurity.

Computer Gross interpreta questa nuova normalità del valore, favorendo l’incontro tra la componente infrastrutturale di HPE e le competenze di Thales nella protezione del dato, supportando system integrator, MSP e VAR nella progettazione di soluzioni che integrano virtualizzazione, cloud ibrido e data security.

Il valore aggiunto non consiste soltanto nella disponibilità delle tecnologie, ma nella capacità di accompagnare il canale con attività di enablement, formazione e supporto progettuale, contribuendo a trasformare la complessità tecnologica in opportunità di business.

Il canale evolve: dalla tecnologia alla consulenza

La trasformazione della virtualizzazione rappresenta anche un cambiamento culturale per il canale.

I clienti non chiedono più semplicemente una piattaforma infrastrutturale o una soluzione di cybersecurity. Cercano un partner capace di progettare architetture resilienti, proteggere il patrimonio informativo, governare ambienti ibridi e preparare l’infrastruttura alle nuove esigenze dell’intelligenza artificiale.

Per system integrator, MSP e VAR significa assumere un ruolo sempre più consulenziale, accompagnando le imprese nella definizione di strategie in cui infrastruttura, sicurezza e dato diventano parte dello stesso percorso di innovazione.

Il futuro dell’infrastruttura passa dalla fiducia nel dato

La modernizzazione degli ambienti virtualizzati rappresenta oggi molto più di un aggiornamento tecnologico. È l’occasione per ripensare il modo in cui le organizzazioni progettano, gestiscono e proteggono il proprio patrimonio informativo.

È in questo equilibrio tra infrastruttura, virtualizzazione, cloud e sicurezza che si giocherà una parte importante della competitività delle imprese nei prossimi anni. Per il canale significa evolvere ulteriormente il proprio ruolo, passando da fornitore di tecnologie a partner nella costruzione di ecosistemi affidabili, resilienti e pronti a sostenere l’adozione dell’intelligenza artificiale.

In questo scenario, la collaborazione tra HPE e Thales, valorizzata dall’orchestrazione di Computer Gross, rappresenta un esempio concreto di come infrastruttura e protezione del dato possano convergere in un’unica strategia, aiutando partner e clienti ad affrontare la trasformazione digitale con maggiore sicurezza, governance e controllo.


Visualizza la versione completa sul sito

Informativa
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie.