Una logistica inadeguata fa crollare la produttività

Secondo il Global Trade Observatory Annual Outlook Report, il 39% dei decision maker globali indica hub di stoccaggio e magazzini come la principale priorità infrastrutturale per la crescita del settore logistico. Le aziende che investono in strutture moderne, automatizzate e strategicamente posizionate migliorano efficienza e competitività, mentre quelle che operano con infrastrutture inadeguate rischiano costi aggiuntivi e perdite di produttività fino al 12% del budget della supply chain

Autore: Redazione ChannelCity

Come evidenziato dal Global Trade Observatory Annual Outlook Report, presentato al recente Forum Economico Mondiale di Davos, la logistica si è trasformata in un vero e proprio facilitatore di crescita: ben il 39% dei decision maker globali intervistati identifica negli hub di stoccaggio e nei magazzini la priorità strategica numero uno per le infrastrutture del prossimo futuro. Tuttavia, il successo operativo non è più una conseguenza automatica del semplice possedere spazio logistico. Come rileva di recente Industrial & Logistics Special Report il mercato oggi premia la selettività: le aziende che guidano la crescita sono quelle che stanno migrando verso asset di "Classe A", strutture altamente automatizzate e strategicamente posizionate, consapevoli che la qualità dell'infrastruttura fisica è il vero moltiplicatore di efficienza e redditività. Il rischio di ignorare questa evoluzione è elevato.
Secondo il Global Supply Chain Resilience Report, le aziende che operano in strutture di stoccaggio inadeguate sostengono costi operativi extra e subiscono perdite di produttività pari al 12% dell’intero budget dedicato alla supply chain. Un peso economico che rende l’investimento in hub moderni una necessità finanziaria per preservare la marginalità aziendale.

La scenario italiano

Ma qual è lo stato dei magazzini e degli hub in Italia? Stando ai dati del Dossier dell'Osservatorio OSAM, che si concentra sull'analisi del settore dell'automazione industriale nel Belpaese, il 65% dei magazzini non dispone di alcuna tecnologia di automazione e solo il 35% ha integrato almeno una soluzione di digitalizzazione dei processi.

In un’epoca dominata dalla narrazione dell'iper-digitalizzazione, per competere a livello globale, le aziende non devono guardare solo ai software, ma tornare a investire in maniera importante sul territorio e sulle infrastrutture.  
“Il magazzino non può più essere relegato al dietro le quinte: è diventato il vero punto di contatto in cui si determina la velocità delle consegne e la reale capacità di resilienza dell'intera catena del valore. La velocità delle consegne, pilastro fondamentale per la customer satisfaction moderna, non dipende infatti più solo da algoritmi di routing, ma dalla capacità fisica di gestire lo stock, di movimentare le merci e di reagire a picchi di domanda imprevisti. La resilienza dell'intera economia globale passa dunque attraverso nodi logistici moderni, capaci di integrare automazione e flessibilità”,
sottolinea Andrea Franceschelli, Vice Presidente e Direttore Generale di Due Torri Spa, realtà d'eccellenza nella logistica con base a Bologna.

Andrea Franceschelli, Vice Presidente e Direttore Generale di Due Torri SpaFonte: Espresso Communication

Oggi investire in hub di stoccaggio significa ridurre i tempi di consegna avvicinando lo stock al consumatore, aumentare la resilienza creando una catena di approvvigionamento meno vulnerabile agli shock esterni ed elevare la competitività trasformando l’efficienza logistica in un vantaggio di mercato distintivo.
Il digitale agisce come un acceleratore, ma il motore del commercio rimane fisico. Le aziende leader stanno comprendendo che la vera sfida della crescita non è scegliere tra "digitale" e "fisico", ma integrare una visione tecnologica all'interno di un'infrastruttura di magazzino moderna, capillare e tecnologicamente avanzata.

“Il magazzino non è più un luogo di stoccaggio passivo; oggi rappresenta il punto focale dove convergono velocità, efficienza e valore per il cliente. È proprio qui, tra scaffalature tecnologicamente avanzate e sistemi di movimentazione intelligente, che si sta scrivendo il futuro della competitività economica globale”, afferma Andrea Franceschelli.


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