La diatriba e le polemiche fra
Intel e
Amd non si sono esaurite con la decisione assunta dalla
Direzione Generale per la Concorrenza della Commissione Europea di multare la principale produttrice di microprocessori con un salatissimo conto di
1,06 miliardi di Euro. Al centro delle polemiche, infatti, vi sarebbe ancora la politica di
sales relationship adottata da Intel, basata su rapporti di vendita incentrati sull'
elargizione di sconti.
La tesi di fiesa utilizzata da Intel è che questa scelta di mercato non corrisponde a una
politica di vendite sottocosto, ma derivi dall'impiego di
tecnologie d'avanguardia, in grado di consentire un abbassamento dei costi.
Questo sarà uno dei principali argomenti che la difesa di Intel presenterà all'Unione Europea, nel
ricorso che l'azienda ha intenzione di presentare per tutelare i propri interessi e dimostrare come il suo comportamento non abbia contrastato le
regole dell'antitrust e della
concorrenza leale.
Gli
analisti di mercato hanno iniziato a riflettere su quelle che saranno le conseguenze della maxi-multa inflitta a Intel:
maggiori introiti per Amd,
riduzione complessiva dei prezzi o perpetuarsi della
situazione attuale, le ipotesi.
Occorrerà attendere, oltre che il ricorso presentato da Intel, la
risposta dei consumatori alla situazione che si andrà ad instaurare nel mercato di riferimento.
Nel frattempo spicca la nota durissima da parte di Amd, per bocca di
Dirk Meyer, Ceo e presidente di Amd: "La decisione rappresenta un passo importante nella creazione di un vero mercato competitivo. Amd è sempre stata un leader nell'innovazione tecnologica e finalmente potremmo passare da un mondo regolato da Intel a uno regolato dai consumatori".