Sandra Mondaini è morta ma solo per Facebook

Una bufala di cattivo gusto circola su Facebook in merito sulla presunta morte di Sandra Mondaini. Gli utenti del social network non hanno alcuno spirito critico dinanzi a quanto viene pubblicato?

Autore: Santina Buscemi

E' molto triste e anche di cattivo gusto quanto sta avvenendo in queste ore sul più popolare fra i social network. su Facebook è stata infatti messa online la voce che Sandra Mondaini sia morta. Per quanto i commenti degli utenti su internet siano di tristezza e dispiacere, mostrando calore e affetto verso l'artista, è davvero poco felice la situazione creata con il diffondersi di una simile notizia falsa.
Certo, le condizioni della donna sono gravi: la Mondaini è stata infatti ricoverata per problemi respiratori all'ospedale San Rossore di Pisa e, attualmente, si trova ricoverata in terapia sub intensiva, ma, come confermato dai medici, "è decisamente migliorata".
Già malata, il suo stato psico-fisico si era aggravato dopo la morte dell'amato Raimondo Vianello. Inoltre il clima sahariano che sta investendo l'Italia in questo periodo, si sa, non aiuta le persone anziane.
Da questo, però, ad affermare che Sandra Mondaini sia morta e diffonderne il decesso falsa c'è una bella differenza: un mare di "informazione-zero", perché l'alta risonanza avuta dalla bufala online mette in evidenza come una gran parte degli utenti iscritti a Facebook ritenga i link pubblicati dagli altri utenti un'autentica fonte di informazione.
La Facebook-dipendenza emerge anche da situazioni come questa: perché un internauta non dovrebbe cercare altre fonti, limitandosi ad affidarsi a quanto offertogli da gruppi, fan page e commenti degli altri iscritti al social network? La bufala, criticabile e condannabile senza alcuna scusa, è aggravata quindi dalla passività dell'utente-medio, che vede, condivide, commenta, senza alcun approfondimento e senza alcun dubbio o spirito critico. Nella speranza che Sandra Mondaini si rimetta in forze in breve tempo, l'episodio deve far riflettere.

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