Nuovi dettagli emergono sull'omicidio di
Sarah Scazzi. La
Gazzetta del Mezzogiorno ha riportato la notizia che ad Avetrana, in casa Misseri, si era soliti comunicare con dei "
pizzini", dei foglietti di carta. Questo in modo da evitare intercettazioni e eventuali cimici che i Carabinieri avrebbero potuto aver nascosto nelle stanze dell'abitazione. Il quotidiano precisa inoltre che questi "pizzini",
appena letti dai destinatari, venivano subito distrutti.
Il giornale barese riporta inoltre un'altra notizia che potrebbe portare a nuovi sviluppi giudiziari nella vicenda: i
Ris di Roma avrebbero trovato nello sportello della batteria del cellulare della quindicenne Sarah
quattro diverse impronte digitali. Al momento però le forze dell'ordine non si sono ancora espresse in merito.
Se questa notizia troverà la conferma ufficiale, la frase intercettata di
Sabrina Misseri: "perché gli ha dato il cellulare se sapeva che ieri lo abbiamo toccato tutti?", potrebbe acquistare un importante significato e dare un'importante svolta all'indagine.
Infine secondo gli ultimi, clamorosi sviluppi, lo zio della quindicenne uccisa lo scorso 26 agosto potrebbe aver avuto un ruolo nel solo occultamento del cadavere e non nell'omicidio che, se fosse confermata questa versione, sarebbe opera soltanto di Sabrina.
Il difensore di Misseri, l'avvocato Daniele Galoppa, ha affermato in effetti che al termine delle indagini a carico del suo assistito "potrebbe rimanere solo l'accusa di occultamento di cavare". E proprio lo zio di Sarah sarà sentito nuovamente dai magistrati in sede di incidente probatorio in relazione alla volontà, manifestata al suo legale, di ritrattare parte della sua confessione, soprattutto la presunta violenza sessuale sul cadavere di Sarah.