Yara Gambirasio, un tunisino fermato mentre si accende la tensione contro gli stranieri

Il tunisino bloccato a bordo di un traghetto diretto a Tangeri. Dopo una notte di interrogatori oggi il fermo. Decisiva per le indagini una intercettazione telefonica.

Autore: Redazione ChannelCity

Non è ancora stato trovato il corpo di Yara Gambirasio, la ragazzina di 13 anni, scomparsa il 26 novembre 2010, dopo essere uscita da una palestra di Brembate Sopra, vicino Bergamo. Studentessa modello alle Orsoline, Yara è una promessa della ginnastica ritmica. Venerdì era andata come sempre ad allenarsi al centro sportivo che si trova a soli 700 metri dalla sua casa.
Nelle ultime ore prima del tramonto numerose squadre di vigili del fuoco, carabinieri, protezione civile, con il supporto di diverse unità cinofile, hanno perlustrato i boschi e i campi di granoturco che si stendono nella zona dietro il campo sportivo di Ambivere. I vigili del fuoco hanno anche prosciugato un pozzo nei pressi di un cascinale.
Senza risultato anche i controlli effettuati nella cava di Palazzago in cui aveva lavorato in passato il fermato, un tunisino 23enne, e non marocchino come precedentemente pareva essere, residente a Montebelluna, in privincia diTreviso.
Il tunisino, interrogato nel corso della notte e poi ancora fino al primo pomeriggio di oggi in carcere dal pubblico ministero Letizia Ruggeri, ha continuato a negare di avere a che fare con il delitto. L'uomo è' sottoposto a fermo per sequestro di persona e omicidio, anche se nell'intercettazione telefonica che lo ha incastrato diceva alla fidanzata "Che Allah mi perdoni, non l'ho uccisa io". Non e' escluso quindi che nelle indagini possa essere coinvolta una seconda persona, l'italiano di cui si parlava gia' nel corso della scorsa notte.
Nel corso dell'interrogatorio sostenuto in carcere, secondo le poche indiscrezioni trapelate, il giovane avrebbe "fornito le sue giustificazioni". Sembra che i sospetti si fossero indirizzati nei suoi confronti quando l'uomo si è assentato dal lavoro nei giorni successivi alla scomparsa di Yara. L'uomo lavorava proprio nel cantiere del centro commerciale di Mapello dove i cani avevano più volte condotto gli investigatori. Accertamenti sono tuttora in corso sull'eventuale presenza di complici.
Intanto sale la tensione in paese e emergono i primi segni di intolleranza contro gli straniere a Brembate Sopra.

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