Windows 8, che nelle slide viene chiamato
Windows Next, dovrebbe puntare con decisione in direzione della
virtualizzazione, con l'implementazione a tutto tondo delle moderne metodologie di
cloud computing, soprattutto per quanto riguarda il desktop.
La novità più rilevante del nuovo sistema operativo Microsoft prende infatti il nome di
Desktop as a Service (DaaS), ossia una filosofia di progettazione che
slega la piattaforma utente dall'hardware, permettendo così di superare ogni problema di
compatibilità tra codice e macchina.
La concezione dietro al nuovo Windows vede l'unione di tutti gli elementi software in un
unico pacchetto che risiederà su uno o più
server esterni, mentre all'utente rimarrà solamente l'apparecchiatura fisica necessaria per accedere ai dati. Ecco perché si parla di desktop come servizio.
Lo sviluppo di Windows 8/Next è ancora ai primi stadi, ma già cominciano a delinearsi i
primi ostacoli. La virtualizzazione è sicuramente l'idea più innovativa in circolazione al momento, ma creare un intero sistema operativo su questa concezione è più facile a dirsi che a farsi.
Uno degli elementi di insicurezza potrebbe essere la
dipendenza dalla rete. Con un
sistema operativo virtuale, che agisce su
memorie virtuali e con
identità virtuali, sembra necessaria una
connessione continua a internet. Cosa succederà in caso di
sospensione del servizio di rete? E
cosa rimarrà in mano all'utente se tutti i dati sono custoditi su server remoti?
Al di là di apocalittici scenari da controllo globale, a tutti questi quesiti sarà possibile rispondere a tempo debito, con le
prime soluzioni pratiche che i progettisti di Microsoft prevedono di fornire nei
primi mesi del 2012.