Il lungo cammino degli ioni di litio verso l’IT

Pubblicato il: 27/03/2019
Redazione ChannelCity

Presenti ovunque, le batterie agli ioni di litio non sono ancora entrate in massa nei data center, ma è il momento della loro affermazione. Anche grazie all’edge computing.

Cosa unisce la progettazione dei veicoli elettrici alla protezione dei sistemi IT? A prima vista niente, invece un legame tecnologico c’è. L’evoluzione tecnologica dei sistemi di stoccaggio energetico pensati per il mercato automotive ha avuto, e sta avendo ancora, una profonda influenza sul comparto delle soluzioni per tutelare la disponibilità delle infrastrutture IT aziendali.

Tutto ruota, ovviamente, intorno alle batterie. Al di fuori degli addetti ai lavori se ne accorgono in pochi, ma i gruppi di continuità per i sistemi IT non adottano le ormai onnipresenti batterie ricaricabili agli ioni di litio. La soluzione preferenziale è costituita dalle batterie al piombo-acido, le cosiddette VRLA (Valve-Regulated, Lead-Acid) che sono sul mercato da quasi un secolo.

Relativamente poco costose, con prestazioni abbastanza stabili nel tempo e una manutenzione tutto sommato ridotta - ma non a “manutenzione zero”, come afferma qualche produttore - le batterie VRLA hanno conquistato il loro posto nei data center delle imprese e lo hanno mantenuto. Un po’ perché anche nell’IT la metaforica squadra che vince non si cambia, molto perché le alternative non venivano considerate abbastanza convincenti. Sino a qualche tempo fa, almeno, quando il panorama tecnologico è cambiato e lo hanno fatto anche le esigenze degli utenti.

datacenter rack
Nell’elettronica di consumo le batterie agli ioni di litio hanno conquistato tutti i mercati possibili per una caratteristica ben precisa: riescono ad immagazzinare energia con una densità molto elevata. Basta quindi una batteria relativamente piccola per dare una lunga autonomia a dispositivi come uno smartphone o un personal computer. Inoltre, se la batteria è piccola riesce ad esserlo anche il device nel suo insieme. E tutti apprezzano dispositivi sempre più sottili e leggeri.

Sull’altro piatto della bilancia della tecnologia agli ioni di litio c’è il suo costo, più elevato delle tecnologie concorrenti. Se si tratta di batterie piccole, poco male. Ma se pensiamo alle “corpose” batterie per applicazioni IT, l’aspetto economico assume una rilevanza decisamente maggiore.

Batterie agli ioni di litio: il rilancio dell'automotive

Qui entra in gioco, indirettamente, il settore automotive. Nell’ideazione dei veicoli elettrici le batterie agli ioni di litio sono una scelta praticamente obbligata, almeno al momento, perché la loro densità energetica permette di avere più autonomia a parità di spazio occupato. E in una vettura elettrica l’autonomia è un fattore chiave. Ma lo è anche il costo, quindi i produttori di vetture elettriche hanno tutto l’interesse a spingere lo sviluppo di batterie sempre meno costose.

Negli ultimi anni è accaduto proprio questo, infatti il costo delle batterie agli ioni di litio è diminuito drasticamente rendendo la tecnologia molto più concorrenziale di quanto non lo fosse in passato. Questo ha cambiato le carte in tavola anche nel mondo IT, complice il fatto che anche nei data center è diventato sempre più importante poter progettare soluzioni che occupano poco spazio. A maggior ragione questo vale nei nuovi ambienti di edge computing, dove lo spazio a disposizione dei sistemi IT è sempre limitato.

smart ups
Così il confronto tra gli UPS basati sulla tecnologia agli ioni di litio e quelli che usano batterie VRLA ora ha senso, anche se il costo “puro” delle batterie dei primi si mantiene, a parità di energia fornita, due e anche tre volte superiore a quello delle batterie dei secondi. È esaminando i profili di funzionamento delle due tecnologie lungo tutto l’arco di vita di un UPS che si nota, invece, come le soluzioni tradizionali siano alla fine più costose di quelle di ultima generazione.

Da questo punto di vista il vantaggio delle batterie agli ioni di litio è la lunghezza della vita di servizio, stimata una decina d’anni invece dei 3-6 delle soluzioni VRLA. Ciò significa che prima di dismettere un UPS al piombo-acido dovremo rigenerare le sue batterie mediamente un paio di volte, mentre questo non è necessario per un gruppo di continuità agli ioni di litio. Fatti i debiti conti, si stima che nell’arco di un decennio una soluzione con batterie agli ioni di litio costi in totale la metà di una soluzione analoga in tecnologia VRLA.

Questo calcolo chiude del tutto la questione a favore degli ioni di litio? Non proprio e non per tutti, prevedibilmente. Chi tiene in maggior conto i costi iniziali di acquisto, rispetto a quelli di gestione, resta orientato sulle soluzioni VRLA. Lo sono anche molti utenti che non hanno problemi di spazio o che comunque non hanno grande vantaggio dalla compattezza delle batterie agli ioni di litio. In prospettiva però queste saranno sempre più convincenti, sia perché il loro costo continua a diminuire, sia perché risparmiare spazio è importante anche nei data center, piccoli o grandi che siano.

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Categorie: Attualità

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