Achab e Webroot, la sicurezza MSP per le PMI

Pubblicato il: 29/04/2019
Barbara Torresani

La sicurezza targata Webroot proposta da Achab alle Pmi attraverso i Managed Service Provider. Al Webroot Italy 2019 presentato un antivirus di nuova generazione in cloud che utilizza tecnologie di intelligenza artificiale. Presentati anche i risultati di una ricerca.

Un solido rapporto quinquennale lega oggi Achab a Webroot sui binari della sicurezza IT proposta in logica MSP ad aziende di taglio PMI. Un’alchimia tra il distributore a valore specializzato in tecnologie software innovative di infrastruttura IT (sicurezza, backup, disaster recovery& business continuity, networking, gestione IT, messagistica,…) e il vendor di una soluzione antivirus di nuova generazione, presentata di recente a Milano nel corso dell’evento Webroot Italy 2019 di fronte a un pubblico di oltre un centinaio di MSP desiderosi di conoscere le nuove sfide della sicurezza moderna.
webroot italy 2019 (4)Ed è proprio su questo campione di partecipanti che è stata condotta una survey al fine di tastare il polso del mercato in relazione a un tema così delicato come quello della sicurezza, trasversale a tutte le tipologie di aziende e a tutti i settori merceologici.
“In uno scenario come quello attuale c’è bisogno di una sicurezza non fine a sé stessa ma concepita come processo a garanzia del funzionamento del business del cliente, che deve passare da una diffusa ed elevata consapevolezza degli utenti sul tema e che trova negli MSP un modello di business vincente in grado di portare vantaggi a tutta la catena del valore – vendor, distributore e fornitore di servizi”, spiega Andrea Veca, Ceo di Achab.  
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Manca consapevolezza
Per il 46,3% del panel la sfida principale da vincere in termini di sicurezza riguarda una mancanza di consapevolezza rispetto all’effettiva esigenza dei propri clienti, il 27,8% indica una carenza di budget e il 9,3% di formazione, mentre solo il 16,7% fa riferimento a un aspetto tecnologico, citando il malware (in particolare il ransomware, seguito da phishing e virus fileless). Due terzi dei partecipanti inoltre denuncia molte difficoltà a proporre nuovi servizi di sicurezza ai clienti. Un tema quest’ultimo strettamente legato alla mancanza di consapevolezza: “La sicurezza non è un prodotto ma un processo In divenire, perché le minacce continuano a crescere e modificarsi, rappresentata da una pletora di componenti tecnologici che vanno combinati, gestiti e orchestrati”, rimarca Veca. andrea veca achab
Andrea Veca, Ceo di Achab
Una sicurezza quindi ancora concepita in modo tattico e non strategico, che diventa un grosso problema per le aziende con costi spaventosi qualora non adottata in modo corretto, con ancora una confusione persistente tra fine e mezzo: la sicurezza fa sì che le applicazioni possano funzionare ma se il sistema IT non è sicuro i rischi che si corrono sono elevati con pesanti ricadute che impattano anche sulla stabilità economica delle aziende: Non è un concetto estetico e autoreferenziale, serve per generare valore e deve essere affrontata con un approccio multilivello, rimarca Veca. 

Distribuire software e serenità
In questo scenario il compito del distributore è porsi come anello di congiunzione tra i vendor di tecnologie e i fornitori di servizi al cliente finale (una volta si usava dire rivenditori), mentre quello di questi ultimi è fornire ai propri clienti un’infrastruttura IT efficace e quindi adeguata alle esigenze del cliente, veloce e affidabile sia essa on premise o in cloud (quest’ultima come modalità di delivery sempre più diffusa). Un lavoro quello del VAD che Achab svolge egregiamente al motto ‘distribuire software e serenità’, attraverso un team di circa 30 persone e una rete di 1.800 rivenditori qualificati, con un fatturato relativo all’ultimo esercizio di oltre 7.7 milioni di euro. Oltre a individuare tecnologie innovative che distribuisce in maniera esclusiva sul mercato, il distributore nel affianca la rete di partner nel processo di formazione per consentirgli di apprenderne appieno il valore e trasferirlo ai clienti finali. 
Nel novero dei fornitori innovativi vanta Webroot, fondata nel 1997 in Colorado (di recente acquisita dalla società Carbonite per un valore di 618,5 milioni di dollari, ndr), un organico di 700 persone che, a detta di Andrea Veca, sfoggia l’antivirus oggi preferito dai Managed Service Provider (MSP). 
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MSP: un mercato in crescita doppia cifraù
Sono questi i fornitori di servizi gestiti, un modello a cui molti operatori del canale sono sempre più orientati, che predilige la logica del servizio con un approccio reattivo e preventivo contro quello classico proattivo. Un modello di business che porta vantaggi a tutta la catena del valore.
Un mercato nato intorno al 2003 e affermatosi in modo deciso a partire dal 2005 che, a più di un decennio  di distanza, continua a riportare una florida crescita a due cifre: i dati parlano di 42 miliardi di dollari nel 2018 negli Usa con una previsione a 72 miliardi nel 2022 per una crescita aggregata del 15% annua: “E’ un mercato molto interessante non solo ad appannaggio degli Usa, dove a MSP nation-wide di grandi dimensioni si affiancano anche realtà di medie dimensioni. Un modello di business ideale anche per l’Italia su cui Achab crede molto e investe, perfetto anche nel Belpaese”, spiega Andrea Veca.  

Achab e Webroot, percorsi condivisi
Un binomio, sicurezza ed MSP, alla base della partnership tra Achab e Webroot che, iniziata nel 2014 oggi conta in 530 MSP attivi in Italia che utilizzano la tecnologia Webroot, equivalente al 4% dei 14 mila clienti a livello mondiale del vendor.
Dice Veca: “Webroot è un’ottima soluzione di sicurezza per MSP, che piace molto ai clienti: è facile da gestire grazie a una console nel cloud, leggera - non impatta ne crea rallentamenti sull’attività dell’utente - ed efficace.”charles tomeo webroot
Charles Tomeo, VP of WW Business Sales, Webroot
Come racconta Charles Tomeo, VP of WW Business Sales di  Webroot l’azienda, fondata nel 1997, propone al mercato una piattaforma di cybersecurity per MSP ideale per il mercato SMB, con 14 mila partner all’attivo, 300 mila end point protetti a livello mondiale, integrata con i primari vendor di Remote Monitoring and Management (RMM) e oltre 90 partner di Threat Intelligence. Una piattaforma innovativa in grado di rilevare, prevenire e risponde agli incidenti di sicurezza, in modo semplice e automatico, che utilizza una tecnologia di machine learning di 6° generazione in grado di analizzare quotidianamente oltre 500 milioni di ‘data object’.
Nello specifico, Webroot SecureAnywhere protegge dispositivi endpoint e mobili dalle minacce malware, garantendo riservatezza e integrità dei dati aziendali, lavorando in tempo reale senza necessità di aggiornare le firme ed è gestito nel cloud tramite una console di gestione, garantendo la sicurezza completa dei dispositivi, intercettando anche virus ‘sconosciuti’.
Tomeo indica le tre direzioni principali seguite da Webroot nel 2019, attenta a cogliere le evoluzioni del mercato della sicurezza: Protezione degli endpoint, continuando a innovare nella protezione predittiva, con prestazioni leggere e veloci e puntando a fornire un’esperienza utente strettamente integrata, automatizzata e ulteriormente semplificata; Protezione DNS, mediante l’ampliamento della copertura delle tecnologie di rete migliorandole in termini di flessibilità e di facilità di gestione nonché di Intelligence BrightCloud; Formazione per aumentare l’awareness sulla sicurezza.
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Una 'cybersecurity company' (protezione di end point, network e utenti con la Threat Intelligence) la cui combinazione con Carbonite (end point & server back up, email archiving, DraaS, availability e migration) punta a creare un vendor di data protection a tutto tondo di riferimento per il mercato: “Due aziende simili che uniscono le forze per vincere le nuove sfide della sicurezza”, commenta Tomeo, che conclude: Achab è un partner fondamentale per una realtà come Webroot per portare  la nostra offerta in Italia agli MSP che si distingue per integrità, processi e carica innovativa”.
Gli fa eco Andrea Veca: “Dopo cinque anni di partnership con Webroot sono convinto che il bello debba ancora venire. La collaborazione procede spedita e credo che l’acquisizione di Carbonite rappresenti un’opportunità molto interessante per continuare a offrire servizi di qualità ai clienti del mercato italiano.”

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