Fatturazione elettronica tra privati: la CNA chiede il rinvio

Pubblicato il: 16/03/2018
F.M.

La fatturazione elettronica per le transazioni commerciali B2B ovvero tra imprese e professionisti enterà in vigore il 1° gennaio 2019. Ma la CNA ne chiede il rinvio. Inoltre, chiede che vengano eliminati split payment, reverse charge e obbligo di comunicazione dei dati delle liquidazioni Iva.

"L’entrata in vigore della fatturazione elettronica obbligatoria per tutte le imprese tra soli nove mesi rischia di arrecare un grave danno al sistema produttivo, in particolare alle imprese di minore dimensione. Per questo ne è indispensabile un rinvio". È quanto emerge dai lavori della Commissione nazionale di 19 esperti costituita dalla CNA con l’obiettivo di studiare i problemi che derivano dalla introduzione della fatturazione elettronica e di individuare una soluzione ottimale per le imprese e per le istituzioni.
La Commissione ha messo in luce i pesanti rischi dell’appuntamento del primo gennaio 2019. Non ritiene una scelta saggia l’avvio del sistema senza farlo precedere da un periodo adeguato di sperimentazione e di test rigorosi e controllati, concordati e condivisi con le grandi associazioni di rappresentanza delle imprese. Va scongiurato, prima di tutto, il rischio che si blocchi rendendo impossibile l’arrivo delle fatture a destinazione e il relativo incasso.
Insieme all’avvio graduale occorre eliminare da queste procedure la firma elettronica, riducendo all’osso le informazioni necessarie alla compilazione corretta e completa della fattura elettronica.
Su richiesta delle imprese, inoltre, lo SDI (Servizio di interscambio digitale dell’Agenzia delle Entrate) dovrà trasmettere le fatture anche agli intermediari e  fornire gratuitamente il servizio di archiviazione elettronica delle fatture per tutti i fini fiscali e civilistici.
La Commissione di esperti chiede infine che, contestualmente all’entrata in vigore della fatturazione elettronica, vengano:
1) eliminati split payment, reverse charge e obbligo di comunicazione dei dati delle liquidazioni Iva;
2) innalzato il limite da cui scatta l’obbligo di apposizione del visto di conformità per poter compensare i crediti fiscali da 5mila a 50mila euro;
3) effettuati i rimborsi Iva entro tre mesi dalla presentazione della dichiarazione annuale;
4) ridotta in maniera consistente la ritenuta dell’8% sui bonifici relativi a spese per lavori edili per cui si rende applicabile la detrazione fiscale.

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