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Citrix, lo smart working spinge la fuga dalle città

Un’indagine, promossa da Citrix e condotta da OnePoll, ha rivelato come l’adozione diffusa dello smart working stia impattando sulle scelte abitative delle persone, sempre più propense a trasferirsi dalle città ad aree più periferiche o rurali per trovare un migliore equilibrio lavoro-vita privata. A progettare in concreto il trasferimento è risultato il 39% dei 1.000 knowledge worker intervistati in Italia

Tecnologie & Trend
La tecnologia ha un potere trasformativo. E non solo sulla semplice operatività quotidiana di chi lavora, ma più in generale sui processi aziendali e sulle nuove abitudini che possono diffondersi a livello sociale. Macro fenomeni, questi ultimi, che si stanno rendendo particolarmente evidenti in questo periodo di emergenza sanitaria, un periodo in cui la diffusione di tecnologie legate allo smart working sta modificando le consuetudini lavorative delle persone, impattando sulla loro vita e persino sulle loro scelte abitative. Per indagare quest’ultimo punto, Citrix Systems ha commissionato all’istituto di ricerca OnePoll una survey, che è stata condotta su 1.000 knowledge worker italiani alla fine del 2020. Ad emergere sono risultati particolarmente interessanti.

“Addirittura il 57% degli intervistati afferma che sarebbe disposto a trasferirsi dalla città a un’area rurale, se potesse continuare a svolgere il proprio lavoro in modo flessibile, cioè lavorando da casa o comunque da remoto. La periferia e le aree rurali vengono considerate, infatti, una migliore soluzione per chi cerca un equilibrio tra lavoro e vita privata. Il 39% sta già progettando in concreto questo trasferimento, dal momento che a causa della pandemia sta lavorando esclusivamente da remoto” afferma Fabio Lunetti, Country Manager Italy di Citrix. Una scelta forte, che è anche conseguenza di una considerazione ormai particolarmente diffusa: il luogo in cui si vive è ritenuto oggi meno importante per quel che riguarda le opportunità di carriera. Se, infatti, prima della pandemia il 55% dei lavoratori pensava che vivere in una grande città avesse effetti positivi sul proprio percorso professionale, oggi a crederlo è solo il 36%. Il 45% è convinto che non faccia più alcuna differenza e il 13% pensa che possa addirittura avere un effetto negativo.

Traferirsi è considerata, quindi, un’opzione assolutamente praticabile, con rivolti positivi anche dal punto di vista economico. Tra i vantaggi, il 36% degli intervistati ha evidenziato, infatti, un costo della vita decisamente più contenuto rispetto a quello delle grandi metropoli: un calcolo che esclude i prezzi d’acquisto delle abitazioni e degli affitti. C’è, poi, un buon 37% di intervistati che vorrebbe trasferirsi semplicemente per vivere in un luogo più tranquillo. Un benessere che vale addirittura una riduzione dello stipendio. A dichiarare di poter valutare questa opzione è il 53% del campione, disposto a rinunciare a una parte del proprio compenso in cambio di un ruolo al 100% da remoto.
fabio luinettiFabio Lunetti, Country Manager Italy di Citrix“L’adozione dello smart working rappresenta per le aziende un’occasione importante per ripensare i propri modelli di forza lavoro e le proprie strategie, prendendo in considerazione modelli flessibili che permettono di gestire le risorse in modo dinamico, coerentemente con l’incertezza che purtroppo graverà sul business ancora nel prossimo futuro” puntualizza Lunetti. Il tutto mantenendo alto il livello di produttività delle persone: il 45% degli intervistati ritiene, infatti, di aver addirittura incrementato il proprio rendimento, lavorando da remoto. Una modalità operativa ritenuta anche più sostenibile dal punto di vista ambientale. A sostenerlo è il 50% del campione.
citrix indagine
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