Service provider cosa è, cosa vuol dire e come si diventa fornitori di cloud

Integrato in tutte le più dirompenti rivoluzioni tecnologiche, dall’Intelligenza Artificiale all’Industria 4.0 passando per l’Internet delle cose e i Big Data, il cloud è presente e lotta in mezzo a tutti noi… ma come, dove e da chi si acquista? E, soprattutto, come, dove e attraverso quale percorso si diventa, service provider, fornitori di servizi cloud? Una mappa ragionata per provare a orientarsi tra definizioni, numeri e casi concreti in questa prima puntata di #VMServiceProvider, l’esclusi


Service Provider, Cloud Service Provider o ancora Managed Service Provider, Internet Service Provider… il servizio è il cuore della trasformazione digitale, il servizio che “mangia” la fisicità di server, storage, network, workstation, stampanti e li trasforma, soprattutto grazie alle nuvole del cloud, in esperienze di utilizzo, servizi appunto, a cui accedere in base all’abbonamento scelto, al consumo reale giornaliero, settimanale, mensile… Una rivoluzione dirompente alla quale come è anche normale, fino a oggi si è guardato soprattutto con gli occhi di chi la chiede, la pretende, la “sfrutta” ovvero gli utenti finali, le imprese, i manager, i privati.I numeri in questo senso sono chiari, per il 2017 l’Osservatorio Cloud & Ict as a Service della School of Management del Politecnico di Milano, ha stimato un incremento del 18% nel mercato del cloud in Italia, per un valore di 1,978 miliardi di euro. Interessante anche l’analisi del mix di spesa dei vari settori: il manifatturiero guida gli investimenti (24%), seguito da bancario (20%), telco e media (15%), utility/ oil & gas (10%), altri servizi (10%). Completano il quadro PA e sanità (8%), grande distribuzione (8%) e assicurativo (5%).Una rivoluzione chiara insomma (che, per la cronaca, come suggeriscono gli stessi ricercatori, ha andamenti meno sostenuti a livello di Piccola e Media impresa…) una rivoluzione che però, oltre a cambiare il modo in cui proprio gli utenti finali usano, accedono, comprano tecnologia informatica, rivoluziona, come mai prima d’ora l’intero ecosistema che queste soluzioni, prodotti, device li produce, li progetta, li porta sul mercato, li distribuisce e li rivende… Il canale insomma.

Service provider, Cloud Service Provider, una rivoluzione per il canale ICT, prima di tutto

Già proprio il canale, l’ecosistema di vendita. Quel canale ICT che, fino a non più tardi di qualche anno fa si basava solo ed esclusivamente su equilibri, dinamiche e ruoli consolidati in base ai quali: il vendor disegnava, produceva e portava sul mercato un prodotto, i distributori informatica lo acquisivano e, grazie ad una potente piattaforma logistico/finanziaria, lo spedivano, in tempo quasi reale, in ogni angolo del mondo… i rivenditori, sparsi in ogni angolo del pianeta, lo ricevevano e lo “rivendevano” appunto ai propri clienti, sul territorio, nella Nazione, nella Regione, nella Provincia, nella città in cui risiedevano. Un modello che, ancora oggi, esiste, sviluppa business e numeri importanti ma anche un modello che, con l’avvento del cloud computing e dell’informatica come servizio ha dovuto, gioco forza, cambiare connotati, dinamiche, forme di equilibrio e continuerà a farlo in maniera sempre più profonda. Un processo inarrestabile che darà vita a forme di coesistenza, collaborazione, competizione e di esistenza stessa completamente diverse rispetto al passato. Da una parte infatti i vendor, come VMware (qui tutti i dettagli per conoscere l’offerta di VMWare proprio per i Service Provider), hanno progressivamente sviluppato una propria offerta di soluzioni, “prodotti”, software in ottica “as a service”, a consumo… dall’altra i distributori informatica, un tempo interamente legati al modello “fisico” della logistica e dello spostamento di merci, hanno progressivamente virato verso il “valore”, ovvero verso le forniture e di supporto ai rivenditori che devono affrontare questa trasformazione, fino all’investimento in Data Center proprietari o in piattaforme di market place. Luoghi “digitali” in cui aggregare, modellare, mettere a disposizione dei propri clienti (i system integrator, reseller…) non più prodotti ma soluzioni/servizi pacchettizzati da portare ai propri clienti, su mercati verticali e da far pagare, appunto, a consumo…
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System Integrator o Service Provider? La digital trasformation parte da dentro…

E, dopo vendor e distributori informatica, siamo dunque all’ultima, ma non meno importante, parte del “canale”, all’anello di congiunzione tra distributori informatica informatica e clienti finali, ai “front man” del mercato, i system integrator, i reseller, i Var (value added reseller), gli sviluppatori di software… tutte realtà che, come ampiamente spiegato qui sopra, fino a ieri “compravano” e attendevano “hardware” o pacchetti software dai distributori informatica per poi portarli in casa o nelle aziende dei propri clienti e che oggi, con crescente intensità e necessità hanno già, o stanno pensando di mutare il proprio Dna in ottica di “service provider”, fornitori di servizi…Un salto quantico non solo a livello tecnologico ma anche, e soprattutto, a livello organizzativo, interno. Se i prodotti smettono infatti di essere tali per diventare servizi ricorrenti cambia anche la fatturazione, il ciclo di cassa, il flusso di denaro che alimenta il motore di una azienda e ancora cambia il modello di vendita, la strategia stessa e il linguaggio da adottare, cambiano gli investimenti fatti in strutture, persone… Tante, molte cose, che attengono al concetto stesso di digital transformation. Un concetto che, come è evidente, non riguarda solo i prodotti o le infrastrutture IT ma anche il DNA delle aziende e degli imprenditori (tema quest’ultimo che troppo spesso viene “dimenticato” nel momento in cui si parla di system integrator e reseller quasi come fossero filiali di grandi multinazionali… senza pensare che sono, essi stessi, imprenditori e imprese che devono fare business).Un viaggio avvincente e complesso dunque per system integrator e rivenditori ICT.Un viaggio lungo il quale, non a caso, molti protagonisti del mercato ICT internazionale hanno già posizionato strumenti, mezzi e supporti di valore per affiancare questo ultimo ma vitale anello di congiunzione del canale ICT con i clienti finali (qui tutti i dettagli del programma VMware per sviluppare la digital transformation del canale in ottica Service Provider e qui tutti i dettagli sul modello di vendita di VMware e su tutto l’ecosistema dei suoi partner).La posta in palio, come è evidente a questo punto dell’analisi, non è banale. Dalla capacità di giungere o meno a destinazione dipenderanno, infatti ( e senza esagerare), i destini di molti operatori dell’offerta di tecnologie digitali. Lo chiede il mercato, lo pretendono i clienti finali… Anche e soprattutto per questo in occasione di questa prima puntata di #VMServiceProvider, rubrica sviluppata in collaborazione con VMware e Systematika, (Distributore VMware ad alto valore aggiunto che per primo ha “scoperto” e iniziato a commercializzare proprio VMware in Italia e che oggi ha un ruolo chiave nel modello di business cloud a servizio della multinazionale americana in quanto Aggregator) abbiamo deciso di andare con ordine, a partire dall’analisi dei ruoli e delle forme di vita possibili per i reseller e i system integrator che stanno guardando proprio al cloud e al modello service provider come possibile destinazione.   

Service Provider, Cloud Service Provider, definizioni e mappa delle tipologie

Intanto una definizione di massima: un service provider o fornitore di servizi cloud, o CSP (Cloud Service Provider), è una società che offre alcuni componenti del cloud computing - tipicamente infrastruttura come servizio (IaaS), software come servizio (SaaS) o piattaforma come servizio (PaaS) - ad altre imprese o individui.

Service Provider, Cloud Service Provider, i fornitori di IAAS (Infrastructure as a service)

Nel modello IaaS, il fornitore di servizi cloud fornisce componenti dell'infrastruttura che altrimenti esisterebbero in un Data Center “locale”, ovvero costruito presso una azienda, presso il cliente finale insomma. Questi componenti possono essere costituiti da server, storage e networking, nonché da ambienti “virtualizzati”, che il fornitore IaaS ospita nel proprio Data Center. I fornitori di servizi cloud possono anche integrare i loro prodotti IaaS con servizi come monitoraggio, sicurezza, bilanciamento del carichi di “lavoro” e della capacità computazionale e continuità di servizio dello storage.

Service Provider, Cloud Service Provider, i fornitori di SAAS (Software as a service)

I fornitori SaaS, ovvero software as a service, software come servizi, offrono attualmente una vasta gamma di tecnologie aziendali, come suite di produttività, software di gestione delle relazioni con i clienti (CRM) e software di gestione delle risorse umane (HRM). Soluzioni che il fornitore SaaS ospita e fornisce su Internet. Molti fornitori di software tradizionali ora vendono opzioni basate su cloud dei loro prodotti software locali.

Service Provider, Cloud Service Provider, i fornitori di PAAS (Platform as a service)

Il terzo tipo di fornitore di servizi cloud, i fornitori PaaS, offre infrastrutture cloud e servizi a cui gli utenti possono accedere per eseguire varie funzioni. I prodotti PaaS sono comunemente usati nello sviluppo di software. Rispetto ad un provider IaaS, i fornitori di servizi PaaS aggiungeranno all'infrastruttura sottostante più soluzioni e più valore a livello di stack di applicazioni: come i sistemi operativi o il middleware.
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Service Provider, Cloud Service Provider, la differenza tra l’offerta di cloud pubblico, cloud privato e cloud ibrido

I fornitori di servizi cloud sono inoltre classificati in base al fatto che forniscano servizi di:

Cloud pubblico, ovvero che forniscono soluzioni proprie o di altri provider comunque completamente basate sul cloud. Si tratta di servizi gratuiti o, ovviamente, pagati on demand per consentire ai clienti di pagare solo per i cicli di CPU, le risorse di archiviazione o la larghezza di banda che utilizzano. Generalmente i servizi di cloud pubblico vengono scelti perché, in questo modo, le aziende risparmiano i costi legati all’acquisto/possesso, alla gestione o alla manutenzione di un'infrastruttura di applicazioni e di hardware locale. In questo caso infatti è il service provider, il fornitore di servizi cloud ad essere responsabile di tutte queste attività. Altri vantaggi che portano le imprese verso i servizi di cloud pubblico sono poi la capacità di essere facilmente distribuiti lungo infrastrutture locali e la scalabilità che, a livello di piattaforma, sono in grado di garantire. Ogni dipendente o manager può infatti avere accesso alla stessa applicazione da qualsiasi ufficio o luogo, purché sia disponibile la connessione Internet. Dati e analisi di mercato alla mano, uno dei freni principali verso gli investimenti delle imprese in questa direzione è la sicurezza e la paura di perdere, completamente, il controllo sui propri dati, applicazioni… Se però il service provider si avvale di metodi di sicurezza appropriati, ad esempio sistemi di rilevamento e prevenzione delle intrusioni il livello di sicurezza odierno è paragonabile se non superiore a quello degli ambienti proprietari o di cloud privato.

Cloud privato (ovvero soluzioni per costruire ambienti “proprietari” capaci di replicare l’esperienza e la scalabilità del cloud pubblico).Cloud privato è un termine che indica servizi di calcolo offerti tramite Internet o una rete interna privata, aziendale e solo a utenti precisi e selezionati. Non a caso in questo caso si parla spesso di cloud aziendale. Si tratta di un tipo di ambiente che offre alle aziende molti dei vantaggi di un cloud pubblico: scalabilità, controllo, personalizzazione... e, ovviamente, una percezione (ma anche un sostanziale) di un livello elevato di sicurezza e privacy tramite firewall aziendali che non permettono a terze parti di avere eventuali visibilità su dati e processi sensibili. Si tratta di un tipo di ambiente in cui un service provider ha ovviamente minore capacità di sviluppo di business, a livello di servizi anche perché il reparto IT dell'azienda è considerato responsabile per i costi e per la gestione del cloud privato, esattamente come accade per i data center di proprietà tradizionali.

Cloud ibridi. Un cloud ibrido è un ambiente che combina, interseca un cloud pubblico e un cloud privato, o una infrastruttura proprietaria consentendo la condivisione di dati e applicazioni tra di essi. Questo tipo di servizi e ambienti solitamente incontrano i “gusti” di molte imprese italiane che, magari, hanno già fatto in passato importanti investimenti in infrastrutture proprietarie ma, per alcuni processi o per la gestione di dati non critici vogliono sperimentare o usare direttamente i vantaggi della flessibilità e della potenza di elaborazione del cloud pubblico. Si tratta in questo caso di una situazione abbastanza ideale per system integrator che non hanno “svoltato” completamente in direzione di una offerta pura di servizi e che, contemporaneamente possono offrire ai propri clienti investimenti strategici/tattici a livello infrastrutturale e/o si servizi cloud.

L’argomentazione di vendita migliore, sempre in questo caso, sta nel fatto che il cloud computing ibrido è in sostanza, una piattaforma che offre il "meglio di entrambi gli scenari", poiché garantisce tutti i vantaggi del cloud computing, ovvero flessibilità, scalabilità e razionalizzazione dei costi, con la garanzia di massima sicurezza dei dati.

Service Provider, Cloud Service Provider caratteristiche e servizi comuni

In generale, i fornitori di servizi cloud rendono disponibili le loro offerte come un acquisto con un modello definito on-demand e di self-provisioning. Inoltre, i clienti possono pagare i servizi basati su cloud in abbonamento, ad esempio con una struttura di fatturazione mensile o trimestrale. Alcuni fornitori di servizi cloud si sono differenziati adattando le proprie offerte alle esigenze del mercato verticale. I loro servizi basati su cloud potrebbero cercare di fornire funzionalità specifiche del settore o aiutare gli utenti a soddisfare determinati requisiti normativi, come il GDPR. Ad esempio, sono stati rilasciati diversi prodotti cloud per l'assistenza sanitaria che consentono ai fornitori di servizi sanitari di archiviare, conservare e eseguire il backup delle informazioni sulla salute personale.

Qualità chiave di un service provider o di un cloud service provider

Ci sono una serie di cose a cui pensare quando si affrontano clienti che stanno valutano i fornitori di servizi cloud. Il costo sarà in genere basato su un modello di “utilità per uso”, ma ci sono alcune varianti da considerare. La posizione fisica dei server può anche essere un fattore per i dati sensibili. Tema questo ancora più centrale con il recente avvento del nuovo regolamento europeo per la gestione di dati e privacy che, proprio in materia di gestione e passaggio delle informazioni da cliente a fornitore, impone obblighi e attenzioni superiori rispetto al passato. L'affidabilità è fondamentale se i dati dei clienti devono essere accessibili. Un tipico SLA (service-level agreement) del provider di archiviazione cloud, ad esempio, specifica livelli precisi di servizio, ad esempio il 99,9% di uptime, e il ricorso o la compensazione a cui l'utente ha diritto se il provider non fornisce il servizio come descritto. La sicurezza è un'altra considerazione importante. Organizzazioni come la Cloud Security Alliance (CSA) offrono certificazione ai fornitori di servizi cloud che soddisfano i propri criteri.

Service Provider, Cloud Service Provider, il caso VMware/Systematika

Come in parte anticipato da tempo ormai i maggiori brand internazionali del mercato ICT si stanno muovendo in direzione del cloud e, soprattutto, in favore della costruzione di un “nuovo” e più adatto ecosistema di vendita a supporto. In questo senso VMware si è mossa con forza tra i primissimi investendo su un programma come il Cloud Provder Program, che è già un successo mondiale (con oltre 4mila service provider bordo) e anche a livello italiano (oltre 150 le realtà che hanno scelto di entrare nel network). In tutti i casi si tratta di realtà eterogenee e con Dna spesso profondamente diversi: dal grande player nato tra le nuvole del cloud, fino all’operatore locale che proprio in direzione del cloud sta compiendo i primi passi. In tutti i casi il modello vincente di VMware si basa su una strategia non solo tecnologica ma anche di sviluppo si strumenti e applicazioni espressamente concepiti per aiutare i fornitori di servizi. Un esempio in questo senso è sicuramente V Cloud Director, una soluzione che offre la possibilità di sfruttare in modo efficiente e sicuro la stessa infrastruttura su più clienti e dunque permette al fornitore di servizi di ottimizzare la propria offerta.Per avere tutti i dettagli sull’ecosistema che ruota intorno alle soluzioni VMware è comunque possibile collegarsi a questo sito. Per conoscere invece tutti i dettagli del VMware Cloud Provider Program e della collaborazione con Systematika proprio in ottica di supporto verso i service provider, tutte le informazioni sono disponibili a questo link.




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