HP e Sony: la crisi si fa sentire

Pubblicato il: 22/05/2009
Redazione ChannelCity

Ancora riduzione di personale per HP, dopo i risultati negativi di diverse aree di business mentre Sony annuncia che dimezzerà il numero dei fornitori nei prossimi due anni e che quest'anno chiuderà diversi siti produttivi e circa 16.000 dipendenti.

La crisi colpisce e non accenna a svoltare in positivo sia il business professionale, sia il business più consumer. Hp, dopo che aveva giù annunciato un piano di riduzione del personale, a seguito della pubblicazione dei risultati della trimestrale ha annunciato ulteriori tagli al personale che prevedono una ulteriore riduzione del del 2% della forza lavoro, pari a circa 6000 dipendenti.
La decisione presa dal top management è avvenuta in seguito ai pessimi risultati del trimestre appena trascorso: la società ha, infatti, registrato un calo del 17% nei profitti netti, che si sono attestati a 1,7 miliardi di dollari. Le entrate sono calate complessivamente del 3%, raggiungendo 27,4 miliardi di dollari.
Il settore più colpito dalla crisi è l'Enterprise Storage and Servers (ESS), che ha riportato un calo del 28% e profitti a 3,5 miliardi di dollari. Seguono il business legato alla divisione Imaging and Printing (-23%), la divisione Personal System Group (-19%) e il Software (-15%). Unica nota positiva del periodo è stata la crescita del 99% del settore Services, da imputarsi soprattutto alla recente acquisizione di Eds.
I nuovi tagli vanno ad aggiungersi ai 24.600 licenziamenti già decisi dai dirigenti Hp negli scorsi mesi e di aspettarsi un calo complessivo intorno al 4-5% per l'anno in corso.
Sul versante consumer Sony annuncia che dimezzerà il numero dei fornitori nei prossimi due anni e che quest'anno ridurrà i costi di approvvigionamento del 20%. Per arginare gli effetti delle perdite del bilancio il colosso giapponese ha l'obiettivo di raggiungere risparmi sui costi fissi di 300 miliardi di yen (circa 2,3 miliardi di euro) attraverso misure drastiche come la riduzione di 16.000 posti di lavoro e la chiusura del 14% dei propri 57 impianti di produzione.

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