Un'azienda su tre non congrua con gli studi di settore

Pubblicato il: 19/07/2009
Autore: Redazione ChannelCity

Secondo la GGIA di Messtre un'impresa su tre rischia di non essere congrua con i requisiti fissati dagli studi di settore, e dovrà pagare al fisco una cifra sproporzionata.

Secondo le stime della CGIA di Mestre (Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre) su circa 3.700.000 partite Iva che sono interessate dagli studi di settore, circa 1milione e 200 mila attività non risultano essere in linea con le pretese del fisco. La CGIA di Mestre fa notare che per l'anno di imposta 2007 i non congrui e non adeguati erano circa uno su 4, precisamente il 26,3% contro il 33,5% che si ipotizza si registrerà nel 2008.
"E' il frutto della congiuntura in atto - afferma Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre - le stime che abbiamo elaborato per l'anno di imposta 2008 evidenziano che molti operatori economici hanno subito ripercussioni economiche negative e nonostante le modifiche, gli accorgimenti e i correttivi anti crisi introdotti negli ultimi mesi dall'Amministrazione finanziaria, questo strumento non è ancora in grado di fotografare con obbiettività la situazione economica che grava sul Paese. Con la conseguenza che a molti autonomi si chiede di pagare di più rispetto l'anno scorso su incassi presunti che non corrispondono alla realta".
Per il 2009 l'Agenzia delle Entrate ha segnalato come gli studi di settore siano solo uno dei parametri su cui si baserà il lavoro di accertamento fiscale. Se prima, infatti, la non congruità poteva potenzialmente far scattare un accertamento con adesione da parte del fisco, oggi il non adeguamento non lo avvia più con certezza.
Nel caso il contenzioso finisca presso la Commissione tributaria dovrà essere l'Agenzia delle Entrate, e non più' il contribuente, a dover dimostrare l'esistenza di maggiori ricavi non dichiarati.
 "Per questo stiamo invitando tutti coloro che sono vittime della crisi a non adeguarsi a quegli studi di settore che hanno pretese non giustificabili dopo il peggioramento del quadro economico avvenuto nell'ultimo anno", conclude il segretario della CGIA di Mestre.

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