Il rapporto degli italiani con le nuove tecnologie

Pubblicato il: 04/01/2010
Autore: Redazione ChannelCity

L'indagine Cittadini e tecnologie, realizzata dall'Istat, esamina la diffusione delle nuove tecnologie nel nostro Paese, mettendo in risalto un digital divide generazionale, sociale e territoriale.

Gli italiani sono sempre più legati ai nuovi mezzi tecnologici: accanto alla tradizionale TV e al telefono cellulare, cresce l'utilizzo del Pc e di internet. Le nuove tecnologie si diffondono maggiormente nelle famiglie con figli giovani e al Centro-Nord del paese, anche se il divario di tipo geografico è leggermente diminuito nell'ultimo anno. Sono solo alcuni dei risultati che emergono dall'indagine "Cittadini e tecnologie" condotta dall'Istat nel 2009 e presentata negli scorsi giorni.
Nel dettaglio, si può osservare come in Italia i beni e i servizi tecnologici più diffusi siano il televisore, presente nel 96,1% delle famiglie e il cellulare (90,7%). Seguono il lettore DVD (63,3%), il videoregistratore (55,7%), il personal computer (54,3%) e l'accesso a internet (47,3%).Tra i beni tecnologici presenti nelle famiglie hanno un certo rilievo anche l'antenna parabolica (33,1%), la videocamera (28,3%) e la consolle per videogiochi (20,1%).Rispetto al 2008 cresce la quota di famiglie che possiede il personal computer, passando dal 50,1% al 54,3%, così come la percentuale di quelle che ha accesso ad internet (dal 42% al 47,3%). Migliora anche la qualità della connessione usata per accedere alla rete da casa: diminuisce drasticamente, infatti, la quota di connessioni a banda stretta (tramite linea telefonica tradizionale o linea telefonica Isdn), che passa dal 9,1% al 6,6%, e aumenta invece la quota di famiglie con connessione a banda larga (linea telefonica ADSL o altro tipo di connessione a banda larga), aumentata dal 27,6% al 34,5%. Aumenta inoltre il possesso del lettore DVD (dal 59,7% al 63,3%) a discapito del videoregistratore (dal 58,1% al 55,7%).
[tit:Chi usa di più la tecnologia]
Tra le famiglie si osserva un forte divario tecnologico da ricondurre a fattori di tipo generazionale, culturale ed economico. Le famiglie costituite da sole persone di 65 anni e più continuano ad essere escluse dal possesso di beni tecnologici: appena il 7,7% di esse possiede il personal computer e soltanto il 5,9% ha l'accesso ad internet. Inoltre, in queste famiglie è più limitato il possesso delle nuove tecnologie collegate alla tv, come l'antenna parabolica (15,1%). L'unico bene diffuso (a parte il tv color) è il cellulare (64,7%), il cui possesso è comunque molto inferiore alla media nazionale (90,7%).All'estremo opposto si collocano le famiglie con almeno un minorenne, che possiedono il personal computer e l'accesso ad internet rispettivamente nel 79% e nel 68,1% dei casi. Sono queste famiglie ad avere il più alto tasso di possesso di connessione a banda larga (51,6%) e di telefono cellulare (99,8%), che ha raggiunto e superato i livelli di diffusione della televisione. Molto diffusi sono anche il lettore DVD (87,1%), il videoregistratore (70,9%), la videocamera (50,9%) e la consolle per videogiochi (46,1%).
Le famiglie con capofamiglia dirigente, imprenditore o libero professionista e quelle con capofamiglia direttivo, quadro, impiegato sono le più tecnologiche. In particolare, l'86,2% delle famiglie con capofamiglia dirigente, imprenditore o libero professionista possiede il personal computer, il 78,6% l'accesso a internet, il 61,8% la connessione a banda larga e l'antenna parabolica. Il possesso del cellulare ha superato quello del televisore in quasi tutte le famiglie, eccetto quelle in cui il capofamiglia risulta non occupato, affermandosi come l'unico bene per il quale non emergono differenze sociali. Le famiglie più svantaggiate sono quelle con capofamiglia operaio e quelle con capofamiglia non occupato. Ad esempio, tra le prime e le famiglie in cui il capofamiglia è dirigente, imprenditore o libero professionista si registrauna differenza di 25 punti percentuali nel possesso di personal computer, di 29 punti nel possesso dell'accesso ad Internet e di 28 punti circa per la connessione a banda larga. Le differenze tra le due tipologie di famiglie sono molto più contenute se si considerano le tecnologie relativamente poco costose come il lettore DVD (10 punti) e la consolle per videogiochi (circa 2 punti), ma si annullano solo nel caso del cellulare e del televisore (Tavola 3). Tra il 2008 e il 2009 rimane stabile il divario tra le famiglie con capofamiglia dirigente, imprenditore o libero professionista e quelle con capofamiglia operaio per quasi tutti i beni tecnologici considerati. L'unico bene per il quale si registra una diminuzione della distanza è la consolle per videogiochi, per cui la differenza passa da 6 a 2,4 punti percentuali.[tit:La tecnologia dal Nord al Sud del Paese]
Da un punto di vista geografico, Sono le famiglie del Centro e del Nord a possedere le quote più elevate di beni tecnologici. Il personal computer, ad esempio, è diffuso in uguale misura nel Centro e nel Nord (oltre il 55%) e meno nel Sud (49,7%). Inoltre, nel Centro-nord si riscontra la quota più alta di famiglie che possiede l'accesso ad internet (oltre il 48%) e la connessione a banda larga (circa il 36%), mentre nel Sud e nelle Isole le quote scendono rispettivamente al 42,3% e al 29% circa. Tra il 2008 e il 2009, tuttavia, il divario tecnologico tra Nord e Sud del Paese è leggermente diminuito. Ad esempio, tra il Nord-est e il Sud la distanza nel possesso del computer è di 7,9 punti percentuali (era di 9,3 punti nel 2008), di 8,1 punti quella relativa all'accesso ad internet (10,6 punti nel 2008) e di 7,4 punti quella relativa al possesso della connessione a banda larga (era di 9,2 punti nel 2008).[tit:L'Italia rispetto all'Euroopa]Infine, lo studio presenta una comparazione tra i dati italiani e la situazione degli altri paesi europei. Considerando la percentuale di famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che possiede un accesso ad Internet da casa, l'Italia è rimasta indietro rispetto a molti dei paesi della Comunità europea, risultando al ventunesimo posto, con un tasso di penetrazione del 53% rispetto alla media europea del 65%. Vicini all'Italia troviamo paesi come Cipro (53%) e Repubblica Ceca (54%), mentre Olanda, Svezia, Lussemburgo e Danimarca registrano un tasso di penetrazione che supera l'83% (Figura 2). Un altro indicatore importante per misurare il digital divide è dato dalle famiglie con almeno un componente tra i 16 e i 64 anni che possiedono un accesso ad internet da casa mediante banda larga: anche in questo caso l'Italia si colloca in fondo alla graduatoria, con un tasso di penetrazione del 39% rispetto alla media europea del 56% (Figura 3). Valori vicini a quello dell'Italia si riscontrano per la Slovacchia (42%), la Grecia (33%), la Bulgaria (26%) e la Romania (24%), mentre Olanda, Danimarca e Svezia registrano un tasso di penetrazione più che doppio. Rispetto al 2008 si evidenzia un incremento dell'accesso ad internet per tutti i paesi europei. I paesi che hanno investito maggiormente sull'accesso ad internet mediante banda larga sono stati la Romania e la Grecia, dove si evidenziano incrementi relativi rispettivamente del 33% e del 46%, mentre in Italia si registra un incremento relativo del 20%.

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