Money transfer, riciclaggio di denaro sporco dall'Italia alla Cina

Pubblicato il: 06/08/2010
Andrea Sala

Attraverso dei servizi di trasferimento di denaro per via telematica, alcune agenzie finanziarie di Roma riciclavano ingenti somme di denaro sporco provenienti da attività illegali di commercianti cinesi. Sequestro di beni per 9 milioni di Euro e trentuno denunciati dalla Guardia di Finanza.

La Guardia di Finanza di Roma ha stroncato un'organizzazione che riciclava denaro sporco in Cina, utilizzando servizi di trasferimento telematico di denaro, i cosiddetti "money transfer". Le somme spedite verso la Repubblica Popolare provenivano da attività illecite compiute da commercianti cinesi attivi nel nostro Paese: dalla vendita di accessori contraffatti ad abiti abilmente "taroccati".
In alcuni casi, poi, i titolari dei conti telematici e dei trasferimenti in Asia erano ignari di tutto o persino inesistenti: l'operazione occultava così le manovre di imprenditori cinesi compiacenti.
L'inchiesta, che durava da due anni, è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma ed era partita dopo alcune segnalazioni di strani movimenti di denaro da due agenzie finanziarie della Capitale: la HPD Finanziaria e la GE.DE.FIN.
In poco tempo, gli agenti delle due società hanno trasferito in Cina ingenti somme, nascondendo l'origine del denaro.
A insospettire gli agenti sono stati i congrui trasferimenti di valuta a fronte dei pochi clienti che utilizzavano i servizi delle due finanziarie.
Dopo aver raccolto le prove necessarie, la Guardia di Finanza ha fatto scattare i fermi e i sequestri: sono finite nei registri degli indagati 31 persone e sono stati recuperati beni per 9 milioni di Euro.

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